00:00Un saluto a tutti, vi presentiamo oggi un video in occasione dell'anniversario della
00:06disastrosa alluvione della Versilia del 19 giugno del 1996. Sono passati 30 anni e con
00:14Bernardo Gozzini oggi diamo un'occhiata, guardiamo, spieghiamo quello che è successo e vediamo
00:21anche come si è evoluta la meteorologia in Italia, anche in Toscana in questi anni.
00:28Partiamo a descrivere un po' quello che è successo quel giorno funesto, appunto il 19 giugno
00:341996. Era una giornata che in tante zone della Toscana era soleggiata, c'era il sole o comunque
00:39poche nuvole. Le nuvole erano concentrate più che altro sulla Versilia, sulla Galfagnana.
00:46Che è successo un po' Bernardo?
00:48È successo e praticamente c'è stato un periodo, un lungo periodo di un anticiclone di origine
00:52subtropicale che ha caratterizzato i primi 19 giorni del giugno del 1996.
00:57Con temperature decisamente più elevate, addirittura di 2-3 gradi sopra la norma e
01:02soprattutto un mare che si è piano piano riscaldato e aveva appunto una temperatura
01:07superficiale di circa 2 gradi sopra appunto quella che è la norma.
01:10Su questa situazione che ha creato quindi un accumulo di umidità e un accumulo di energia
01:16diciamo nell'atmosfera, nella massa d'aria calda presente sopra la nostra penisola, si è
01:22arrivata una piccola, diciamo, come possiamo dire, ondulazione del geopotenziale che ha fatto
01:28da trigger, da innesco, alla possibilità di una, diciamo, a piccola bassa pressione
01:34presente sul Golfo Ligure che ha determinato questa praticamente nuvolosità che ha riguardato
01:39solo ed unicamente, diciamo, la costa versiliana.
01:42E che è successo? È successo che da questa nuvolosità si è formato un temporale veramente
01:47intenso. Vediamo, questa è una simulazione fatta a partire da un modello meteorologico
01:52all'epoca, appunto, da noi, dall'Istituto Ibimet e dal Lamma nel 2000.
01:58Una simulazione di quello che effettivamente è successo, quindi la formazione di questa
02:03nube, di questo temporale intenso a partire da condizioni più tranquille. Quindi si è
02:11visto, appunto, lo sviluppo e la crescita di questo sistema che si pensa sia stata una
02:17supercella, quindi un temporale molto esteso, con carattere rotatorio e quindi con differenza
02:26di velocità , di intensità del vento in quota, che portano di solito precipitazioni
02:32veramente intense. Questa è la simulazione di quello che si pensa, appunto, sia successo
02:39in quei giorni. Lo vediamo anche da questa immagine, ecco, del satellite di qualche ora
02:44successo dopo. Vediamo come la nube si incomprende tutta la zona della Versia, della Galfagnana
02:51e si estenda poi anche in altre zone della regione, portando però le piogge più che altro
02:56sulla parte nord-occidentale della Toscana. Bisogna dire che questo, che ora lo vediamo
03:02meglio anche successivamente, ci sono stati un po' due eventi, ecco, all'interno di questa
03:09situazione, di questo evento. Questa è la pioggia invece cumulata in quel giorno. Vediamo
03:15ora un'immagine in bianco e nero, però vediamo che i massimi sono proprio sulle Alpi
03:21Acquana. Sì, e fra l'altro come si può vedere è una zona molto ristretta, dove praticamente
03:26si sono avuti degli accumuli di precipitazioni superiori ai 400 mm, ma come vedete già a
03:32Via Reggio c'era una pioggia di poco più di 10 mm e anche, diciamo, su nella parte più
03:37a nord di Carrara le precipitazioni erano sotto, appunto, i 100 mm. Quindi veramente un evento
03:45molto localizzato, anche abbastanza stabile sulla zona, che ha dato dei cumulati di precipitazione
03:54veramente notevoli, dell'ordine di quello che cade normalmente in 4-5 mesi in queste aree.
03:59Sì, è stata la persistenza più che altro del fenomeno che ha dato appunto questi cumulati
04:03eccezionali. Questo è un grafico della stazione di Pomezzana, con la pioggia ogni 30 minuti,
04:10quindi ogni linea è la pioggia cumulata in 30 minuti. Vedete che siamo arrivati a dei massimi
04:16di quasi 90 mm in 30 minuti, per arrivare a circa 160 mm circa in un'ora, insomma, valori
04:24veramente eccezionali. Insomma, in questa stazione la pioggia più intensa si è verificata
04:31nelle prime ore della mattina, dalle 5.30 alle 7, poi altre piogge nelle ore successive.
04:37Però in altre zone, come dicevi, la situazione è stata un pochino diversa, si è evoluta
04:41in modo un po' diverso.
