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Tech talks - L'intervista a Virginia Padovese, Managing Editor e Senior Vice President Partnership di Newsguard
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NovitàTrascrizione
00:11quante volte soltanto oggi vi siete fidati di qualcosa che avete visto su uno schermo
00:18la notizia una foto un video sembrava vero forse lo era davvero o forse no viviamo in
00:26un'epoca curiosa in cui non è più difficile produrre una bugia quello che è davvero difficile
00:32è riconoscerla parleremo di questo oggi e lo faremo con una persona che è qui con me che questa
00:39domanda diciamo se la pone sostanzialmente ogni giorno e non per curiosità ma per professione
00:46per mestiere lei è virginia padovese è managing editor e senior vice president per le partnership
00:53in europa australia e nuova zelanda di news guard un'organizzazione che fa una cosa apparentemente
00:59semplice e in realtà rivoluzionaria mette i giornalisti accanto alla tecnologia per dirci
01:07dato alla mano di quali fonti possiamo fidarci virginia benvenuta a tec tog grazie grazie
01:13grazie mille per l'invito è un piacere allora spieghiamo subito che cos'è news guard certo
01:19news guard è un'organizzazione che è stata fondata negli stati uniti nel 2018 da due giornalisti
01:26americani steven brille e gordon krowitz che hanno messo insieme una redazione inizialmente
01:33di analisti per cercare di portare un contributo alla lotta alla disinformazione inizialmente con
01:40un approccio che si staccava un po dal classico approccio dei fact checkers quindi anziché analizzare
01:47l'accuratezza delle singole affermazioni per determinare se erano accurate o fuori contesto
01:54fuorbianti false noi abbiamo iniziato a lavorare all'analisi dell'affidabilità delle fonti quindi
02:02facendo un lavoro sul dominio ovvero verificare se i siti che pubblicano notizie informazioni
02:09rispettano i criteri fondamentali del giornalismo di trasparenza e di credibilità con questa analisi
02:15riusciamo a valutare il loro lavoro dando delle indicazioni su quanto possono essere considerati
02:22affidabili da un punto di vista giornalistico è un approccio giornalistico anche il nostro per cui ci
02:30impegniamo a mettere in atto le pratiche giornalistiche nel nostro stesso lavoro quindi
02:35chiediamo un commento quando c'è una criticità l'analisi è totalmente umana quindi non utilizziamo
02:40intelligenza artificiale quando analizziamo le fonti e abbiamo analizzato in questo modo oltre
02:4514.000 siti che sono responsabili di almeno il 95 per cento dell'engagement online con le news nei
02:53nove paesi in cui lavoriamo tra cui c'è chiaramente l'italia poi le nostre attività si sono espanse
02:58abbiamo iniziato anche a fare un vero e proprio debunking quindi verificare l'accuratezza delle
03:05singole affermazioni che troviamo online abbiamo creato questo enorme catalogo di affermazioni
03:12false che circolano in rete che aggiorniamo purtroppo quotidianamente perché i numeri ci
03:18dicono che ne nascono parecchie ne aggiungeremo quasi un centinaio al mese tracciando appunto quello
03:25che succede nel web e poi grande focus grande attenzione negli ultimi anni all'intelligenza
03:31artificiale per capire come l'intelligenza artificiale ha modificato e sta modificando
03:37l'ecosistema delle informazioni quindi l'ecosistema informativo sia dalla parte di chi con le notizie
03:44ci lavora sia dalla parte di chi le notizie le legge. Ebbè quindi dal 2018 ad oggi purtroppo il concetto
03:52di fake news è diventata una cosa che tutti abbiamo per certi versi dovuto imparare a conoscere
03:59perché purtroppo c'è stata una crescita esponenziale. Senti come si arriva a fare un mestiere che appunto
04:07solo qualche anno fa non esisteva proprio? È una bellissima domanda in effetti NewsGuard nasce come
04:13startup perché nel 2018 si iniziava a parlare di questi argomenti. È una bella sfida perché la realtà
04:23cambia molto velocemente cambia ogni giorno e dobbiamo cercare al nostro modo di rincorrerla ma
04:29anche di capire dove sta andando per anticipare quello che sta succedendo da un punto di vista
04:37appunto di lotta alla disinformazione e poi ripeto con l'intelligenza artificiale il nostro lavoro è
04:44cambiato molto perché perché il mondo delle fake news e della disinformazione è cambiato molto. Prima
04:50funzionava in un certo modo adesso con l'intelligenza artificiale funziona in un modo
04:54completamente diverso perché perché chi fa disinformazione oggi ha a disposizione degli
05:00strumenti che hanno cambiato completamente il loro modo di produrre contenuti. Cioè la sofisticazione
05:06della fake news ormai è arrivata veramente a livelli molto elevati. Molto elevati ad un punto tale che è molto
05:14difficile riconoscere un contenuto vero da un contenuto falso ma anche dal punto di vista di
05:20potenzialità nelle loro mani ovvero possono produrre contenuti in modo molto più facile, molto più economico,
05:27molto più scalabile, molto più veloce e quindi l'impatto nell'ecosistema informativo è molto molto
05:34diverso mettendo poi in difficoltà chi fa un lavoro come il nostro che deve cercare di capire che cosa è
05:40vero e cosa non lo è. Certo. Senti, come spiegheresti il tuo lavoro, diciamo così, ad una cena tra amici?
