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00:00The Republic, the distinct authorities, and the citizens, I want to thank you to heart
00:06the Council Region of the Friuli Venezia Giulia, the President Bordini, the President Fedriga
00:11for this initiative, for this invitation, for this invitation, for having allowed me to be here today.
00:19Fifty years ago, a hell of an inferno traversed this wonderful land,
00:25a wonderful world, a calamity from the force never seen before,
00:32the lives of almost 1.000 people, destroyed cities and borders,
00:38destroyed trees that were millenaries, and in many, in the dark of that night,
00:46they thought that from the sea of the mountains, that the legend Orcolat
00:53and that for 59 interminabili seconds had decided to make sense his own urlo,
01:00leaving behind this death and destruction.
01:03And then, all the fury of that scossa, they followed a silence,
01:08and a buio, irreali, that avvolsero those lands of anguish and comfort.
01:16And yet, as I said in all the interviews that I have preceded,
01:20the time of fear and the pain were short, because there was another feeling that
01:29immediately began to break down the heart of the Friuli, and that feeling was
01:33the pride, the pride, the pride, the pride, the pride, the pride, the pride,
01:41the pride, the pride, and the pride, there were to be a lot of time to cry.
01:46There was no time for crying, there was no chance to cry,
01:48and there was no time to re-ag´s.
01:51There were many people that would have felt of the war,
01:59i friulani a lot of who would have been caught up in the war
02:09and they had to go to work.
02:10They had to go to work,
02:13and they decided that they would have made this land
02:16from the land that they had figured out.
02:19And they did it in a way so extraordinary
02:22to transform the tragedy
02:24into a model for the entire Italy,
02:28the model Friuli,
02:30the best example of post-sismic
02:34that Italy has known today.
02:36Un modello che nasceva da intuizioni semplici
02:51eppure brillanti,
02:54così visionarie per l'epoca
02:57da essere ancora efficaci oggi,
03:02le migliori che conosciamo.
03:05Molte di quelle intuizioni,
03:06come pure è stato ricordato,
03:08portano la firma di un uomo
03:09che l'Italia annovera tra i propri servitori
03:12più capaci e lungimiranti,
03:14cioè Giuseppe Zamberletti,
03:16al quale il governo di allora, il governo Moro,
03:26non aveva esattamente, diciamo,
03:28attribuito un compito facile,
03:30come quello di commissario per l'emergenza.
03:34Quando Zamberletti arrivò qui,
03:36poche ore dopo la prima terribile scossa del 6 maggio,
03:40si ritrovò chiaramente di fronte un popolo
03:42che non era rimasto in attesa,
03:45che si era già messo a disposizione
03:47per aiutare chi aveva bisogno,
03:49per prestare soccorso,
03:50per approntare i primi interventi.
03:53E Zamberletti ebbe l'intelligenza
03:54di comprendere che quel movimento di popolo
03:59poteva essere la scintilla di qualcosa di molto più grande,
04:03di molto più strutturale,
04:04di molto più strutturato,
04:06ma che, perché potesse essere tale,
04:10serviva coordinarlo e organizzarlo.
04:13Occorreva inserirlo in un sistema più ampio
04:17che coinvolgesse tutte le strutture operative
04:20nel quadro di una filiera capace
04:22di mettere insieme tutti i livelli istituzionali
04:25dai comuni al governo, passando per la Regione.
04:30Allora Zamberletti decise di creare in ogni comune
04:33un centro operativo per il coordinamento dei soccorsi
04:35e degli interventi di assistenza
04:37e di affidarne la responsabilità al Sindaco,
04:40cioè la figura istituzionale che è più vicina al territorio
04:45e che meglio di chiunque altro conosce
04:47i bisogni della propria gente.
04:50E nacque così una rete
04:51nella quale tutte le figure coinvolte nell'emergenza,
04:55i tecnici, i militari, le forze dell'ordine, i volontari,
04:58i cittadini, potevano lavorare al meglio insieme,
05:02ciascuno con il proprio compito,
05:03ciascuno con la propria competenza,
05:05come fa una squadra con il coordinamento dello Stato.
05:08Questa è l'idea che, come tutti sappiamo,
05:12ha gettato le basi del sistema italiano di protezione civile
05:16che noi conosciamo oggi
05:18e del quale tutti andiamo fieri,
05:21un sistema che è all'avanguardia
05:24e che è diventato anche oggi,
05:28anche nei nuovi scenari di crisi,
05:30un punto di riferimento assoluto
05:32anche a livello internazionale.
05:34E questo lo dico con orgoglio
05:37perché è capitato molte volte in questi anni
05:39che i nostri colleghi,
05:42che i nostri alleati,
05:44che gli altri Paesi
05:45abbiano chiesto il sostegno
05:47della nostra protezione civile
05:48o abbiano preso ad esempio
05:50il modello della nostra protezione civile.
