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  • 2 mesi fa
La svolta nelle indagini sul ritrovamento delle due sorelline scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena è arrivata da «una videochiamata della mamma nei confronti di un numero di telefono che era attenzionato intestato a un pachistano, facente parte di un gruppo di schede clandestinamente attivate a Napoli un paio di giorni prima della scomparsa». Lo ha detto il procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D'Angelo, in conferenza stampa «Tra i tanti difetti della mamma - ha aggiunto - c'era anche quello di mantenere il controllo. Non poteva rimanere giorni e giorni senza contattare le figlie».
Servizio di Daniele Stefanini (Agtw)

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Trascrizione
00:00Le ragazze sono state trovate sulla base di evenienze investigative, che si sono ovviamente
00:09associate alle altre, ma emerse ieri mattina perché abbiamo avuto contezza che era stata
00:20effettuata un certo tipo di comunicazione con riferimento a uno dei tanti telefoni che
00:28avevamo sotto controllo, perché in questo devo dirvi che ho usato una piccola menzogna
00:36nei vostri confronti, perché noi abbiamo proceduto da subito per sequestro di persona e io mi
00:43sono lamentato falsamente di non poter fare intercettazioni per chi è reato in situazioni
00:49di minorenza. Consentitemi una piccola sordizia talvolta, è necessario. Quando abbiamo avuto
00:56la contezza che una certa persona, in particolare la mamma, aveva fatto una videochiamata nei
01:07confronti di un numero di telefono che noi avevamo già attenzionato, intestato a un pakistano
01:15e facente parte di un gruppo di schede che era stato clandestinamente e arbitrariamente
01:23attivato un paio di giorni prima della scomparsa nella mia terra di origine, Napoli, che in certe
01:33rossi non si fa mancare.
01:34Grazie.
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