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Cortona, 22 lug. (askanews) - La fotografia di Silvia Camporesi è, da sempre, una soglia sul mistero di ciò che stiamo guardando, uno sguardo che, sotto l'apparente neutralità dell'obbiettivo, apre porte che guidano verso altre dimensioni. Nella mostra "Paesaggio inverso", che è parte del festival Cortona On The Move si è spinta ancora oltre, ricreando due luoghi sommersi - Fabbriche di Careggine nel lago di Vagli e la cittadina romana di Baia - portandoli alla luce attraverso la finzione fotografica, che si rivela peraltro straordinariamente realistica."Nella fotografia - ha detto la fotografa ad askanews - lo spettatore vede ciò che il fotografo vuole che lui veda e quindi ho sfruttato questa grande ambiguità della fotografia per fotografare dei luoghi che sono realmente esistenti ma che sono difficilmente raggiungibili e per cui li ho ricreati attraverso la scala, quindi dei modelli in scala e con atmosfere e prospettive realistiche li ho resi il più reale possibile, ovviamente con tutti i limiti del caso però ho cercato di avvicinarmi a quei luoghi nella impossibilità di farlo materialmente e l'ho fatto con gli strumenti della fotografia".Il risultato è affascinante, ambiguo, ricorda, per esempio, la colossale operazione del finto naufragio messo in scena da Damien Hirst a Venezia nel 2017, ma ci parla anche di futuri e passati alternativi. E di una nuova forma dell'immaginario sull'Italia. "Esce un paesaggio italiano totalmente inedito - ha aggiunto Silvia Camporesi - perché poi l'Italia è talmente piena di bellezze che noi non conosciamo le cose più strane come queste, sono poco note e quindi è bello tirarle fuori, portarle all'attenzione di un pubblico d'arte e raccontarle attraverso gli occhi artistici".Occhi che hanno la stessa fosca lucidità dei sogni, quelli che non si dimenticano neppure da svegli.

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00:00La fotografia di Silvia Camporesi è da sempre una soglia sul mistero di ciò che stiamo guardando,
00:06uno sguardo che sotto l'apparente neutralità dell'obiettivo apre porte che guidano verso altre dimensioni.
00:11Nella mostra Paesaggio Inverso, che è parte del festival Corton on the Move,
00:15si è spinta ancora oltre, recreando due luoghi sommerse,
00:18fabbriche di careggine nel lago di Vagli e la cittadina romana di Baia,
00:21portandoli alla luce attraverso la finzione fotografica,
00:24che si rivela peraltro straordinariamente realistica.
00:27Nella fotografia lo spettatore vede ciò che il fotografo vuole che lui veda
00:32e quindi ho sfruttato questa grande ambiguità della fotografia
00:35per fotografare dei luoghi che sono realmente esistenti ma che sono difficilmente raggiungibili
00:41e per cui li ho ricreati attraverso la scala, quindi dei modelli in scala,
00:45con atmosfere e prospettive realistiche, li ho resi il più reali possibile,
00:51ovviamente con tutti i limiti del caso, però ho cercato di avvicinarmi a quei luoghi
00:55nella impossibilità di farlo materialmente e l'ho fatto con gli strumenti della fotografia.
01:00E' un risultato affascinante, ambiguo, ricorda per esempio la colossale operazione
01:04del finto naufragio messa in scena da Menorostra Venezia nel 2017,
01:08ma ci parla anche di future passate alternativi e di una nuova forma dell'immaginario sull'Italia.
01:12Esce un paesaggio italiano totalmente inedito perché poi l'Italia è talmente piena di bellezze
01:17che noi non conosciamo le cose più strane come queste, sono poco note
01:22e quindi è bello tirarle fuori, portarle all'attenzione di un pubblico d'arte
01:27e raccontarle attraverso gli occhi artistici.
01:30Occhi che hanno la stessa fosca lucidità dei sogni, quelli che non si dimenticano neppure da svegli.
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