00:02Una ricerca sulla percezione del Made in Italy nel mondo evidenzia un paradosso cruciale per
00:08le nostre imprese. Il mondo desidera il Made in Italy ed è pronto a pagarlo di più, ma i brand
00:13italiani faticano a tradurre questo valore e a fare community sui canali digitali ufficiali.
00:18La ricerca Made in Italy in the Social Media Age, firmata da Pulse Advertising in collaborazione con
00:25Eumetra, prende in esame diversi settori, dalla moda al food, dal design all'automotive, e fotografa il
00:32comportamento dei consumatori in cinque mercati chiave, Cina, Stati Uniti, Germania, Francia e Regno Unito.
00:38I risultati confermano il valore del Made in Italy. Il 74% dei consumatori americani è disposto a pagare
00:45di più per un prodotto italiano. La quota è del 52% nel Regno Unito e del 42% in
00:52Germania. In tutti
00:53i mercati è il comparto moda e abbigliamento a trainare questa propensione. Dallo studio emerge
00:58anche un altro aspetto. Parlando di social network, il valore di un marchio non si costruisce attraverso
01:04i canali ufficiali. La maggior parte dei consumatori, infatti, non segue i profili dei brand italiani.
01:09Per essere rilevanti, le aziende devono entrare nei feed degli utenti, attraverso influencer,
01:15creator e contenuti capaci di parlare il loro linguaggio. Tra i marchi più rappresentativi
01:20del Made in Italy, Armani e Ferrari sono gli unici presenti sul podio in tutti i mercati
01:25analizzati, da Londra a Shanghai, da Berlino a New York. Nel settore alimentare, Barilla
01:31entra nelle top 3, confermando come il valore simbolico dell'italianità vada ben oltre la moda.
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