05:49Ad una cena tra amici? Allora direi che è un lavoro per cercare di aiutare i paesi democratici ad orientarsi
06:01meglio nella ricerca delle informazioni, a sviluppare un senso critico indispensabile oggi per leggere le notizie
06:09e per mantenere una certa fiducia proprio nelle istituzioni democratiche e nel giornalismo perché le notizie
06:17arrivano da lì ma diventa assolutamente fondamentale capire chi ci sta offrendo le informazioni, da qui
06:25l'importanza di valutare le fonti. In inglese diciamo who's feeding you the news, capiamo chi ci sta dicendo cosa,
06:32che motivazioni può avere dietro, da chi è finanziato, che pratiche mette in atto perché il web è pieno di
06:39informazioni
06:40ma non tutte hanno la stessa accuratezza, non tutte sono create nello stesso modo.
06:45Come dire che è quasi più vicino ad una missione che ad un lavoro da un certo punto di vista.
06:50Infatti al di là del lavoro quotidiano di NewsGuard nel monitorare il web, identificare i trend, creare tutta quella reportistica
06:59che creiamo sia per i nostri clienti sia per gli utenti finali, gran parte dei nostri sforzi è anche dedicata
07:04proprio
07:05alla media literacy per aiutare i ragazzi nelle scuole a partire dai primi cicli di studio, quindi già dalle scuole
07:12elementari
07:12a capire come orientarsi in questo mondo pazzo.
07:16Senti, perché avete fatto questa scelta precisa di unire i giornalisti e la tecnologia e non affidarvi completamente
07:23alla tecnologia che adesso, lo dicevi anche tu prima, con l'intelligenza artificiale può aiutarvi a riconoscere appunto le fake
07:31news
07:31forse in maniera... perché il giornalista come componente è così importante?
07:35Il giornalismo resta il cuore e la base del nostro lavoro perché con tutti gli strumenti di AI che abbiamo
07:43a disposizione
07:44non c'è niente che può raggiungere l'accuratezza che può avere una persona e questo lo verifichiamo veramente ogni
07:54giorno
07:55nei nostri report e nei nostri studi. Ti faccio un esempio di uno studio che abbiamo fatto di recente.
08:01Molto spesso gli utenti si affidano ai AI detection tools, quindi a quegli strumenti che dovrebbero identificare
08:11le manipolazioni dei contenuti per capire se un'immagine o un video sono veri oppure creati dall'intelligenza artificiale.
08:18Sempre più gente si affida a questi strumenti, ma quanto sono affidabili questi strumenti?
08:23Chi controlla gli strumenti?
08:24Esatto, ma e soprattutto che tipo di output, che tipo di risultati danno, quanto effettivamente sono accurati?
08:31Abbiamo fatto uno studio proprio a maggio e abbiamo testato i 5 più diffusi sul mercato con 15 immagini.
08:42Prima abbiamo fatto un test con le immagini reali per capire se questi strumenti le identificassero come tali.
08:48Il tasso di errore dei 5 strumenti è stato del 13%, addirittura uno strumento ha avuto un tasso di errore
08:55del 40%, vuol dire che il 40% delle volte...
