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  • 2 giorni fa
A bordo di Lifexplorer, una barca a vela Garcia 52 di 16 metri, nel porto di Nome in Alaska in attesa dello scioglimento dei ghiacci per iniziare il «mitico»  passaggio a nord-ovest,  la rotta navale che collega gli oceani Atlantico e Pacifico, passando attraverso l'arcipelago artico canadese all'interno del Mar Glaciale Artico. Si tratta di navigare per circa 3.200 miglia marine (oltre 5.100 chilometri) per uno dei mari più infidi al mondo, minacciato dai venti, dai cambi repentini delle correnti, dal rischio iceberg, dai bassi fondali non mappati, dalla rarità di punti riparati, dalla mancanza di assistenza e dalla necessità di fare in fretta prima che già a metà settembre i primi freddi del prossimo inverno tornino a trasformare canali e golfi in trappole di ghiaccio e labirinti impossibili da superare. 

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Trascrizione
00:04Il Corriere della Sera proverà a attraversare su una barca di alluminio di 16 metri il passaggio
00:12di Nord Ovest, il mitico passaggio di Nord Ovest. Ci troviamo a nome, il porto più a nord dell'Alaska,
00:19qui davanti a noi c'è lo stretto di Bering che dovremo attraversare per andare a Capobaro dove
00:25comincia tutto il passaggio di Nord Ovest verso la Groenlandia. In questo momento c'è vento
00:32conto, stiamo aspettando che le condizioni migliorino. Il rispetto un po' paradossale di questa avventura
00:38è che parlando a un pubblico italiano che in questo momento soffre il caldo, 40 gradi nelle
00:45nostre città, caldo eccezionale, riscaldamento globale, qui il microclima, qui nella zona
00:51dello stretto di Bering verso il polo nord è stato il più freddo degli ultimi 25-30 anni,
00:57infatti dobbiamo aspettare che il ghiaccio si sciolga. Altra incognita quando scenderemo
01:03a terra e proveremo a farlo raccontando l'ambiente, gli iceberg verso il polo nord sono gli orsi,
01:10qui abbiamo i grizzini, gli orsi bruni, più avanti ci saranno gli orsi bianchi che sono tra
01:17gli animali più pericolosi per l'uomo sulla terra. Sono Alberto, comandante di Life Explorer,
01:25navigo da 50 anni dai tempi di istruttore di Caprera e abbiamo dieci anni fa costruito
01:33questo progetto con questa imbarcazione con la quale siamo per navigare alle alte latitudini.
01:39Siamo andati da Sopra e Sbarba all'Ottantesimo fino all'Antartico, alla penisola antartica,
01:47adesso siamo risaliti nell'Artico per affrontare il passaggio nord-ovole.
01:52Per sviluppare questo progetto abbiamo scelto una barca con delle caratteristiche di solidità,
01:59di alluminio e di spessore anche importante da 8 a 20 mm. Abbiamo scelto una barca che avesse
02:07un pescaggio minimo di un metro e mezzo per poterci infilare e ridossare in caso di qualsiasi necessità.
02:22La difficoltà del passaggio di nord-ovest è chiara nella mappa che appare sul computer del
02:33responsabile del porto di nome, Luca Stotz, che ci mostra la situazione del ghiaccio.
02:38Noi siamo a nome, che è qua. Qua si sale e si va a Capobarrow, qui c'è, scusate, nome
02:47che è qua,
02:48qui c'è lo stretto di Bering, qui c'è la Russia. Noi dobbiamo risalire, arrivare nel punto più a
02:58nord
02:58dell'Alaska, che è Capobarrow, e poi scendere, questo è il confine con il Canada. Il ghiaccio è rosso
03:06e vedete quanto ghiaccio ancora c'è. In questo momento, al 16 di luglio, il ghiaccio è ancora molto solido,
03:18è molto compatto. In inverno era scelto fino alle loutine, era scelto fino qui sotto, fino sotto.
03:26Qui si è tutto sciolto negli ultimi mesi, ma qui è ancora chiuso. Quindi bisogna aspettare che si apra
03:32e bisogna aspettare che il vento non spenga da nord versus sud, perché se no ci sono degli icebergs che
03:39vengono a stringere le barche, le navi che passano e le stritolano lungo la costa. Quindi bisogna
03:47che il vento cambi da sud verso nord e che soprattutto il ghiaccio si sciolga abbastanza
03:53per poter passare. Vedete qui praticamente il ghiaccio tocca la terra in più punti, anche nella zona canadese.
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