00:04I fondi pubblici destinati al settore audiovisivo in Italia hanno raggiunto la cifra record di
00:09696 milioni di euro per il 2026, ma per le piccole e medie produzioni indipendenti l'accesso
00:15a queste risorse rimane un obiettivo quasi impossibile. A denunciare un sistema penalizzante
00:20per le nuove realtà è il regista e produttore cinematografico Mauro John Capecce, attivo
00:26tra l'Italia e l'estero dal 1996. Secondo Capecce, i criteri stabiliti dalla normativa vigente come
00:32i requisiti di solidità finanziaria e le soglie di fatturato pregresso finiscono per avvantaggiare
00:38esclusivamente i grandi gruppi multinazionali, tagliando fuori start-up e piccole società.
00:43In Italia è impossibile creare una nuova società di produzione e accedere ai finanziamenti pubblici
00:48per il cinema, dichiara Capecce. La legge attuale ti costringe a rispettare tetti di fatturato e
00:53criteri di solvibilità che nessun indipendente possiede. Per avere accesso ai fondi devi già
00:58averli. In pratica è un paradosso. Questa barriera burocratica sta spingendo molti produttori
01:03a delocalizzare all'estero per poter lavorare. Lo stesso Capecce sta sviluppando un progetto
01:09cinematografico tra Italia e Marocco dal titolo Al Pacino Said, spiegando come la scelta di produrre
01:14fuori dai confini nazionali sia dettata da una necessità economica e burocratica piuttosto
01:19che dà una semplice preferenza artistica. Senza una revisione politica delle soglie
01:24di ingresso e finanziamenti, il rischio concreto è che i fondi pubblici continuino ad alimentare
01:29un circuito chiuso, spingendo all'estero i nuovi talenti e la creatività del cinema italiano.
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