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00:00:09Grazie.
00:00:37Prova, prova, prova, prova, uno, due, tre.
00:00:48No, no, perciò.
00:01:00Grazie.
00:01:30Grazie.
00:02:00Grazie.
00:02:30Grazie.
00:03:00Grazie.
00:03:30Grazie.
00:04:00Grazie.
00:04:30Grazie.
00:05:00Grazie.
00:05:30Grazie.
00:06:00Grazie.
00:06:30Grazie.
00:06:36Grazie.
00:06:39Grazie.
00:06:40Grazie.
00:06:40Benvenuti alla diretta di Ennecronos dal Diplosec 2026, è l'evento della LUIS dedicato alla diplomazia e alla sicurezza, Diplomatic
00:06:51and Security Forum.
00:06:52Io sono Giorgio Rutelli, con me c'è Valerio Sarsininovac, il mio collega che segue gli esteri e siamo qui
00:06:59oggi per raccontarvi quello di cui si è parlato a questo forum dedicato al Mediterraneo, il Mediterraneo strategico.
00:07:07Ci sono stati molti interventi, panel, tavole rotonde, c'è stato in apertura l'intervento del generale Portolano, capo di
00:07:18Stato Maggiore della Difesa e poi di Antonio Tajani che ha fatto con Angelino Alfano, che è presidente del CIS,
00:07:26il centro della LUIS, i studi strategici, un dialogo proprio sui grandi temi della sicurezza e della sicurezza italiana in
00:07:37particolare.
00:07:37E allora do subito la parola a Valerio per raccontarci quello che ha detto ai microfoni della DN Cronos il
00:07:44ministro degli esteri Antonio Tajani.
00:07:45Il ministro Tajani da sempre è molto attento appunto ai temi dell'Africa, insomma del Mediterraneo in particolare, ha sottolineato
00:07:54come l'Italia per avere un'ambizione di essere leader in Europa deve iniziare a essere leader nel Mediterraneo.
00:08:00È l'unico modo, è il modo principale che ha l'Italia per contare all'interno dell'Unione Europea e
00:08:05ha parlato appunto di questo ponte che collega Italia-Africa, che è un continente su cui l'Italia pone sempre
00:08:11sempre maggiore interesse e attenzione,
00:08:13mentre con il Piano Mattei in partenariato strategico e ha sottolineato questo appunto e ha ribadito la centralità che ha
00:08:23l'Africa, gli sforzi dell'Africa, ancora un continente ha sottolineato, colpito purtroppo anche da guerra e sofferenza,
00:08:29ma l'Italia stessa vuole essere protagonista in prima persona a contribuire a portare e costruire la pace in un
00:08:36continente che comunque è in proiezione, in grande crescita e rappresenta il futuro a meglio lungo termine.
00:08:44Ecco, sì, eravamo in un panel, ho moderato da poco un panel proprio qui al Luis Diplosec sul Piano Mattei
00:08:53e c'erano i capi diciamo in Italia di UNICEF e di UNDP,
00:08:58il programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo e si parlava proprio del fatto che il Piano Mattei, che all
00:09:05'inizio ha avuto una prima fase in cui molti non sapevano neanche di cosa si trattasse,
00:09:11adesso sta cambiando la situazione, cioè sono i leader africani e ne parlano anche quando mi capita di parlare con
00:09:18esponenti diplomatici da paesi africani,
00:09:21che chiedono di far parte di questo nuovo partenariato, che chiedono di entrare in connessione con l'Italia e quindi
00:09:28devo dire che su questo fronte è cambiato molto rispetto anche solo a due anni fa
00:09:36anche l'immagine che l'Italia ha in questo continente. Ovviamente il Mediterraneo è anche non solo Africa, è anche
00:09:45Medio Oriente,
00:09:46si è parlato anche molto della sicurezza dei mari, della sicurezza del commercio e abbiamo parlato di questo, ma non
00:09:54solo,
00:09:54con il Ministro Musumeci, che ha proprio la delega al mare, che è intervenuto anche lui in un dialogo qui
00:10:02alla LUIS poco tempo fa,
00:10:05ma è stato con noi ai microfoni di ADN Kronos per un'intervista che adesso chiedo alla regia di mandare.
00:10:12Siamo qui con il Ministro Musumeci, benvenuto alla ADN Kronos, siamo al forum LUIS dedicato proprio al Mediterraneo quest'anno,
00:10:22il Diplomatic and Security Forum della LUIS è dedicato a questo tema e il suo Ministero. Ci dica un po'
00:10:29i piani dell'Italia nel prossimo periodo,
00:10:33quando si parla di questo quadrante?
00:10:37Dobbiamo avere la franchezza di riconoscere che il tema per qualche tempo è rimasto marginale nelle agende di tutti i
00:10:49governi,
00:10:49senza fare particolari eccezioni. Oggi il Mediterraneo torna centrale, torna di grande attualità.
00:10:59Io dico sempre che l'Italia conta nel mondo se riesce a darsi un ruolo da protagonista nel Mediterraneo,
00:11:07non soltanto per una centralità geografica che ha già, ma che non ha sempre saputo cogliere,
00:11:12ma per diventare punto di riferimento politico e culturale. Io credo che servano almeno alcuni assi per poter promuovere
00:11:26una nuova cultura mediterranea dell'Italia.
