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  • 3 hours ago
“Il Summit di Ankara è stato quasi una svolta. Le tensioni degli ultimi mesi, dalle accuse di Trump agli alleati alle discussioni sul burden shifting e sul rischio di un disimpegno americano, facevano pensare a uno scenario molto più difficile. Ora fondamentale che l’Italia non venga esclusa dal nuovo ecosistema industriale e strategico che si sta costruendo all’interno della Nato”. Lo ha detto Gabriele Natalizia, professore di Sicurezza e Politica internazionale della Sapienza università di Roma e direttore di Geopolitica.info, in occasione dell’incontro “Il futuro della Nato dopo il Summit di Ankara” presso il Centro Studi Americani a Roma.

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Transcript
00:00Ci aspettavamo una trappola, c'è stata quasi una svolta. Una trappola sia da un punto di vista generale perché
00:06la tensione che c'è stata negli ultimi mesi è stata molto alta.
00:10Da un lato con Trump che è tornato con le accuse nei confronti degli alleati, in particolare la Danimarca, ma
00:17anche la Francia, la Spagna e poi infine l'Italia.
00:21Dall'altro perché si è cominciato a parlare di burden shifting, ossia del passaggio delle responsabilità in capo agli alleati,
00:28ma agitando lo spauracchio da parte americana del cosiddetto burden shading, ossia lo scarico a barile fondamentalmente, lo scarico di
00:35ogni responsabilità sugli alleati.
00:37In più, da una prospettiva italiana, naturalmente le polemiche che c'erano state da Trump e Meloni, poi anche la
00:43gaff o la battuta intenzionale fatta da Rutte sull'utilizzo delle basi italiane per la guerra in Iran facevano pensare
00:51al peggio.
00:52Nel caso italiano addirittura la possibilità che il budget per la difesa che avremmo presentato agli alleati potesse essere in
00:58qualche modo rigettato, contestato.
01:00Non è stato così, dalla prospettiva italiana le cose non sono andate affatto male, per tre ragioni principali.
01:08La prima, si è ribatito il fatto che le famose tre C a cui è ispirato il contributo degli alleati,
01:17ossia cash, capability e contributions, è molto equilibrato rispetto al passato.
01:23In passato si parlava principalmente del fatto di quanto spendessero gli alleati, mentre invece c'è stato un riequilibrio.
01:29Le responsabilità, che l'Italia si è sempre presa, sono tornate a essere molto importanti.
01:33Un secondo aspetto molto importante è quello del cosiddetto approccio a 360 gradi alla deterrenza e alla difesa.
01:42Un approccio a 360 gradi sia geografico, ossia è stato ribatito il fatto che Artico e vicinato meridionale sono importanti
01:50per la Nato tanto quanto il fianco est,
01:53che si può fare deterrenza e difesa perciò anche nei confronti di attori non statali e non solamente nei confronti
02:00della Russia,
02:00ma anche del fatto che l'approccio a 360 gradi ha una natura anche funzionale, ovvero si è parlato di
02:07sicurezza economica,
02:08c'è stato il grande Nato Defense Industry Forum.
02:11Infine, altro aspetto particolarmente importante, è stato il passaggio che è stato fatto alla fine della dichiarazione finale
02:19sull'Iran che non deve avere il nucleare e il fatto che gli alleati hanno ribadito l'impegno per mantenere
02:27la libertà di navigazione su Ormuz.
02:29Naturalmente queste sono dichiarazioni che alla luce di una guerra che ancora perdura sono state fortemente volute dall'amministrazione Trump,
02:36ma che in futuro potranno giocare anche in favore dell'Italia che da sempre cerca di richiamare gli alleati all
02:42'attenzione nei confronti del vicinato meridionale.
02:44Ecco perché quasi una svolta, bisognerà che l'Italia non venga esclusa, rimanga centrale nel nuovo ecosistema industriale che sta
02:54nascendo
02:54e che faccia proposte concrete per il vicinato meridionale.

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