08:57Ha riconosciuto come falso un'immagine che in realtà era reale.
09:00Esatto, il suo risultato era questa immagine è creata artificialmente quando in realtà l'immagine era reale.
09:07Addirittura in 35 delle 45 immagini testate, almeno uno ha avuto un risultato diverso dagli altri, quindi non in linea
09:18con gli altri.
09:20Abbiamo testato poi delle immagini che erano altamente modificate.
09:25Per altamente modificate intendo che la modifica apportata dall'intelligenza artificiale cambiava completamente il significato delle immagini.
09:31Qui la detection rate, quindi il tasso di identificazione della manipolazione, andava dal 33% al 100%, quindi alcuni strumenti
09:42hanno dato una risposta corretta, sempre alcuni il 33% delle volte.
09:48Con le immagini soltanto lievemente modificate, e qui intendo una modifica che non ne cambia il contenuto, per cui magari,
09:57non lo so, un cambiamento nella luminosità, oppure...
10:00Quindi magari semplicemente un miglioramento qualitativo, diciamo.
10:03Anche qui la detection rate andava dal 27% al 93%, quindi molto ampia.
10:09Questo che cosa ci fa dire?
10:12Innanzitutto che non sono strumenti affidabili al 100%, non c'è un consenso nell'industria, nel settore, su che cosa
10:22vuol dire manipolazione.
10:24E questi strumenti non danno delle indicazioni su che livello di manipolazione hanno incontrato.
10:29Per cui, per un utente che li utilizza per avere delle certezze, a volte succede che si ritrova in confusione
10:38ancora più di prima, e questa vulnerabilità viene sfruttata da chi fa disinformazione.
10:45C'è stato un esempio molto interessante recentemente di una fake news che diceva che il primo ministro israeliano, Benjamin
10:53Netanyahu, fosse stato ucciso.
10:56Qualche giorno dopo, lui stesso ha postato un video che ritraeva se stesso in un caffè a Tel Aviv, che
11:01faceva colazione, dicendo, guardatemi, sono vivo e vegeto, sto bene.
11:05Che cosa è successo?
11:07Uno degli strumenti di identificazione e di manipolazione ha valutato quel video come generato da intelligenza artificiale.
11:15Chi ha fatto disinformazione ha utilizzato quel risultato inaccurato per dire, vedete, è un video AI, significa che è morto
11:24veramente.
11:25Quindi questo crea un'ulteriore confusione nel web, perché?
11:30Perché chi fa disinformazione può pubblicare un'immagine creata con intelligenza artificiale dicendo che è reale, ma può anche dire
11:37che un'immagine reale è creata da intelligenza artificiale quando non lo è.
11:42Per cui, davvero, la confusione che viene creata per gli utenti è davvero difficile da gestire.
11:47Certo. Senti, a proposito di confusione, aiutaci proprio a fare un po' di chiarezza.
11:53Per esempio, che differenza c'è tra una notizia sbagliata, una fake news in mala fede e un'azione di
12:01disinformazione organizzata?
12:04Certo, sono problematiche molto diverse.
12:08Allora, la disinformazione, lo sappiamo, è un'informazione falsa che viene pubblicata sapendo che è falsa, quindi con l'intenzione
12:15di monetizzare o di cambiare l'andamento dell'opinione pubblica o di ottenere comunque uno scopo.
12:24Viene fatta quindi in mala fede. Quando viene fatta dai governi diventa propaganda a supporto appunto delle proprie operazioni e
12:32ideologie.
12:34La misinformazione, che purtroppo è altrettanto grave perché diffonde contenuti falsi, è quella fatta in buona fede, ovvero siamo noi
12:41stessi quando nelle nostre pagine social
12:44andiamo a condividere un link di un articolo pensando che sia curato quando in realtà è falso.
12:50Quindi non c'è la mala fede, ma purtroppo il problema rimane, perché amplifichiamo e contribuiamo a inquinare l'ecosistema
13:01informativo.
13:02Quindi l'intenzionalità è la differenza tra le due, ma la problematica che poi viene messa sul piatto è abbastanza
13:11grave in entrambi i casi.