04:43Sì, come vediamo qui sono praticamente i dati di queste 5 stazioni che vengono riportate,
04:47che vengono calcolate dalle 9 alle 9 di mattina. Quindi l'evento del Versile è stato diviso
04:53fra la giornata del 19 giugno fino alle 9 e la giornata del 20 giugno, che parte dalle 9
04:59del 19 e arriva alle 9 del 20. E come si vede, mentre nella stazione abbiamo visto prima
05:05l'evento, la prima fase dell'evento più grosso è avvenuta praticamente nella prima
05:10ore della mattinata, quindi dalle 4, grosso modo, fino alle 8.30 della mattina con 340
05:15mm in queste pochissime ore. Quindi vale a dire in 4 ore è piovuto quello che piove
05:20normalmente in 2 o 3 mesi, forse anche 4 mesi. Invece nelle altre zone, soprattutto a Forno
05:26Volasco e a Palagnana, si vede che il grosso dell'evento è avvenuto dopo le 9.
05:30Quindi c'è stato un secondo, sono state due fasi temporalesche, una abbastanza forte
05:36su un punto ben preciso di Pomezzana dalle 4 alle 8 e un'altra successiva, grosso modo
05:41dalle 11 in poi, fino alle 15-16 del pomeriggio, che ha interessato invece la zona di Palagnana,
05:49Forno Volasco e Retignano. Questo è stato l'evento.
05:53L'evento, infatti, e chiaramente tutta questa quantità di pioggia caduta su zone impervie
05:58montuose, ha fatto sì che l'acqua scendesse rapidamente nei torrenti, nei fiumi della zona,
06:05specialmente nella zona di Cardoso, Ilvezza, il torrente che veniva della Quane, ha sommerso
06:12di fango tutte le abitazioni, portando i danni che sappiamo, purtroppo i 13 morti che ci sono stati.
06:19Diciamo che c'è stato questo di particolare, che l'evento ha interessato un'area di 60 km
06:23quadrati, quindi neanche un'area molto vasta. È stato praticamente intorno al Monte Forato,
06:30praticamente è un monte abbastanza appunto noto all'interno delle apie aquane, dove praticamente
06:34diciamo in un raggio di 5-6 km è caduto, intorno al Monte Forato è caduto il grosso
06:39della precipitazione e purtroppo, come si può vedere anche dall'immagine di Cardoso,
06:44oltre alla massa d'acqua, questa massa d'acqua è riuscita anche a portare con sé la copertura
06:50vegetale, ma soprattutto le piante di castagno, che è riuscita praticamente a portare via e
06:55quindi il flusso non è stato solo determinato dalla quantità d'acqua, ma anche purtroppo
07:00dalla componente vegetativa, che era abbastanza impegnativa, insomma grossa appunto come elemento.
07:06Certo, nel mese di giugno ormai la precipitazione è al massimo dello sviluppo e quindi chiaramente
07:11ha favorito appunto la formazione di ostacoli e quindi anche di danni maggiori.
07:19Andiamo però, proseguiamo, lasciando un po' da parte la descrizione dell'evento e vediamo
07:25appunto le conseguenze che ci sono state dopo quell'anno e quindi anche a livello normativo
07:31e di nascita appunto dell'AM.
07:35Sì, la regione toscana in risposta a questo, che bisogna considerare che l'evento della Versilia
07:41è una sorta di spartiacque, praticamente quello che c'era prima rispetto al clima relativamente
07:46della nostra Toscana e quello che è avvenuto dopo.
07:49Effettivamente un evento così, molto localizzato, molto persistente, determinato anche da una
07:55temperatura del mare molto calda che determinava quindi la possibilità di, diciamo in qualche
08:00maniera, di avere sempre nuova umidità presente, ha determinato praticamente quello che è l'evolversi
08:07del clima in Toscana.
08:08Da allora tanti eventi si sono avuti appunto di questo tipo.
08:12Ecco perché la regione toscana nel 1997 fa nascere il Lamma, a partire da un progetto
08:17su fondi europei, con l'idea di proprio, diciamo, studiare questi fenomeni e capire
08:23quella che era, diciamo, la, come si può dire, studiarli in maniera tale di mantenere
08:28una ricerca allo stato dell'arte su questi eventi che stavano incominciando a interessare
08:33il territorio toscano e così nasce appunto il Lamma che è praticamente un consorzio
08:37fra la regione toscana, che è praticamente la parte che dovrebbe dare servizi al cittadino
08:42e il CNR, il principale ente di ricerca a livello nazionale, proprio con l'idea di fare
08:47dei servizi ad alto valore aggiunto, quindi allo stato dell'arte della ricerca e studiare
08:54appunto per capire se queste tipologie di eventi potrebbero essere prevedibili e con
08:59quanto, diciamo, tempo in anticipo possiamo riuscire a prevedere, diciamo, dei fenomeni
09:03di questo genere.
