00:00Come si sente ad aver combattuto per se stessa, certamente per suo figlio, ma anche per altre mamme?
00:06Come si sente ad essere divenuta un'icona di questa battaglia?
00:10Ma innanzitutto la cosa mi rende orgogliosa, ma non semplicemente per l'esito poi che c'è stato con l
00:17'emissione di questa ordinanza importantissima,
00:20ma perché soprattutto si è creata comunque un'unione fra tante donne vittime di violenza istituzionale
00:26e soprattutto credo che abbiamo potuto dare tutti insieme un contributo affinché questo fenomeno emergesse e finalmente venisse riconosciuto.
00:35Oggi sono qui per la presentazione di questa relazione veramente di portata storica,
00:41perché comunque è messo nero su bianco quello che noi da anni stiamo denunciando.
00:46Il fatto che i fascicoli siano stati analizzati da magistrate e da avvocate dà ancora più valore allo studio,
00:55diciamo all'indagine, perché vuol dire che possiamo continuare a sperare e ad avere fiducia nelle istituzioni,
01:05perché il rischio grandissimo che c'è stato in questi anni è appunto che si perdesse questa fiducia nelle istituzioni,
01:13il coraggio di denunciare la problematica, che si perdesse proprio il coraggio anche di denunciare le violenze.
01:20È un tema oggi che è stato trattato questo, il mancato riconoscimento della violenza.
01:24La donna, soprattutto quando madre di figli minorenni, non viene creduta, viene ritenuta malevola, alienante, lo sappiamo.
01:31Speriamo che da oggi si metta un punto per cercare di fare dei passi in avanti.
01:36È stata una giornata importantissima, ci sono state parole fondamentali dette anche dal Presidente Amato,
01:43e quindi credo che sia non solo il riconoscimento oggi del grande lavoro che è stato fatto dalla Commissione
01:49dell'inchiesta parlamentare sul femminicidio, ma forse possiamo permetterci di dire da madri vittime di questo inico sistema
01:58che un piccolo passo è stato fatto anche da parte nostra, perché dopo tanti anni di battaglie da sole,
02:05in mezzo alla strada, con dei cartelli in mano, allora forse la nostra voce non era del tutto inascoltata.
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