13:13Certo. Senti, ma chi produce davvero questa disinformazione su larga scala e perché lo fa?
13:20Ci sono dei motivi di natura economica, tu lo stavi accennando adesso, dei motivi di natura politica?
13:28Ci sono assolutamente motivazioni diverse. C'è chi lo fa per guadagnare, magari per vendere dei prodotti.
13:35Abbiamo visto una disinformazione di questo tipo molto diffusa durante il periodo della pandemia di Covid-19,
13:40per cui fantomatiche cure che promettevano di curare il virus in realtà erano prodotti assolutamente incapaci di avere un'azione
13:50sul decorso della malattia.
13:53C'è chi vuole monetizzare semplicemente dalla pubblicità.
13:56I contenuti di disinformazione sono contenuti che in genere piacciono, nel senso che sono un po' più gridati, un po'
14:03più sensazionalistici.
14:03In momenti problematici danno delle risposte facili, quindi disinformazione circola soprattutto quando ci sono crisi e emergenze.
14:11Falleva su momenti particolari.
14:12Esatto, abbiamo più bisogno di informazioni, siamo più propensi a cercarle e quindi il terreno diventa molto fertile.
14:20Chi fa disinformazione pubblica questi contenuti facili e monetizza dalla pubblicità.
14:26Perché? Perché più i contenuti circolano, più annunci pubblicitari riusciamo a raccogliere e più monetizziamo.
14:31Poi c'è la propaganda che chiaramente allora quella è diffusa da stati che appunto cercano di modificare l'opinione
14:40pubblica oppure di portare avanti le proprie narrative.
14:42Lo abbiamo visto con la Russia, con la Cina, con l'Iran sui diversi conflitti insomma che sono in corso.
14:48Quindi diciamo che c'è un ampio spettro di disinformazione.
14:54Senti, dai vostri dati ho preso questo che mi sembra particolarmente interessante.
14:59Pare che ci siano quasi 3.750 siti che sembrano delle testate giornalistiche a tutti gli effetti,
15:08ma in realtà sono delle farma generate dall'intelligenza artificiale in 16 lingue diverse, compreso l'italiano.
15:15Noi lettori comuni come facciamo a questo punto ad accorgerci che stiamo leggendo qualcosa
15:21che è proprio completamente basato su falsità.
15:26È molto difficile e sta diventando sempre più difficile.
15:30Le chiamiamo content farm, sono fondamentalmente spazi online
15:35che non hanno contenuti prodotti da persone, ma hanno contenuti prodotti da AI, più o meno accurati.
15:41Magari in un sito si possono trovare contenuti che non hanno fake news,
15:45ma che sono comunque generati da AI, in altri si trova disinformazione.
15:50Fino a un po' di tempo fa era abbastanza, non dico facile, ma insomma ci si poteva arrivare a riconoscerli.
15:57Perché?
15:57Perché molto spesso in questi siti, negli articoli, si potevano trovare quei messaggi di errore tipici dei chatbot.
16:06Non lo so, in questo momento non ti posso aiutare, su questo argomento non ti posso aiutare,
16:11oppure vuoi che ti produca il contenuto in modo più scorrevole, più sintetico.
16:17Siccome non c'è nessun essere umano dietro queste opzioni...
16:20Che va a cancellare queste frasi, quelli erano gli indicatori che c'era qualcosa che non andava.
16:25Adesso insomma è facile toglierli, basta istruire il sistema a togliere tutti quei riferimenti,
16:30mi dispiace, non posso, eccetera, per avere dei contenuti più accurati.
16:34In genere bisogna fare attenzione alle pagine Chi Siamo, per esempio,
16:39dove ci sono i profili dei redattori con delle foto chiaramente create da AI,
16:43anche le biografie possono suonare un po' strane, abbastanza standardizzate,
16:49però per un utente finale non è assolutamente facile farlo.
16:55E purtroppo di queste content farm, ripeto, alcune pubblicano magari contenuti assolutamente innocui,
17:03semplicemente per monetizzare dalla pubblicità, altre invece fanno parte di operazioni di disinformazione.
17:09Per cui, sì, bisogna stare molto attenti e non è facile identificarli,
17:15neanche per noi a questo punto che ci lavoriamo, insomma, è uno dei nostri obiettivi.