09:04Passiamo ora, infine, all'ultima sezione, diciamo, questi eventi, dicevi, si sviluppano,
09:09si sono sviluppati anche successivamente situazioni simili in Toscana, ma siamo in grado di prevederli
09:15un po' meglio rispetto a prima? Sono state fatte appunto dei progressi notevoli, ecco insomma
09:22dall'epoca.
09:23Allora, considerate che l'evento del 19 giugno del 1996 non è stato previsto da nessun servizio
09:28meteo, né nazionale, né anche internazionale. Nessuno aveva previsto, diciamo,
09:33né la possibilità di uno sviluppo di questo genere, quindi di un evento di questo genere,
09:37né tantomeno il cumulato di precipitazione che è stato, diciamo, che si è presentato.
09:43Da lì abbiamo avuto una fase storica, ci sono appunto tutti i modelli meteorologici
09:48a livello locale, hanno aumentato sempre di più la loro risoluzione a partire dalla
09:53fine degli anni 90 fino praticamente agli anni nostri e piano piano siamo andati sempre
09:59di più a dettagliare il livello, diciamo, di previsione da parte del modello e quindi scendendo
10:05di risoluzione a partire da quelli che erano i modelli a della limitata che giravano magari
10:09a 15-20 km di risoluzione fino ad arrivare ai nostri giorni appunto che arriviamo addirittura
10:14a un chilometro e mezzo di risoluzione. Quindi andiamo a fare una previsione dettagliata a un
10:19punto ogni chilometro e mezzo, perché il problema di questi eventi qual è? Che essendo
10:23degli eventi molto localizzati, molto, diciamo, non sono eventi di larga scala e quindi è
10:30difficile che il modello riesca, diciamo, a rappresentarsi. Naturalmente la risoluzione,
10:34l'aumento della risoluzione è quella che ha creato la differenza fra quello che è successo
10:38nel 96 e quello che può succedere oggi.
10:41Sì, in più, diciamo, è anche migliorata anche la modellistica a livello globale, il modello
10:45europeo negli anni, in questi 30 anni, è migliorato tantissimo, quindi anche i dati
10:50di partenza per questi modelli ad alta risoluzione sono migliorati, sono di qualità decisamente
10:56maggiore, quindi anche questo aiuta appunto alla performance del modello ad alta risoluzione.
11:02Inoltre ci sono anche delle tecniche nuove di assimilazione dei dati, dei radar, delle
11:07stazioni meteo che permettono appunto specialmente per il now casting e per le previsioni a brevissimo
11:11termine di avere dei modelli più performanti.
11:16Anche se comunque bisogna sempre essere un po' cauti su questo, nel senso che sì, le performance
11:22sono migliorate, però certi tipi di fenomeni rimangono sempre di difficile previsione, l'incertezza
11:27è sempre molto elevata, specialmente per i fenomeni localizzati e succede anche adesso
11:33che sistemi di questo tipo possano almeno inizialmente essere persi o comunque non previsti
11:39dai modelli.
11:41Quindi importante è la previsione ma anche il monitoraggio delle situazioni meteo, infatti
11:48questo è un esempio di radar meteo, di un mosaico dei radar, diciamo che adesso rispetto
11:55a loro abbiamo anche questi strumenti, la protezione civile, il Dipartimento di protezione civile
11:59ha una decina di radar su tutta l'Italia che coprono il territorio nazionale e quindi ci
12:04danno anche l'informazione sulle precipitazioni in atto, sull'intensità della pioggia in atto,
12:10quindi questo ci aiuta molto anche quando il fenomeno è in atto a dare informazioni veloci
12:19anche alla protezione civile o comunque ai cittadini.
12:24E si è evoluto anche il Sistema Nazionale di Protezione Civile.
12:27Sì, questo praticamente come vedete è il sito del Dipartimento di protezione civile
12:32nazionale dove sono rappresentate tutti quelli che sono le allerte presenti su tutto il territorio
12:38nazionale che naturalmente la parte della Toscana la facciamo noi insieme al CFR, al Centro
12:42Funzionale della Regione Toscana.
12:45È un sistema che si è evoluto nel tempo, a partire dal 2004 che è stata la direttiva
12:51della Presidenza del Consiglio su questo e la Costituzione dei cosiddetti centri funzionali
12:56operativi, c'è un centro funzionale centrale, un centro funzionale regionale, fra cui quello
13:01diciamo della Toscana, di cui il Lamma è praticamente la parte meteorologica, il servizio meteo è
13:06quello del Lamma, mentre il servizio idrologico lo fa appunto la parte del servizio idrologico
13:10regionale.
13:11Quindi con questo noi abbiamo finito, vi ringraziamo appunto per l'attenzione e abbiamo appuntamento
13:20a presto.
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