00:11:29la identità, l'economia blu, lo spirito comunitario, la capacità del dialogo e tutto questo l'Italia lo può costruire
00:11:44perché ha alle spalle una solida tradizione, perché è credibile come per il retaggio storico che si porta dietro.
00:11:54Serve un'adeguata riforma dei porti, serve creare le infrastrutture per connettere le aree costiere con le aree interne,
00:12:07serve un nuovo approccio culturale perché ancora il messaggio dell'Italia, paese e marinaro non passa.
00:12:15Siamo ancora una nazione terragna, quindi c'è tanto da lavorare, ma al governo c'è già una struttura ministeriale
00:12:23che il Presidente ha voluto affidare alla mia guida, abbiamo già una legge sulla subacquea,
00:12:31abbiamo già il piano del mare che è uno strumento di programmazione, attorno a questi elementi
00:12:36e con sani obiettivi possiamo davvero diventare, tornare ad essere protagonisti nel Mediterraneo.
00:12:46Ecco, sappiamo ovviamente che in questo momento il mare è al centro delle questioni internazionali,
00:12:52lo stretto di Ormuz, il commercio internazionale in questo momento, in particolare degli idrocarburi,
00:12:58è in grande difficoltà.
00:12:59L'Italia ha un legame fortissimo con Suez, dall'altra parte che ovviamente è la porta anche per noi verso
00:13:09l'Asia.
00:13:10Qual è la situazione in questo momento della sicurezza del commercio marittimo per i porti italiani,
00:13:18per le aziende italiane che sono attive in questo settore e per l'Italia come hub mediterraneo
00:13:24anche di arrivo delle navi che passano da Suez e che quindi poi vanno verso l'Oriente
00:13:33e verso i quadranti più importanti del commercio internazionale?
00:13:37Inutile dire che questo contesto geopolitico che ormai si protrae da diversi mesi
00:13:43ha fortemente danneggiato la movimentazione delle merci.
00:13:49Io dico sempre che i porti non debbono soltanto aspettare,
00:13:56debbono darsi una strategia per sapere affrontare le condingenze
00:14:03che oggi anche un semplice comunicato stampa può rendere complesse e difficili.
00:14:10Insomma la navigazione non è più un dato acquisito, ovunque e per sempre.
00:14:15Ecco perché noi abbiamo varato come governo un disegno di legge di riforma dei porti
00:14:22che pur nel rispetto delle autonomie e delle specificità di ciascuno scalo
00:14:27debbano avere una strategia complessiva.
00:14:31La strategia per un paese come l'Italia si disegna nel rapporto con gli altri.
00:14:40La crisi di Ormuz non è come quella di Suez.
00:14:45È facile poter fare la circunnavigazione dell'Africa seppure con costi elevati.
00:14:52Lì il nodo è diverso e complesso e a pagare siamo tutti i paesi dell'Occidente.
00:14:59Ecco perché da un lato la diplomazia italiana sta lavorando per dialogare
00:15:05e per trovare presto col buon senso una soluzione che sia ragionevole per tutti.
00:15:13Dall'altro lato abbiamo la necessità di uscire da questo cul-de-sac,
00:15:18di non farci mettere all'angolo e quindi di disegnare assieme alle alleanze
00:15:25atlantica e della Nato una strategia europea, non soltanto mediterranea,
00:15:31non soltanto italiana, che sappiamo però sul nostro paese
00:15:35finirà con l'incidere in maniera particolare perché, lo dice la geografia,
00:15:40siamo chiamati noi a disegnare future rotte.
00:15:45In Italia ci sono porti che lavorano pur nella contingenza della crisi,
00:15:50ci sono porti che rimangono indietro, fortemente penalizzati.
00:15:54Gioia Tauro continua a lavorare, sul versante adriatico c'è una evidente sofferenza,
00:16:02quindi l'augurio è che si possa uscire da una condizione di crisi ormai perdurante
00:16:08e al tempo stesso anche con la riforma dei porti si possa finalmente creare
00:16:13una strategia che valga per tutta la portualità italiana.
00:16:17Ricordiamoci che Rotterdam fa la stessa movimentazione, 14 milioni di tonnellate di merci,
00:16:25che fanno tutti i porti italiani, il che naturalmente deve indurci a riflettere.
00:16:31Grazie, grazie mille Ministro.
00:16:32Grazie a voi.
00:16:34Siamo di nuovo in diretta dalla LUIS e siamo qui con il direttore del CIS,
00:16:38Center for International Strategic Studies della LUIS.
00:16:42Intanto, come nasce questo CIS?
00:16:45Raffaele Marchetti.
00:16:46Buonasera, un piacere di parlare con tutti.
00:16:49Il CIS nasce con l'esigenza qui in LUIS di studiare e di analizzare e di insegnare gli affari internazionali.
00:16:58Il CIS fa tanto tipo di attività, fa ricerca, fa formazione, fa eventi, fa analisi, fa consulenza
00:17:06per il mondo pubblico, per il mondo privato, in Italia e all'estero
00:17:10e si va a posizionare esattamente all'intersezione tra la politica estera,
00:17:16la politica di crisi e la proiezione internazionale del nostro paese.
