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  • 4 ore fa
Trascrizione
00:00L'unica interlocutore che gli dice, il medico che può, l'ospedale dove vanno, il puso dove
00:06puoi curare, quando tu smetti di curare, di fare la prevenzione ad altro, aumentano le
00:11malattie, vuol dire che se tu ti pune prima, oltre al fatto che la gente sta meglio.
00:16Noi stiamo presentando questo rapporto su sussidiarietà e salute che mostra due fatti
00:22fondamentali, è cambiata la salute degli italiani, il problema non è più solo sanitario
00:28ma socio-sanitario, perché si vive di più, ci sono più dipendenze, più malattie mentali,
00:34quindi deve cambiare completamente l'approccio, bisogna curare non solo in ospedale ma anche
00:39fuori. Secondo, che purtroppo c'è una frammentazione perché il sanitario delle regioni, il resto
00:45dei comuni, degli enti previdenziali e quindi bisogna prendere in carico il paziente globalmente
00:51perché se no si rischia di perdere l'universalismo del sistema sanitario.
00:55La diseguaglianza tra le regioni è molto marcata?
00:58Assolutamente sì, perché il PNRR è stato concepito come un investimento in muri, non
01:07come una risposta anche in termini di personale. Manca il personale infermieristico, mancano
01:14i medici perché dobbiamo ragionare con i medici di famiglia cosa fare e purtroppo c'è anche
01:20una carenza di persone che vanno verso queste professioni. Gli infermieri prendono 1300 euro
01:25e la gente fa fatica a fare questo mestiere, i medici vanno verso specialità più remunerative,
01:31quindi rischiamo anche di non avere le persone nel futuro che rispondono a questo bisogno
01:35crescente sul territorio.
01:37Una sanità concepita mutualistica, per esempio invece dell'assicurazione per ne che non le
01:42mutue, che sono sistemi integrativi però che non hanno i fini di lucro. E anche forme
01:48di cooperative tra medici e infermieri che superano l'individualismo del medico di famiglia
01:54ma non vanno verso questa fuga. E quindi perché non fare sì che sul territorio non abbiamo
01:59solamente il medico generico ma anche lo specialista che mettendosi insieme trova un reddito adeguato
02:05ma trova anche che il cittadino trova tutte le risposte che ha bisogno.
02:09Parlare di sanità e comunità siamo nel cuore dell'innovazione del sistema di cura. Non
02:16a caso, Missione 6, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, si creano quelle strutture e si
02:22consolidano in Emilia-Romagna che si chiamano, non a caso, case della comunità, ospedali di
02:28comunità. Quindi il tema di come la sanità include sistemi di sussidiarietà diventa il
02:36tema centrale. La comunità è protagonista del sistema di cura, se non altro perché i
02:42componenti della comunità, cioè i cittadini che attraverso la fiscalità generale sostengono
02:48il Servizio Sanitario Nazionale e sono i datori di lavoro degli operatori di sanità pubblica
02:54hanno necessità non solo di un ritorno rispetto a queste realizzazioni ma di essere protagoniste
03:02del livello di salute che vogliono raggiungere. Questa è l'essenza. Poi rendere sostenibile
03:08il nostro Servizio Sanitario Nazionale, non solo salvaguardarlo come grande bene comune ma
03:14innovarlo profondamente, rappresenta il tema che la Regione Emilia-Romagna sta affrontando.
03:20Siamo dentro un momento di transizione fondamentale perché stiamo immaginando, costruendo una
03:26transizione per la quale una gran parte delle attività che normalmente risiedevano in ambito
03:32ospedaliero oggi stanno costruendo dei percorsi perché possano essere più prossime ai cittadini
03:38attraverso le case di comunità e soprattutto quelle attività che oggi sono più ricorrenti
03:43per i quali non c'è necessità della grande struttura di terzo livello ospedaliera perché
03:48è un bisogno di media bassa complessità. Oggi con la rete delle nuove case di comunità,
03:53con l'accordo con la medicina generale siamo in grado di prossimizzare le attività.
03:58Questo significa renderle più vicine, tendenzialmente anche più rapide e soprattutto non generano
04:05come dire una coda di ingresso all'ospedale che poi avendo risorse limitate non è in grado
04:11di rispondere a tutti. Ma soprattutto non è giusto che tutti i livelli di complessità vengano
04:16affrontati nello stesso asset assistenziale. Quindi questa è la chiave di successo anche
04:21rispetto alle liste d'attesa.
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