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  • 3 giorni fa
«La sofferenza dell’animale la cominciavo a provare su di me. Per questo ho smesso da anni di mangiare carne». E forse anche per questo Gaetano Cerasuolo, detto Tano, chef di alta cucina vegetale, ha coronato il suo sogno, aprire la prima e unica tripperia vegana di Firenze. Panini con trippa, lampredotto. E poi francesine. Ma tutto rigorosamente vegano. Qualcuno, soprattutto nella città della bistecca, potrebbe storcere il naso. «Ma basta dare un morso ai miei panini e cambierete idea». Il senso è chiaro: il panino col lampredotto può essere anche vegano, ovviamente senza lampredotto ma con verdure, salse, funghi. La tripperia vegana, scherzo del destino, sorge a pochissimi metri dalla casa natale di Tiziano Terzani, che negli ultimi anni della sua vita aveva smesso di mangiare carne. Fino a pochi mesi fa, Tano vendeva i suoi panini a Novoli, calandoli dal balcone della cucina. Adesso ha un locale tutto suo, in via Pisana, con i suoi dipendenti che cuciniamo questi gustosissimi panini e lo chiamano Chef. «Anni fa ero solo, con un’idea che faceva ridere tutti: reinventare la trippa e il lampredotto senza animali - ha scritto Cerasuolo - Non avevo un locale, non avevo un team. Avevo solo una cucina, dei funghi e tanta ostinazione. Ho passato notti intere a studiarli, tagliarli, frollarli, sbagliare e ricominciare. Mi dicevano che non ce l’avrei mai fatta, che certe tradizioni non si toccano. Ma io non volevo distruggerle, volevo dargli una nuova vita». Oggi quella follia è diventata realtà, con questa tripperia vegana TAN8, che a pranzo e a cena è sempre piena. «Non è stato facile, non lo è nemmeno adesso. Ci sono giorni in cui siamo solo in due a reggere tutto, e giorni in cui la fatica sembra più grande dei sogni. Ma ogni volta che vedo la fila sotto il balcone, capisco che ne vale la pena. Perché non è solo cibo. È un modo diverso di vivere. È la prova che il cambiamento è possibile, anche in Italia, anche a Firenze, proprio dove nessuno ci avrebbe creduto».

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Trascrizione
00:03il ferio vegano nasce grazie alla frollatura del regno dei funghi come la pistetta prendiamo i
00:10funghi li facciamo maturare e li facciamo diventare come le frattaglie fino a ricreare lampedotto
00:15tripe peposo francesina e più ne ha più ne metta i classici fiorentini ma a firenze qualcuno si
00:22potrebbe offendere a dire che c'è il lampedotto vegano si sono offesi tanti però si ricredono
00:27quando lo vengono rimorso poi vince perché perché il cibo è memoria grazie a questo panino riusciamo a
00:35replicare il ricordo di un panino lampedotto che è tanto amato è attenzione come nasce la tua idea
00:43nasce proprio dalla parte tutto io l'ho creato prima per me perché come ti dicevo da grande amante delle
00:51trattaglie sono andato a ricercare proprio quel gusto in questi sette anni ho scoperto che grazie a
00:58questa maturazione vostra raccolta riusciamo a ricreare la sensazione della trattaglia
01:07è buono il panino non ho ancora assaggiato proprio per la prima volta ok io invece da non vegano sono
01:13molto curioso di vedere quanto si avvicina la carne e in generale in realtà c'è la cucina vegana
01:17come mai qua la tepperia vegana perché finalmente una volta che sono a Firenze la devo provare vengo da
01:25Milano e dovevo venirci per forza per provarla da vegana ma non è che vieni da Milano apposta per questo
01:31no però non ci verrai come mai qui la tepperia vegana sono 16 anni che non ho più caldo ma
01:40mi piaceva
01:40un casino e quindi voglio provarla qua vegana anche tu no io accompagno la accompagno ma sono molto
01:49furduo più semplice vieni vieni guarda che l'ho impredotto l'insuppo il rito dell'insuppo
01:55un po' riscritto sei vegano perché questo diciamo vegano ovviamente tutto è partito otto anni e mezzo
02:02fa ed è stata la scelta più bella della mia vita vengo da una cucina molto carnivora perché lavoravo
02:08nei ristoranti in centro a Firenze quindi lavoravo qualsiasi tipo di animale e quel tipo di gusto era
02:17rimasto dentro di me ho scelto il veganesimo perché non mi rivedevo più in una cucina dove il protagonista
02:23è sempre l'animale sempre la sofferenza che ingeriamo attraverso quell'animale che purtroppo
02:29non è sempre tutto al pascolo con l'erba verde che brugano c'è tanto tanto sfruttamento tanta
02:36sofferenza in quell'animale io personalmente lo sentivo su di me
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