00:17:20Noi ci occupiamo di tanti temi ma per lo più abbiamo una prospettiva nazionale, italiana,
00:17:26cioè non ci interessa tanto studiare le crisi o i fenomeni internazionali in quanto tali,
00:17:32ma cerchiamo di capire i fenomeni e le loro ricadute sugli interessi nazionali italiani,
00:17:40le opportunità e così come naturalmente le minacce.
00:17:43Facciamo questo studiando tanti aspetti, abbiamo dentro il CIS ci sono circa una settantina di persone,
00:17:50abbiamo tante unità, alcune sono areali, sull'Asia, sulla Russia, sulla Cina,
00:17:56sull'Africa, sul Medio Oriente, altre sono tematiche, sull'energia, sulla comunicazione,
00:18:01sulla sicurezza, sull'agro food.
00:18:03Insomma cerchiamo di specializzarci e di sviluppare questo tipo di attività,
00:18:08di nuovo analisi, formazione, eventi, a favore non soltanto diciamo del pubblico studentesco
00:18:16tradizionale, ma a favore delle aziende, delle istituzioni che sono i nostri partner.
00:18:21Ecco, questa è la quarta edizione del Diplosec, come mai il Mediterraneo strategico come scelta
00:18:28di tema quest'anno e anche come lo avete costruito pensando anche a tutte le anime
00:18:34che avete messo oggi intorno al tavolo?
00:18:37La prima edizione fu dedicata all'Europa, la seconda all'Africa, la terza ai rapporti transatlantici.
00:18:47Questa quarta edizione è dedicata al Mediterraneo, perché in qualche senso è il quadrante più
00:18:53ovvio della proiezione internazionale italiana e tuttavia anche il quadrante che viene un pochino
00:19:01dimenticato. Questo è emerso anche nei panel di oggi, tante persone, non ultimo esattamente
00:19:09il Ministro Musumeci, ci dicono che nella percezione pubblica del cittadino italiano il mare rimane
00:19:18un elemento estraneo e questo è un problema, perché invece la fortuna dell'Italia nei secoli
00:19:26è sempre coincisa con i momenti in cui l'Italia ha saputo sfruttare i benefici e le opportunità
00:19:32che venivano dal mare. Noi negli ultimi 70 anni ci siamo rivolti invece a nord, nel continente,
00:19:40verso l'Europa, per motivi che potremmo analizzare a lunghi, ma fondamentalmente siamo stati incoraggiati
00:19:47a dimenticarci del Mediterraneo e oggi ancora paghiamo queste conseguenze. Oggi se chiediamo
00:19:54una persona per strada, ma chi pensa di essere e come si sente, la risposta sarà invariabilmente
00:20:01mi sento europeo piuttosto del Mediterraneo. Anzi, in alcuni casi dirci il Mediterraneo suona
00:20:07anche un po' denigratorio, come un po' nordafricano. Ecco, questo è pazzesco. Se noi guardiamo
00:20:17alla storia del nostro paese, la discussione che abbiamo avuto durante il dito è che è
00:20:24una discussione che naturalmente si è soffermata su tanti aspetti specifici, ma che presuppone
00:20:30una questione fondamentale, che è invece una questione identitaria. L'Italia chi è?
00:20:36Che cosa noi vogliamo essere come paese? Vogliamo essere un paese che si riconosce in quanto
00:20:41il Mediterraneo e che cerca di sfruttare delle opportunità che il Mediterraneo le offre
00:20:46o un paese, diciamo, continentale che guarda al nord? Questo ha tante ricadute, una domanda
00:20:53del genere. Per esempio, ha ricadute territoriali. Perché noi pensiamo che il centro del baricentro
00:21:00strategico del paese è l'Europa, è chiaro che il nord Italia diventa centrale. Se noi
00:21:06pensiamo che il baricentro strategico del paese guarda al Mediterraneo, bisogna riscoprire
00:21:11le potenzialità del sud. Per esempio, la Sicilia diventa una regione centrale in questo tipo
00:21:18di postura strategica.
00:21:21Ecco, la Sicilia effettivamente oggi si è parlato quando ad esempio c'è Sparkol, ovviamente
00:21:28ci sono, sappiamo che c'erano tante realtà presenti qui oggi, che l'Italia, in particolare
00:21:34la Sicilia, è un hub energetico di connettività, ovviamente di connessioni attraverso il mare
00:21:41e sotto il mare. C'è anche adesso una novità, una proposta di collegare non solo attraverso
00:21:49le navi, ma attraverso un tunnel, la Sicilia e la Tunisia. Un'idea infrastrutturale, diciamo
00:21:57che ardita, che se uno la sente così la prima volta, però abbiamo visto che ci sono delle
00:22:05realtà nel mondo, dal nord Europa alla Cina, che fanno dei progetti, dei ponti, dei tunnel,
00:22:12delle realtà che hanno sfidato tutti i precedenti ingegneristici. Cosa si può dire di questo
00:22:21progetto?