05:54Il modello Friuli, però,
05:58ci ha consegnato anche un'altra saggia intuizione
06:00che ancora oggi rappresenta la direttrice
06:04seguita dalle istituzioni nazionali e locali
06:06quando termina la fase dell'emergenza
06:08e si entra nella fase ugualmente importante
06:10della ricostruzione.
06:12I friulani, è stato ricordato dal sindaco,
06:16decisero di ricostruire tutto
06:18dov'era e com'era.
06:21Cioè decisero di custodire la propria identità
06:24e di ricostruire per quanto possibile
06:27negli stessi luoghi
06:28tutto quello che il terremoto aveva
06:31distrutto o danneggiato.
06:33Un principio che ha segnato una cesura
06:36rispetto al passato
06:38e che ha consentito a questo territorio
06:40di non perdere la propria memoria
06:42e lo spirito della propria comunità.
06:44E questo fu possibile
06:45grazie a un'altra scelta decisiva
06:48anch'essa innovativa
06:50rispetto alle precedenti esperienze.
06:52Cioè attribuire ai sindaci
06:54l'autonomia sugli interventi da fare
06:56pur all'interno di un processo di coordinamento
07:00che era gestito, che è gestito dallo Stato
07:02per stabilire le priorità
07:04in una situazione nella quale chiaramente
07:06tutto appare urgente.
07:08Questa fu una delle chiavi di volta
07:10della ricostruzione
07:12e ancora una delle chiavi di volta
07:15della ricostruzione
07:17che chiaramente qui si concluse
07:21rapidamente, senza sprechi, senza ruberie.
07:25E anche laddove la ricostruzione
07:27non è stata possibile
07:28come è accaduto a pochi chilometri da qui
07:30a Portisvecchio
07:31quello che è rimasto
07:33non è andato, perduto.
07:35Portisvecchio
07:37oggi non è un borgo fantasma
07:40un paese morto
07:41è un luogo che continua a vivere
07:43di memoria, di identità, di appartenenza
07:45di testimonianza
07:47che è importante
07:51per raccontare
07:52al mondo
07:53come reagire.
07:55Ricostruire come era
07:57e dove era
07:57non fu solo
07:58una semplice riproduzione
07:59del passato
08:01ma una scelta di prospettiva
08:02e di futuro
08:03perché le città e i borghi
08:04vennero ricostruiti
08:05tutti dove erano e come erano
08:06ma con tecniche costruttive moderne
08:10e standard di sicurezza elevati
08:12che sono ancora oggi
08:13capaci di preservare
08:14uno dei territori della nostra nazione
08:16che è a più alto rischio sismico.
08:19Come è accaduto
08:20ad esempio qui a Gemona
08:23città che ha pagato
08:25la furia del terremoto
08:26con il prezzo più alto
08:27in termini di vittime
08:28400 su quasi mille
08:31ma che ha saputo rialzarsi
08:33rinascere più bella
08:34orgogliosa di prima
08:35a tempo di record
08:37perché i friulani
08:38erano determinati
08:39a reagire
08:40così determinati
08:41da essere perfino
08:43disposti a farlo da soli
08:45Fasin di Bessoi
08:47diceva la gente di questa terra
08:49e non era un modo di dire
08:53ricostruirono prima le fabbriche
08:54poi le case
08:55infine le chiese
08:56seguendo rigorosamente
08:58l'ordine
08:59che era stato consigliato
09:00da Monsignor Battisti
09:01a Civerscovo di Udine
09:02con risultati che furono straordinari
09:04a un anno dal terremoto
09:06oltre il 90%
09:07delle 450 aziende danneggiate
09:09della zona
09:09aveva già ripreso
09:10la propria attività
09:11a pieno regime
09:12più macerie
09:14si scoprono
09:14in Friuli
09:16più cresce
09:16la voglia
09:17di riaggiustare
09:18fu l'efficace
09:20sintesi
09:20di allora
09:21del messaggero veneto
09:24ora
09:24i friulani
09:25erano pronti
09:25a fare da soli
09:26e tuttavia
09:27non furono
09:28lasciati soli
09:29il popolo italiano
09:31anche questo
09:32è stato ricordato
09:33riversò
09:34su queste montagne
09:35in queste valli
09:35un'ondata di solidarietà
09:36mai vista prima
09:38centinaia di migliaia
09:39di volontari
09:40arrivarono da ogni parte
09:41della penisola
09:41dietro alla rinascita
09:42del Friuli
09:43un contributo determinante
09:44ma li avevano mossi
09:45i friulani
09:47li aveva
09:48mossi
09:49l'esempio
09:50dei friulani
09:52perché
09:52come dicono
09:53i latini
09:54verba movent
09:56exempla
09:57trahunt
09:58i verbi
09:59le parole muovono
10:01ma gli esempi
10:02trascinano
