00:00Inizio con te Pilar, indossare gli abiti di un uomo cosa ti ha permesso di scoprire?
00:06Mi ha permesso di sentirmi, di mollare alcune magari nevrosi o cose che almeno io ho come persona
00:18e quindi è stato molto bello, soprattutto quando ero un uomo mentre non stavo recitando.
00:23Lì sono stati momenti in cui veramente mi facevo delle domande e potevo sentire come mi sentivo
00:28con quella trasformazione.
00:30Quindi i momenti in cui non stavo recitando ed ero semplicemente appoggiata, sdraiata su una panchina
00:37ad aspettare il mio turno, lì erano veramente i momenti in cui ferma, statica, avevo le sembianze di un uomo
00:42ed era particolare, insomma, molto interessante.
00:47Adesso una domanda per voi, la paura di fallire è grande, questo film la racconta soprattutto tra i giovani.
00:56è un fenomeno in continua crescita. Secondo voi i social e il tempo che scorre troppo velocemente
01:03hanno cambiato il modo di affrontare il fallimento?
01:07I social? Mi dispiace ma io non sono social, nel senso che io non possiedo profili, non possiedo nulla.
01:15Io credo che i social siano devastanti in generale, credo che sia una forma abnorme di finta democrazia
01:26e quindi non credo fondamentalmente, si crede ai social per la loro capacità di diffusione
01:37e quindi di conseguenza di promozione di cose per di seguito.
01:41Ma insomma, se penso, chiudo gli occhi e penso ai social, penso a un mondo fatto di mille pianeti isolati
01:49l'uno dall'altro, all'interno dei quali c'è uno davanti a uno schermo che crede di comunicare
01:54ma che in realtà sperimenta la più devastante delle solitudini.
01:57E poi il social non è che non nemmeno racconti il successo, ometti il fallimento, quindi
02:04sono tutte omissioni, no? Tagli le parti noiose di te, quindi è chiaro che vedere ogni volta
02:11le vite degli altri così tanto, è chiaro che ti fa affrontare il fallimento in un altro
02:15modo, se vedi soltanto successi.
02:17La parola stessa, social, che è la contraddizione esatta della loro solitudine, io richiamerei solitude,
02:28io penso che dato che ci sono, dato che esistono, ci dovrebbero essere anche delle persone
02:38che ti insegnano a usarli, che tutto sommato forse vengono usati molto male, ecco, quindi
02:44sono quegli strumenti che hanno, è come quando venne fuori, mi ricordo quando venne fuori
02:50il computer, io ero abbastanza giovane, mio padre che non aveva mai usato il computer,
02:58si fece fare delle lezioni di computer, no? Perché? Perché quella generazione lì era
03:04abituata a studiare e a imparare ad usare le cose, mentre invece oggi la differenza è
03:10che tutti si improvvisano maestri e uno strumento così difficile e pericoloso come i social va
03:18insegnato ad usare bene.
03:19Una domanda per Castellitto, per rimanere in tema social, interpreti un regista teatrale
03:25e sei costretto a scritturare una content creator, se trovi la chiave giusta, ho fortuna sei, in
03:32un attimo sei virale, famoso e tutti ti vogliono, ecco, l'avvento dei social secondo te ha depotenziato
03:39il ruolo della gavetta? Sicuramente sì, sicuramente sì, senza neanche, come dire, celebrare l'idea
03:47della gavetta, all'altare della gavetta sono state anche dette tante sciocchezze, io ho studiato,
03:53io ho fatto, tu non hai fatto niente e così via, è, come dire, è abbastanza un luogo comune
03:58quello che l'adulto dica che ai suoi tempi c'era più, quello che forse i social proprio devastano
04:05è l'idea e il sentimento della disciplina, la disciplina non è un, attribuisco a questa
04:14parola non un valore naturalmente militare, ma di una disciplina morale interiore, Van Gogh
04:24che era pazzo, aveva una disciplina interiore da artista superiore a qualsiasi altra persona,
04:33in questo senso la disciplina, sapeva che per dipingere quel quadro che gira solo lui
04:39doveva uscire alle 5 del mattino perché quella era la luce giusta, ecco, questo i social lo
04:45devastano, attribuendo e conferendo e consegnando a tutti la possibilità di dire la propria,
04:52spesso poi infatti i social hanno coniato quella terribile parola che è quella degli odiatori.
04:57Una domanda per te Pilar, non in questo caso ma sei regista, sceneggiatrice, attrice,
05:05una speranza, lasciami dire, ti voglio chiedere, oggi le ragazze possono sognare di diventare
05:10registe, sceneggiatrici?
05:13Assolutamente sì, non mi sento di dire, mentirei nel dire che è difficile, che c'è più difficoltà,
05:19io probabilmente sono arrivata a cavallo di una situazione che si era già un po' trasformata
05:24a favore anche di questo, quindi io non posso dire che è più difficile per una ragazza
05:30al di là, in generale per una persona giovane, cominciare, anzi quello che io ho sentito è
05:34che c'è proprio una grande voglia che ci siano nuovi autori, le produzioni che cercano
05:41storie nuove, le piattaforme che vogliono, vorrebbero degli autori nuovi, quindi a me è
05:46successa una cosa bellissima, mi è stata data questa grande opportunità, è stato un privilegio
05:51di farlo, ma non è assolutamente impossibile, quindi fate, cioè nel senso non è vero
05:57che non c'è il terreno per noi.
06:00C'è.
06:02Una domanda per tutti, questa è una commedia, una commedia pura, dove si vide tantissimo,
06:07quindi grazie.
06:11Quale opportunità vi dà l'ironia tutti i giorni?
06:14Quanto c'è necessità di parlare di ironia?
06:17Per me, scusami, non mi viene la parola, è molto chiara dentro di me, ma...
06:27Facciamo il contesto che c'è la stanza giustizia.
06:30L'ironia è una delle forme della disperazione, perché sennò sarebbe meglio vivere di allegria
06:36che di ironia.
06:37L'ironia è quasi sempre una reazione a una situazione che non si riesce a trasformare,
06:43se o la si riesce a trasformare facendo la guerra o la si riesce a trasformare con ironia.
06:50Meglio l'allegria.
06:53Io vivo costantemente con la volontà di ridere almeno una volta al giorno, non dico a crepapelle,
07:01però quasi.
07:02Fa degli esercizi proprio muscolari.
07:04Sì, e quindi diciamo che vado a caccia di qualcuno che mi faccia divertire, che mi faccia
07:10ridere, almeno una volta al giorno.
07:12Se poi verso 5 a mezzanotte non ho trovato nessuno, telefono a cecchierino.
07:16Piange.
07:17E comincia a piange.
07:20No, è un po' come diceva Sergio, l'ironia ti dà la possibilità di metterti seduta accanto
07:25a una cosa brutta.
07:26Non so, gli stai accanto almeno, non so come dire.
07:28C'è quel piccolo...
07:30Insomma, quindi è un buon antidoto per sminuire a volte delle cose, sminuire a termini assolutamente
07:37positivi, che non vuol dire dare poco valore, poca profondità.
07:41Sminuire e ridimensionare.
07:42L'ironia non può nascere da dentro, infatti si dice prendila con ironia, cioè dai allontanati
07:48da quella rabbia, non dici prendila con allegria, o sei allegro o non sei allegro, o sei triste
07:54o non sei triste, prendila con ironia.
07:57Grazie mille per il vostro tempo, grazie.
07:59Grazie a te.
08:01Grazie a te.