00:22:22Beh sì, uno dei progetti su quali stiamo lavorando, sì lo ammetto, è un progetto molto fuori dalle
00:22:29righe, però dal nostro punto di vista è un progetto che ha un valore strategico enorme.
00:22:36Se si costruisse un tunnel di collegamento tra la Sicilia e la Tunisia, si otterrebbero
00:22:46dei vantaggi economici, politici e simbolici molto grandi. Aggiungerei anche vantaggi di sicurezza.
00:22:56Di cosa stiamo parlando? Di un tunnel più o meno lungo 140 km, una profondità di 300 metri,
00:23:03un tunnel che potrebbe costare tra i 30 e i 40 miliardi, un tunnel che è già in progettazione
00:23:10tra la Spagna e il Marocco, quindi qui c'è poi un tema competitivo, nel senso noi vogliamo
00:23:16variare secondi o primi nell'integrazione infrastrutturale tra l'Europa e l'Africa.
00:23:22La Spagna e il Marocco ci stanno già lavorando. Noi ovviamente abbiamo un vantaggio, certo la
00:23:28distanza tra la Sicilia e la Tunisia è maggiore di quella tra Spagna e il Marocco, ma noi
00:23:33siamo al centro del Mediterraneo, siamo al centro dell'Europa. Da questo punto di vista
00:23:37avremo sicuramente un vantaggio funzionale che però possiamo soltanto sfruttare se abbiamo
00:23:47consapevolezza delle opportunità e ambizione politica di riposizionarci al centro del Mediterraneo
00:23:54come attore indispensabile. Oggi parlavamo della necessità dell'Italia di presentarsi
00:24:00come il partner necessario e indispensabile per qualsiasi azione all'Europa e al Mediterraneo,
00:24:05beh un'infrastruttura di questo tipo diventerebbe il punto di intersezione e di collegamento tra
00:24:14l'Europa da parte dell'Africa. Grazie, grazie Raffaele Marchetti e adesso darei la linea
00:24:21alla leggia per l'intervista a Luigi Ferraris che è vicepresidente esecutivo di Vodafone
00:24:27e Fastweb con cui abbiamo parlato di connettività appunto di infrastrutture digitali, dell'importanza
00:24:35per l'Italia di avere anche un mercato delle telecomunicazioni che sia in grado di stare in piedi
00:24:44davanti alle grandi sfide di investimento e di capitale che sono richieste oggi.
00:24:49Siamo con Luigi Ferraris, vicepresidente esecutivo di Fastweb Vodafone, grazie per essere con noi.
00:24:56Parliamo delle telecomunicazioni come infrastruttura di sicurezza del paese, siamo alla LUIS per il
00:25:04forum sulla diplomazia e la sicurezza. Ovviamente oggi guardiamo ad alcune industrie con degli occhi
00:25:10diversi rispetto al passato, non solo sotto il profilo economico ma sotto il profilo di
00:25:16così tenuta anche del paese.
00:25:19Decisamente sì, siamo obbligati direi a guardare queste infrastrutture con un occhio attento alle
00:25:25tematiche della sicurezza. Le do un dato che ho citato anche prima, nel corso del 2025, lo scorso
00:25:34anno Fastweb ha fatto interventi di sicurezza per un numero pari a 87 milioni, quindi stiamo
00:25:39parlando di malware, di blocco di tentativi, di furto di identità eccetera. Quindi questo
00:25:44ci dà anche una dimensione quantitativa importante di come questo rischio stia crescendo, quindi
00:25:49non è più una minaccia potenziale, è un fatto serio, perché direi che il numero lo dimostra
00:25:56e quello che è ancora più drammatico è che vediamo una crescita esponenziale di questo
00:26:00tipo di attacco. Questo cosa significa? Significa che bisogna innanzitutto essere pienamente
00:26:06consapevoli, noi già lo siamo, ma anche a livello di sistema paese, che questi asset
00:26:10sono asset di interesse nazionale e quindi come tali vanno trattati e su questo bisogna
00:26:15fare molti investimenti per poterci proteggere. Quindi più andremo verso un mondo digitalizzato
00:26:21come già è oggi, ma lo sarà sempre di più, più avremo la necessità di proteggere i nostri
00:26:25confini virtuali.
00:26:26Ma le chiedo una cosa, a livello istituzionale, sia italiano sia europeo, la traiettoria che
00:26:36è stata presa in questi mesi, sia quando si parla di reti, sia quando si parla di un
00:26:41possibile Digital Network Act che arriverà forse l'anno prossimo, insomma ci sono vari
00:26:47elementi sul campo, Cyber Security Act 2.0, insomma stiamo arrivando anche a un momento
00:26:52in cui le telco europee dovranno anche rimaginare la loro struttura forse. Voi avete già iniziato
00:27:00ovviamente con la grande operazione Fastweb Vodafone, ma come vede lo scenario internazionale
00:27:06del settore?