17:20Senti, parliamo dei deepfake, cioè appunto di quei falsi che sono fatti con intelligenza artificiale,
17:27ormai quasi sempre, e che sono fatti ai noi molto, molto, molto bene.
17:32Quali sono le forme di deepfake che oggi personalmente ti sorprendono di più?
17:39Le forme di deepfake che mi sorprendono di più al momento direi tutte,
17:44perché sono fatte estremamente bene.
17:47Se confrontiamo quello che trovavamo un anno fa con quello che troviamo oggi,
17:52è veramente sorprendente, perché la tecnologia ha fatto degli enormi passi avanti,
17:58e perché tutti quei piccoli errorini che prima c'erano magari nelle mani,
18:02c'era la mano con sei dita,
18:04con un dito in più, certo.
18:06Adesso non si trovano più.
18:07Perché? Perché lo strumento si è affinato,
18:10e perché il prodotto è molto più accurato.
18:14Addirittura gli stessi strumenti che dovrebbero identificarli
18:18non sono più in grado di identificarli.
18:20Addirittura a volte strumenti della stessa azienda che li ha prodotti.
18:23Se c'è un'azienda che produce dei video
18:26e ha anche uno strumento per identificare video manipolati,
18:30non riesce a riconoscere la manipolazione fatta
18:33dallo strumento della sua stessa azienda.
18:35Per cui è veramente sorprendente il livello adesso.
18:40Quindi Virginia, adesso non voglio fare il pessimista,
18:42ma ti voglio provocare.
18:44Siamo ad un punto di non ritorno?
18:46No, spero di no, perché altrimenti siamo veramente perduti.
18:51No, non siamo ad un punto di non ritorno,
18:52siamo ad un punto in cui è diventato assolutamente indispensabile
18:57e anche farlo presto, istruire e spiegare alle nuove generazioni
19:06come funzionano questi strumenti.
19:08Perché? Perché i giovani di oggi li sanno usare.
19:10Li sanno usare, li sanno usare con estrema facilità,
19:15ma non tutti sono consapevoli di quali limiti hanno.
19:18Per cui dal mio punto di vista siamo arrivati ad un punto in cui
19:24spiegare a scuola queste cose non deve più dipendere
19:28dalla sensibilità di un docente che è attento a questi temi,
19:31ma bisogna veramente inserire nei curricula scolastici
19:34dei progetti e dei programmi e delle ore di lezione dedicate a queste cose.
19:40Io spesso vado nelle scuole e trovo anche giovani molto curiosi,
19:45sorpresi quando sentono raccontare queste cose, molto aperti
19:48e vedo sempre di più la necessità di informare, di spiegare,
19:54di aiutarli a sviluppare un senso critico
19:57in modo da poter utilizzare in maniera consapevole
20:01questi grandi strumenti estremamente potenti che abbiamo tra le mani.
20:05Senti, torniamo un po' a parlare del ruolo appunto
20:10dei giornalisti, del ruolo degli editori.
20:13Voi per esempio collaborate appunto con gli editori
20:17perché poi capita anche molto più spesso di quanto si pensi
20:20che testati autorevoli si trovino a riprendere una notizia
20:25che in realtà poi si rivela essere appunto una notizia falsa
20:28che però viene ripresa, ripubblicata, riscritta, eccetera, eccetera.
20:33Che tipo di rapporto avete con gli editori?
20:35Come lavorate con loro per fare in modo che questa collaborazione
20:38per esempio con organizzazioni come la vostra
20:40serva poi a limitare appunto il fenomeno della disinformazione?
20:45Certo, molto spesso con gli editori condividiamo i contenuti che creiamo
20:51nel senso che tutta la nostra reportistica,
20:54tutta la nostra parte di studio del web e delle informazioni viene condivisa,
20:58molto spesso viene anche raccontata dagli editori stessi.
21:02Con gli editori abbiamo un rapporto molto molto aperto
21:05perché come dicevo all'inizio quando andiamo ad analizzare il loro sito,
21:10le loro fonti, ci mettiamo in contatto con loro
21:12e spieghiamo le criticità che abbiamo individuato nei loro spazi.
