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  • 1 giorno fa
A Tronzano, piccolo centro alle porte di Vercelli, in una comunità di poco più di tremila abitanti dove l'anonimato non esiste, Vincenzo Giurbino - vent'anni, per tutti Alex - ha scelto di non subire in silenzio. Tra i messaggi d'odio comparsi sui muri del paese ce ne sono anche alcuni rivolti direttamente ai suoi genitori, un motivo in più che lo ha spinto a presentare una denuncia formale ai carabinieri: «Ho deciso di denunciare e di metterci la faccia perché credo che chi ha subito questo debba parlare, non bisogna nascondersi né vergognarsi di essere ciò che si è». (Floriana Rullo)

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Trascrizione
00:00Allora, questa è la terza volta, ok?
00:06Questa è la terza volta che mi scrivono frasi denigratorie, insulti, vedute di più
00:14e siamo alla scarinata del binario 1 della stazione di Tronzano a Vercellese.
00:20Questa è la terza volta di scritte sui muri.
00:25Qua era stata cancellata, ok?
00:28Qua era stata cancellata e hanno voluto riscrivere di nuovo quelli che volevano.
00:33Scusate i termini, però ne ho veramente abbastanza.
00:36Io non so più che cosa dire e arriverà una terza denuncia, perché già una è stata fatta nel 2024,
00:45un'altra di recente e adesso questa sarà la terza.
00:48Mi spiace, ma chiunque tu sia, anche se credo di aver capito, non faccio nomi perché non ho purtroppo un
00:53responsabile,
00:54però ho dei dubbi, questo poco mi assicuro.
00:57Te la vedrai con la legge, mi spiace, queste cose qua sono azioni che non vanno fatte,
01:01se i tuoi genitori ti hanno insegnato l'educazione dovresti imparare a rispettare le persone.
01:05E con questo tanti baci.
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