00:27:07Ma guardi, più in generale citiamo alcuni dati. Se noi andiamo a vedere in Europa quanti operatori
00:27:14di telecomunicazione abbiamo, ne abbiamo decine, forse 50, 60, se consideriamo tutta l'Europa
00:27:22di 27. Nel nostro paese ne abbiamo un certo numero, ancora oggi, se andiamo negli Stati Uniti ne abbiamo
00:27:28quattro, tre, quattro. Cosa voglio dire? Voglio dire che se andiamo a vedere anche i prezzi
00:27:32al consumatore finale, negli Stati Uniti diciamo il valore sviluppato da queste imprese in temi
00:27:37di innovazione tecnologica e di accessibilità del dato è stato valorizzato nel prezzo al cliente
00:27:42finale. Se andiamo in Europa vediamo che mediamente l'Europa ha un prezzo del 20-25% inferiore a
00:27:47quello americano. Se andiamo in Italia siamo al di sotto della media europea del 20-25% o in altri
00:27:53termini se ci confrontiamo col 2010 i prezzi al consumatore finale sono più bassi tra il
00:27:5924 e il 10 del 30%. Che significa? Significa che in virtù di quello che era un sacrosanto
00:28:05diciamo così obiettivo di avere un mercato aperto, di avere una competizione, di avere
00:28:10accessibilità a nuova tecnologia però siamo sprofondati verso una situazione in cui stiamo
00:28:15dando quasi gratis o stiamo trattando come una commodity tutta una serie di soluzioni
00:28:20tecnologiche che invece richiedono investimenti. Quindi questo è un elemento che va preso in
00:28:25considerazione velocemente. Quindi ben vengano questi interventi. Chiaramente alcuni di questi
00:28:30sembrano ancora troppo generali, troppa pioggia. Ormai la situazione sta crescendo a una velocità
00:28:34tale per cui occorre intervenire in maniera chirurgica. Certo è che alla fine non possiamo
00:28:40immaginare che questo tipo di sfida venga affrontata soltanto sulla base di quello che è
00:28:46un mercato come questo che viene da un periodo piuttosto critico e che è in una situazione
00:28:50di criticità. Del resto le aggregazioni in corso, non ultima quella che ha fatto Fast
00:28:54and Evolver, non ci dicono che c'è necessità di aggregare ma c'è necessità di investire
00:28:58ancora molto. Grazie mille. A voi, grazie.
00:29:02Di nuovo in diretta dalla LUIS, siamo qui in chiusura di questa giornata dedicata alla diplomazia
00:29:10e alla sicurezza nazionale italiana. Sono qui con Valerio Sarsinova, anche il mio collega
00:29:15che ha seguito insieme a me i lavori di oggi. Parliamo un pochino di chi c'era oggi, perché
00:29:22ci sono state decine di relatori, di ospiti che rappresentavano il governo, abbiamo visto
00:29:29Tajani, Musumeci, ma anche le grandi aziende che lavorano e che si occupano di Mediterraneo.
00:29:37Facci un po' una panoramica dei nomi più importanti della giornata.
00:29:41Siamo molti gli ospiti importanti, a partire da Paolo Ciocca, Presidente Italgas, Ercolani
00:29:48di Rheinmetall Italia, Elisabetta Trenta, direttrice dell'Osservatorio di Sicurezza
00:29:53Nazionale Unipegasus, ma anche Vittorio De Pedis, Presidente Simest, Paolo Lozera, DG
00:30:01Unicef Italia, stanno ancora parlando, ancora in corso una sezione su sicurezza e stabilità
00:30:06nel Mediterraneo allargato, stanno intervenendo il Capo di Stato Maggiore della Marina, Giuseppe
00:30:11Berruti Bergotto, ma presenti anche stanno ancora parlando Pierroberto Polgero, AD di Fincantieri,
00:30:18Lorenzo Guerrini, Presidente del Copasier, Giorgio Mulè, Vice Presidente della Camera dei
00:30:22Deputati e Membro della Commissione di Difesa, insomma, tanti gli ospiti che hanno in preziosità
00:30:27arricchito questo forum, rito appunto di spunti, insomma, sulle prospettive che verranno
00:30:34nel medio-lungo termine.
00:30:35Sì, infatti, poco prima c'erano stati appunto, alcuni li abbiamo intervistati, alcuni li vedrete
00:30:41durante la nostra diretta perché li abbiamo ospitati qui nel nostro corner ADN Cronos alla
00:30:48LUIS, c'è stata appunto l'apertura di Paolo Boccardelli, il rettore della LUIS e poi appunto
00:30:56c'era Roberta Pinotti, ex Ministro della Difesa, che adesso si occupa del Polo Nazionale della
00:31:02Subacquea, c'era Mario Zanetti che tra poco vedremo intervistato qui, Maurizio Martina,
00:31:09DG aggiunto della FAO, che ha parlato ovviamente della questione alimentare nel Mediterraneo.
00:31:16Adesso chiederei alla regia di mandare il contributo, l'intervista fatta a Enrico Maria Bagnasco,
00:31:23che è il CEO di Sparkol, che è una delle realtà italiane con proiezioni internazionali
00:31:29più importanti, si occupa di cavi sottomarini e cabla il mondo intero.
00:31:34Grazie.