21:16È un rapporto costantemente aperto,
21:19adesso si sta anche rafforzando ulteriormente
21:21perché dall'agosto 2024 tra i nostri lavori di monitoraggio e studio
21:30c'è stata la produzione di audit mensili
21:33dei principali chatbot a disposizione sul mercato
21:36per verificare la loro accuratezza nelle risposte ai prompt,
21:40alle domande che riguardano l'attualità.
21:42Che li vengono fatte, certo.
21:43La situazione è risultata da subito molto problematica,
21:47ovvero c'è un tasso di errore molto alto,
21:50una percentuale molto alta di volte in cui
21:53interpellati su argomenti di attualità
21:55e questioni su cui effettivamente sono circolate fake news,
21:59i bot ci restituiscono risposte contenenti disinformazione.
22:03L'ultimo di questi studi l'abbiamo pubblicato a maggio
22:05e negli 11 principali chatbot,
22:10testando gli 11 principali chatbot,
22:12abbiamo trovato un tasso di errore del 13%,
22:14alcuni addirittura del 35%,
22:17significa che più di una volta su tre la risposta non è accurata.
22:22E questo ci ha portato a pensare di creare un chatbot
22:29assolutamente verticale sulle news,
22:31per cui non è un chatbot a cui possiamo chiedere
22:33come si fa la carbonara o dove andare a cena a Milano,
22:37però interpellato su questioni di attualità
22:39è molto affidabile perché utilizza i nostri due dataset come filtro,
22:46ovvero attinge solo dai contenuti prodotti da quelle fonti
22:51che noi abbiamo valutato come affidabili,
22:52quindi lascia fuori tutte le fonti di disinformazione medica,
22:56sanitaria, politica, eccetera,
23:00e poi utilizza questo nostro catalogo di bufale
23:03già identificate prima di dare la risposta,
23:06per cui se la domanda riguarda quella questione,
23:09risponde con il debunking e dice
23:11no, questa cosa non è accurata,
23:13l'ha diffusa questo account per questo scopo,
23:16ma non ci sono prove a supporto della veridicità.
23:20Questo chatbot è costruito in modo tale
23:22da condividere le revenues degli abbonamenti con gli editori,
23:27per cui in proporzione a quante volte vengono citati
23:31i loro contenuti nelle risposte,
23:33possono monetizzare da questa operazione.
23:35Per noi è fondamentale perché diventa un'operazione
23:38che sostiene il giornalismo responsabile.
23:42Sempre di più i contenuti dei siti online
23:45vengono utilizzati nelle risposte dei bot,
23:47però chiaramente rubano traffico.
23:51C'è uno studio molto interessante
23:54che è stato pubblicato di recente
23:55che dice che da quando esistono gli AI summary,
23:58quindi quei riassunti prodotti da AI
24:00nei motori di ricerca,
24:02l'80% delle ricerche si conclude senza nessun clic.
24:07Per cui, mentre prima con un motore di ricerca
24:11avevamo centinaia di link proposti come risposta
24:13che potevamo valutare, scegliere, cliccare, confrontare, eccetera,
24:18andando a leggerli in quegli spazi,
24:20adesso quel traffico viene estremamente ridotto
24:23dal riassunto creato dall'intelligenza artificiale.
24:25Certo, perché all'utente basta quel riassunto lì
24:27per avere risposta alla sua domanda.
24:29E anche qui abbiamo fatto degli studi
24:31che dimostrano quanto spesso questi AI summary sono inaccurati,
24:35quanto citano fonti di disinformazione
24:38e quanto le loro risposte possono essere problematiche.
24:41Senti, voi avete anche un po'
24:43un punto di vista internazionale sulla disinformazione.
24:47L'Italia com'è messa?
24:49Cioè, il nostro paese è oggetto di disinformazione
24:54in maniera particolare rispetto al resto d'Europa,
24:56rispetto al mondo, come siamo messi?
24:59Io penso che in Europa la situazione sia molto, molto simile
25:03tra tutti i paesi.
25:05Noi vediamo narrative che nascono in un paese,
25:08poi vengono tradotte e nel tempo di poche ore
25:11si diffondono a macchia d'olio in tutti gli altri paesi.
25:14A volte nascono negli Stati Uniti e si spostano in Europa,
25:17a volte hanno il percorso contrario.