10:03fu l'esempio
10:05dei friulani
10:06a trascinare
10:07quegli italiani
10:08e sempre
10:09i friulani
10:10risposero a quell'incredibile
10:11atto d'amore
10:12con parole
10:13che allora
10:14apparvero sui muri
10:15e sono apparse anche
10:16sul video di oggi
10:17il Friuli
10:18ringrazia
10:19e non dimentica
10:20ma oggi sono
10:21di fatto
10:23scolpite
10:23nella storia
10:24e nella memoria
10:25della nostra Repubblica
10:27neanche l'Italia
10:28ha dimenticato
10:29quell'esempio
10:30quel modello
10:31quella rotta
10:32valida ancora oggi
10:32che questo governo
10:33sta percorrendo
10:35per accompagnare
10:36nel percorso
10:36di rinascita
10:37di riscatto
10:38tanti altri
10:38pezzi d'Italia
10:40tanti altri territori
10:41che hanno vissuto
10:41la tragica esperienza
10:42del terremoto
10:43con misure strutturali
10:45velocità nelle procedure
10:46risorse adeguate
10:47un quadro legislativo
10:48più chiaro ed efficace
10:49non solo per intervenire
10:51nella fase di emergenza
10:52di costruzione
10:53ma anche per accelerare
10:54sull'attività
10:55di prevenzione
10:57e voglio dire
10:58al Presidente Bordin
10:59che avete anche
11:01il mio sostegno
11:02il mio consenso
11:03sulle iniziative
11:04che servono
11:04a proteggere il ruolo
11:05dei sindaci
11:06e il lavoro
11:06dei sindaci
11:07per poter fare
11:09il loro lavoro
11:10lo dico anche
11:11ai tanti sindaci
11:12che vedo seduti
11:14in questa platea
11:17Signor Presidente
11:18della Repubblica
11:19distinte autorità
11:21cittadini
11:22ho iniziato
11:23il mio intervento
11:24citando
11:25come è stato fatto
11:27l'Orcolat
11:28il mostro
11:28che secondo la tradizione
11:30friulana
11:31vivrebbe nelle viscere
11:32del Monte San Simeone
11:33quando l'Orcolat
11:35si sveglia
11:35la terra trema
11:36le montagne ballano
11:38però voi sapete
11:39molto meglio di me
11:40che quella leggenda
11:41non finisce qui
11:43quella stessa tradizione
11:44ci racconta
11:45che a domare
11:47l'Orcolat
11:47e la sua furia
11:49devastratrice
11:49sono degli esseri
11:51piccolissimi
11:53apparentemente
11:54incapaci
11:55di fermare
11:56la forza dirompente
11:57dell'Orcolat
11:59che sono le farfalle
12:01io penso
12:02che sia esattamente
12:03quello che è accaduto
12:04qui cinquant'anni fa
12:06quando
12:07gli uomini
12:08e le donne
12:08di questa terra
12:11piccoli
12:12come farfalle
12:13al cospetto
12:14della furia
12:15del terremoto
12:16hanno testimoniato
12:17con la bellezza
12:18dell'impegno
12:19e la determinazione
12:20della volontà
12:20che la morte
12:21e la distruzione
12:23non avrebbero
12:24avuto il sopravvento
12:25questa giornata
12:26è dedicata a loro
12:27ma è anche
12:29dedicata a noi
12:30che abbiamo
12:30il compito
12:31di fare tesoro
12:32di quella storia
12:33non solo
12:35nella memoria
12:35nella nostra
12:36attività
12:37nel nostro lavoro
12:38quotidiano
12:39e di onorare
12:40l'impegno
12:41di ieri
12:41di quegli italiani
12:43con l'impegno
12:45di molti altri
12:46italiani
12:47domani
12:48e quell'impegno
12:49può esserci solamente
12:50se noi
12:50sappiamo insegnare
12:52che cosa
12:53è accaduto
12:54non è
12:54semplicemente
12:56memoria
12:56ed educazione
12:57e raccolgo
12:58l'appello
12:59del presidente
13:00Federica
13:01che ho assolutamente
13:03condiviso
13:03ci sono storie
13:05ci sono vicende
13:06che formano
13:07la coscienza
13:08di un popolo
13:09che formano
13:09la sua
13:11forza
13:11che formano
13:12il suo senso
13:13d'appartenenza
13:14è
13:15la cosa più importante
13:16che noi abbiamo
13:17da tramandare
13:18ai nostri figli
13:19se lo perdiamo
13:20noi non potremo
13:21tramandarlo ai nostri figli
13:22quindi grazie
13:23non solo di questa iniziativa
13:25ma delle tante iniziative
13:26che hanno accompagnato
13:26questo anniversario
13:27che servono soprattutto
13:29ai più giovani
13:29tra noi
13:30per non dimenticare
13:31che le pietre
13:32le case
13:32e le città
13:34nelle quali vivono
13:35sono qui
13:35perché qualcuno
13:3650 anni fa
13:37non si è disperato
13:38si è rimboccato le maniche
13:40e ha costruito
13:41quelle case
13:42e quel futuro
13:42vi ringrazio
13:43grazie
13:45grazie
13:46grazie