00:31:34Siamo qui con Enrico Maria Bagnasco, CEO di Sparkol, azienda leader nel campo dei cavi
00:31:42sottomarini, un'azienda che ha costruito in questi anni delle reti globali e ha interconnesso
00:31:49l'Italia al resto del mondo. Ovviamente uno dei grandi progetti degli ultimi anni,
00:31:56Blu & Raman, che andava verso l'Indo-Pacifico, deve passare attraverso il Medio Oriente e
00:32:04quindi sappiamo che in questo momento c'è una situazione più tesa rispetto all'anno
00:32:09scorso, anche solo pochi mesi fa. Cosa sta succedendo nel vostro campo e come vede anche
00:32:16però ovviamente lo sviluppo di altre reti in altre direzioni?
00:32:22Buongiorno a tutti. Intanto diciamo che siamo in un contesto di mercato di crescita continua,
00:32:33abbiamo il raddoppio del volume di dati trasformati ogni tre anni e quindi una rincorsa continuativa
00:32:43a realizzare nuove infrastrutture, a potenziare le infrastrutture correnti. Il tema di questi
00:32:50ultimi tempi e a maggior ragione di questi giorni di oggi però sulle reti è quasi più
00:32:57la resilienza che non la capacità di trasportare più traffico e la resilienza è legata al fatto
00:33:03da una parte all'essenzialità del servizio di connettività che è oramai elemento portante
00:33:08di tutto e dall'altra parte del fatto che diverse situazioni rendono potenzialmente
00:33:19fragile la rete. Allora la soluzione al requisito di resilienza senza dubbio è la diversificazione
00:33:26geografica. La diversificazione geografica vuol dire individuare nuovi corridoi attraverso
00:33:32cui realizzare nuovi collegamenti che diano appunto la diversificazione geografica.
00:33:39La diversificazione geografica è da sempre uno dei temi primari dei progetti di sparco
00:33:44che non vogliono essere semplicemente un nuovo cavo che collega l'Europa con l'Oriente
00:33:50ma prova a farlo, Bluraman ad esempio, con un percorso alternativo. Dopo 30 anni per cui
00:33:58tutti i cavi che collegano l'Europa all'Oriente passano dall'Egitto, Bluraman passa attraverso
00:34:04Israele, a proda a Genova e non a proda a Marsiglia, proseguendo poi sul Mar Rosso.
00:34:11Venendo alla situazione di oggi, paradossalmente la componente medio orientale l'abbiamo risolta
00:34:17perché il cavo è stato completato nella componente mediterranea, nella prodo su Israele,
00:34:25nell'attraversamento di Israele, nell'arrivo fino ad Aqaba in Giordania, circa un anno fa,
00:34:30quindi è pienamente in servizio. È stato completamente realizzato nella componente
00:34:36di Oceano Indiano, quindi da Mumbai all'Oman, nelle due componenti. Restano da risolvere due segmenti,
00:34:45l'attraversamento delle acque iemenite con il famoso stretto di Bab el-Mandeb e la componente
00:34:53saudita che sono oggi, per diverse motivazioni, quella saudita più in termini generali di permessistica,
00:35:03autorizzazione, quella iemenita per evidenti motivazioni di sicurezza, le ultime da realizzare.
00:35:11Abbiamo parlato allora dei cavi esistenti e in fase di sviluppo, qual è un nuovo progetto
00:35:17di cui ci vuole parlare oggi?
00:35:19Diciamo un nuovo progetto, restando sul Mediterraneo, perché poi abbiamo anche progetti in altre zone
00:35:25del mondo, restando sul Mediterraneo vorrei sicuramente parlare di GreenMed. GreenMed è stato annunciato
00:35:32un anno e mezzo fa e adesso è un progetto in partenza, letteralmente in questi giorni.
00:35:37Ha sempre l'obiettivo di collegare il Levante con l'Europa, però di nuovo rincorre e attua l'idea
00:35:45della diversificazione, perché sarà il primo cavo sottomarino in fibra ottica che attraversa
00:35:51l'Adriatico e quindi che collega l'Europa con il Medio Oriente e con il Levante, passando
00:35:57dall'Adriatico e passando dalle tradizionali rotte mediterranee o tirreniche. Questo ci dà
00:36:03due vantaggi, un vantaggio di diversificazione, a questo punto diversificazione geografica
00:36:09completa, di un percorso completamente nuovo e mai realizzato, ma ha anche un vantaggio
00:36:16di percorso più breve, perché il percorso è più breve, che si traduce poi in una minore
00:36:25latenza, quindi in una migliore performance del cavo, latenza che è un dato assolutamente
00:36:31essenziale nelle nuove applicazioni, ad esempio, del mondo delle AI. Cambiando geografie e andando
00:36:36sul mondo del Centro America Caraibi, anche lì il nuovo progetto partito un paio d'anni
00:36:42fa si chiama Manta e ha come elemento di diversificazione una nuova rotta diversa attraverso il Golfo
00:36:50del Messico, che collega direttamente il Messico con la Florida, anche qui un unicum una prima
00:36:57volta.