25:20si adattano ai contesti nazionali,
25:23per cui magari appaiono in Italia in una forma leggermente diversa,
25:28quindi l'affermazione non è esattamente la stessa
25:30che può circolare in Francia e che magari ha preso di mira Macron,
25:33ma circola in Italia e prende di mira
25:35la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
25:38Quindi aggiunge ulteriore difficoltà nel riconoscere la notizia falsa.
25:43Il senso dell'affermazione è lo stesso,
25:46quindi c'è questo adattamento al contesto locale,
25:50ma direi che non ci sono confini,
25:52non ci sono lingue che possano arginare il fenomeno.
25:57E neanche queste regole europee sull'intelligenza artificiale
26:00secondo te possono aiutare ad arginare questo fenomeno?
26:03Perché l'Europa tra l'altro da questo punto di vista
26:05è stata un po' tra le prime.
26:07A dare un po' di regole, esatto.
26:10È fondamentale, nel senso dobbiamo cercare di regolamentare
26:15tutto questo di cui stiamo parlando.
26:17Come c'era bisogno di regolamentare il web,
26:20quando è nato il web c'è bisogno di regolamentare l'AI,
26:23adesso che abbiamo l'AI.
26:25Certo non basta, si tratta di un problema che,
26:28lo dico sempre, va affrontato veramente da più angoli possibili.
26:33C'è bisogno di regolamentare, c'è bisogno di giornalismo responsabile,
26:38c'è bisogno di formare giornalisti che lavorino in modo responsabile,
26:41c'è bisogno di aiutare i ragazzi e anche gli anziani a capire
26:45come orientarsi in questi spazi, quindi media literacy, AI literacy.
26:49C'è bisogno di tanti sforzi, c'è bisogno dei fact checker
26:53che spiegano perché un'informazione non è accurata,
26:57c'è bisogno delle piattaforme che diano spazio ai debunking dei fact checker,
27:02che quindi oltre a diffondere i contenuti tanto sensazionalistici
27:06e magari inaccurati di chi genera numeri,
27:08possano dare visibilità anche a questo tipo di contenuti.
27:12Quindi deve diventare davvero uno sforzo collettivo
27:14e di responsabilità da parte di tutti, di tanti attori.
27:18Ecco rimaniamo proprio su questo, su quest'ambito.
27:21Quali sono secondo te tre abitudini diciamo concrete
27:25che chiunque di noi, anche chi non capisce nulla di tecnologia,
27:29può adottare da domani per cominciare a difendersi da questi rischi?
27:35Allora innanzitutto fermarsi prima di condividere un contenuto.
27:40L'immediatezza con cui condividiamo contenuti nei social è un problema.
27:45Quindi non lasciarci trascinare dalla curiosità o dallo stupore
27:51che un contenuto che abbiamo letto genera,
27:54quindi fermarsi a pensare.
27:56Non accontentarsi di una fonte,
27:59quindi anche quando leggiamo qualcosa,
28:01cerchiamo di capire chi altro ha riportato questa notizia.
28:03Quella notizia se l'ha riportata nello stesso modo,
28:06se sono delle altre versioni.
28:08Confrontare le fonti e anche quando usiamo strumenti di intelligenza artificiale
28:13usarne più di uno,
28:15perché come abbiamo detto a volte non danno lo stesso risultato.
28:20Forse questi possono essere tre passaggi
28:22che possono aiutarci a non condividere contenuti inaccurati nel web.
28:27Senti parliamo anche un po' dell'aspetto del coinvolgimento dei social.
28:32Per esempio quando arriva un contenuto sospetto su WhatsApp
28:35o su un altro social, qual è secondo te il primo gesto giusto
28:40e qual è invece l'errore che facciamo tutti?
28:42Forse un po' lei già ce l'ha detto.
28:43L'errore è proprio questo,
28:44di lasciarci prendere dallo stupore o dall'entusiasmo
28:48o dalla curiosità e condividerlo immediatamente.
28:50Questo è l'errore più comune.
28:52Da evitare sicuramente.
28:55E lo vediamo, è un errore che fanno i ragazzini,
28:59i giovani che fanno gli anziani,
29:00davvero che vediamo prendendo in considerazione tutte le fasce d'età.