00:36:59Eccoci di nuovo in diretta dalla Luis, siamo qui con Agostino Inguscio, che è rappresentante
00:37:04per l'Italia dell'UNDP, il United Nations Development Program, che è un po', lui l'ha
00:37:10definito prima in un panel al quale abbiamo partecipato insieme, il Ministero dello Sviluppo
00:37:16Economico delle Nazioni Unite, si occupa di sviluppare l'economia in 170 paesi, vorrei
00:37:23parlare con lui proprio della questione del piano Mattei e di come l'Italia oggi è vista
00:37:29dai paesi africani, tu conosci bene questo mondo anche perché il focus del 50% dicevi
00:37:38del budget dell'UNDP è dedicato all'Africa, quindi raccontaci un pochino come funziona
00:37:44oggi anche questa proiezione italiana fatta attraverso questo programma.
00:37:51Grazie infinito, essenzialmente una riflessione che è stata fatta nel panel oggi è proprio
00:37:58come siano i nostri paesi partner, appunto come ricordavi io l'UNDP è presente in tutti
00:38:03i paesi sul continente africano da 60 anni con migliaia di colleghi, effettivamente la
00:38:10narrativa, il lavoro del piano Mattei porta a moltissime richieste, moltissimo interesse da
00:38:17parte dei governi e delle società di questi paesi tramite anche UNDP e i suoi country offices
00:38:24per capire di più di cosa si tratta. Il centro che dirigo a Roma è la piattaforma integrata
00:38:33di collaborazione dal programma di sviluppo delle Nazioni Unite a livello globale, quindi
00:38:37sostanzialmente noi abbiamo richieste, direi veramente giornaliere, su come valorizzare questo
00:38:43partenariato. Noi siamo diventati, diciamo, partner dell'Italia e dell'Unione Europea nel
00:38:52raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibili del piano Mattei e del Global Gateway
00:38:55a partire dal nostro coinvolgimento nel vertice Italia-Africa del febbraio 2024 e della presidenza
00:39:02italiana del G7. Devo dire che l'attività è cresciuta moltissimo su temi che sono essenziali
00:39:09per lo sviluppo del continente, a partire dalla connettività digitale, dell'energia e dello
00:39:15sviluppo di infrastrutture idriche e del coinvolgimento dei giovani nell'innovazione. Il nostro administrator,
00:39:21il nostro nuovo administrator Alexander De Cru, ha in effetti recentemente in una visita a Roma
00:39:27del febbraio di quest'anno, ha iniziato sostanzialmente il concetto del piano Mattei e il lavoro che sta
00:39:34facendo l'Italia col piano Mattei come sostanzialmente un lead su questa strategia, diciamo, del nuovo
00:39:41partenariato, cioè dello spostarsi dal aiuto al paese via di sviluppo al partenariato economico,
00:39:49con il ruolo del settore privato e delle banche al centro. Grazie, grazie mille Cosino in guscio
00:39:55e buon lavoro. Grazie, grazie a te. Buonasera. Bene, adesso torniamo qui in diretta dalla LUIS
00:40:02con un'altra intervista registrata poco fa con Elisabetta Trenta che è stata Ministro della Difesa
00:40:11in Italia ma adesso è a Unipegasus dove ha la guida del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale.
00:40:44Grazie.
00:40:49Siamo oggi, abbiamo le strutture giuste e la disposizione giusta per garantire tutti questi
00:40:57fronti. Quanto tempo ha un'ora? Parlare di sicurezza italiana oggi significa già parlare
00:41:04di Mediterraneo. Io non riesco neanche provandoci a tenere separati i due discorsi. Credo che la
00:41:12dimensione nostra sia quella e una delle nostre difficoltà è che non riusciamo ad imporre e a far
00:41:17condividere l'importanza della dimensione mediterranea anche a tutti i paesi dell'Europa, soprattutto del
00:41:23nord Europa. Quindi è proprio l'ambito all'interno del quale dobbiamo lavorare. L'ha detto già lei, sono
00:41:30talmente tanti i collegamenti e talmente tante le sfide che vengono e passano dal Mediterraneo che se non
00:41:37parliamo di Mediterraneo noi non possiamo parlare della nostra sicurezza. Bisogna pensare un po' come
00:41:45realizzarlo e quindi finalmente oggi si parla di strategia di sicurezza nazionale italiana. Io credo
00:41:53che sia necessario cominciare a parlare anche di una strategia di sicurezza mediterranea e mettere
00:42:00insieme tutto questo in una dimensione nuova. Immagino non un nuovo organismo internazionale
00:42:07perché a volte non funzionano, soprattutto di questi tempi, però immagino una piattaforma che mette
00:42:13insieme i paesi del sud dell'Europa e del nord dell'Africa, diciamo della parte mediterranea, perché
00:42:21abbiamo le stesse sfide. E allora quello che oggi è un terreno di competizione, per esempio nel campo
00:42:28dell'energia o per quanto riguarda le risorse economiche sul clima, potrebbe diventare invece
00:42:35un terreno di collaborazione. È veramente soltanto un cambio di prospettiva e costruirlo è la cosa più
00:42:42difficile, ma credo che nei momenti difficili come quello che stiamo affrontando oggi sia necessario
00:42:48avere la forza e il coraggio di fare delle scelte che sembrano anche un po' ambiziose, ma in realtà
00:42:54potrebbero essere una soluzione.