29:07Quello che dobbiamo fare è la verifica,
29:10cercare di capire chi ci sta dicendo quella cosa,
29:14che prove porta a supporto di quella cosa.
29:18Per cui l'andare alla fonte e renderci conto
29:23che non tutto quello che ci arriva allo stesso livello di affidabilità
29:28deve diventare veramente un passo fondamentale
29:31nel consumo delle notizie.
29:34Senti, in un mondo dove,
29:36l'abbiamo detto e raccontato anche in questa chiacchierata,
29:40anche il vero può essere messo il dubbio
29:42e il falso può sembrare verissimo.
29:45Questa sfida dei prossimi anni, secondo te,
29:48è più tecnologica o più culturale?
29:51O l'insieme delle due cose?
29:54Allora, sicuramente un insieme,
29:56ma se devo scegliere una delle due dico culturale.
29:59Cioè, viviamo davvero in un'epoca
30:03in cui stiamo normalizzando il dubbio.
30:07È tutto talmente così confuso
30:10che da cittadini cominciamo a dubitare di tutto.
30:13Questo è un grosso problema.
30:15Perché? Perché perdiamo fiducia
30:17in qualsiasi forma di supporto possiamo trovare fuori,
30:20nelle istituzioni, nel giornalismo,
30:22in quello che leggiamo.
30:23Questa normalizzazione del dubbio
30:25ha degli effetti veramente pesanti
30:28nella quotidianità e nella vita di un paese
30:31e di una società.
30:33Per cui, secondo me, la sfida è assolutamente culturale.
30:36Dal punto di vista tecnologico,
30:38sicuramente rientrano ancora una volta
30:41la regolamentazione,
30:42la responsabilità di queste big tech stesse,
30:46che devono considerare queste problematiche
30:48una priorità da risolvere
30:50e non qualcosa che arriva dopo la monetizzazione
30:53o il lancio di nuovi prodotti, eccetera.
30:56Però, se dovessi scegliere tra le due,
30:58direi assolutamente culturale.
30:59È solo uno sforzo culturale di educazione,
31:03di sviluppo di consapevolezza,
31:04di senso critico,
31:05che può farci fare il passaggio
31:07di cui abbiamo bisogno.
31:09Senti, se proviamo a guardarci un po' in avanti
31:13nei prossimi anni,
31:14questa situazione,
31:15l'evoluzione di questa situazione,
31:17come la vedi?
31:17Perché io poi, diciamo,
31:19comunque ti conosco da qualche anno
31:20e so che tu sei un ottimista.
31:23Perché visto quello che abbiamo raccontato,
31:25esatto, uno potrebbe pensare
31:26che da qua ai cinque anni
31:28ormai saremo contornati solo da notizie false.
31:30In realtà, ci auguriamo che non sia così
31:33e forse in parte lo sappiamo,
31:34ma a te chiedo che cosa, comunque,
31:36nonostante tutto,
31:37ti fa essere ottimista,
31:38che riusciremo ad uscire
31:41o comunque ad essere capaci
31:43di distinguere la disinformazione
31:45dall'informazione vera?
31:47Credo profondamente nel giornalismo virtuoso.
31:51Credo che la chiave di tutto
31:53sia davvero, al di là dell'educazione,
31:56il buon giornalismo.
31:58Io, nel mio ottimismo,
32:00se devo pensare avanti,
32:01penso che le realtà di giornalismo virtuoso,
32:04di chi ricerca le notizie,
32:06le scrive, le pubblica,
32:07in modo responsabile,
32:09rispettando i criteri fondamentali del giornalismo,
32:12in modo trasparente,
32:13in modo accurato,
32:13citando le fonti,
32:14verificando qualsiasi dettaglio,
32:17sia quello che ci può aiutare,
32:22ed è veramente,
32:23profondamente quello in cui credo
32:26e in cui voglio credere.
32:29Bene, e allora con questo augurio,
32:31noi ringraziamo Virginia Fadovese
32:33per essere stata con noi.
32:34Buon lavoro, Virginia.
32:35Grazie.
32:36Grazie a te, Giancarlo.
32:37Grazie a tutti.
32:37Grazie a tutti.
32:40Grazie a tutti.
32:45Grazie a tutti.
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