00:42:59Siamo di nuovo in diretta dalla LUIS di Iplosec 2026. Poco fa nel panel al quale aveva partecipato
00:43:08anche Agostino Inguscio c'era Vittorio De Pedis, presidente di Simest, diplomatico di lungo
00:43:13corso, che ha parlato sia durante il panel ma anche con noi della DN Cronos dell'importanza
00:43:20del ruolo e del ruolo di Simest quando si parla di Piano Mattei. Simest è la società che si occupa
00:43:26di finanziare le aziende italiane che vogliono andare all'estero e offre dei finanziamenti
00:43:32soprattutto alle piccole e medie imprese. Circa il 90% sono piccole e medie imprese e lui dice
00:43:37che è giusto che siano piccole e medie imprese perché sono quelle che hanno più bisogno di un aiuto
00:43:43e di una spinta quando si deve internazionalizzare. Ci sono tante realtà in questo campo che stanno
00:43:53lavorando sul piano Mattei, c'è anche Sace, ovviamente ci sono tantissimi ministeri e dipartimenti
00:44:02del governo italiano, ma appunto Simest è quella che dà i soldi e quindi è quella che spesso
00:44:09ovviamente viene accolta meglio quando si tratta di aziende che hanno bisogno di andare all'estero
00:44:17e ha tra l'altro un mandato proprio all'interno del piano Mattei per favorire questa internazionalizzazione
00:44:28delle aziende. Chiedo alla regia di mandare l'intervista a Vittorio De Pedis.
00:44:33Presidente De Pedis, il ruolo di Simest quando si parla di Piano Mattei, quando si parla di
00:44:39Africa, ovviamente Simest aiuta le aziende italiane quando vogliono andare all'estero, ma oggi
00:44:47non solo quello, cioè il tema è anche molto più ampio. Qual è il vostro ruolo e qual è oggi
00:44:55soprattutto quando si parla di Africa anche forse le difficoltà maggiori che voi riscontrate
00:45:00quando dovete fare il vostro lavoro di internazionalizzazione?
00:45:03Il piano Mattei è un piano straordinario ideato dal governo due anni e mezzo fa che sta avendo
00:45:10notevole riscontro e notevole successo, lo dicono i paesi africani, 18 paesi nei quali si
00:45:16lavora. All'interno di questo piano, che ha il grande vantaggio di avere una cabina
00:45:19di regia che dipende direttamente da Palazzo Chigi, che coordina tutti gli attori, aiuta
00:45:26moltissimo perché gli attori sono appunto tanti. Simest è uno di questi. Il ruolo di
00:45:30Simest è abbastanza cruciale perché noi siamo i finanziatori, concretamente sia con finanza
00:45:36agevolata che con prestiti partecipativi, che con equiti vero e proprio delle imprese che
00:45:41vogliono investire in questi paesi. Le difficoltà che incontriamo ci sono, derivano soprattutto
00:45:49dal fatto che coinvolgere le PMI non è facilissimo per ragioni di barriere assolutamente evidenti.
00:45:55È chiaro che l'Africa dal punto di vista dell'investimento è uno degli ultimi posti a
00:45:59cui un investitore industriale può pensare. Ciò nonostante è anche un continente estremamente
00:46:06interessante dal punto di vista dello sviluppo e dello sfruttamento non solo delle risorse,
00:46:11ma nel quadro del piano Mattei e delle collaborazioni. È una cosa a cui Simest tiene moltissimo.
00:46:17Infatti le imprese che noi finanziamo sono tutte imprese che si impegnano a fare delle operazioni
00:46:22che non hanno niente a che fare con il colonialismo, lo sfruttamento o investimenti di quel tipo,
00:46:28ma molto più interessanti dal punto di vista del transfert di tecnologia, di partnership molto paritarie,
00:46:38formazione delle persone in loco, sviluppo del mercato locale, crescite locali.
00:46:43Quindi da questo punto di vista penso che il ruolo che gioca Simest sia veramente coerente
00:46:48con l'intero piano Mattei e ci impegniamo molto su questo.
00:46:53Grazie mille, grazie per essere stato con noi.
00:46:56Eccoci in diretta di nuovo dalla LUIS, siamo qui con Jean-Pierre Darnis,
00:47:00che è un professore francese ma molto italiano, dobbiamo dirlo, ormai lo abbiamo un po' rubato alla Francia.
00:47:08Insegna, è ordinario all'Università della Côte d'Azur, ma insegna anche alla LUIS,
00:47:12ha un corso sulla storia e la politica della tecnologia.
00:47:16Oggi gli chiediamo allora come la storia della politica e la politica della tecnologia
00:47:22si intrecciano nel Mediterraneo, che è l'argomento della giornata.
00:47:28Allora, grazie, devo dire che quest'argomento del Mediterraneo è estremamente affascinante
00:47:32dal punto di vista di studioso, perché è un tema italianissimo
00:47:38che non viene condivido da altri paesi, direi europei o non europei.
00:47:44E quindi lì il mio lato storico potrebbe far vedere delle grossissime continuità
00:47:51dall'unità d'Italia in poi, passando anche per il regime fascista,
00:47:57sull'affermazione di un concetto geografico che diventa un concetto politico.
00:48:02È una vera e proprio costante dall'unità d'Italia a oggi,
00:48:07perché possiamo considerare che il nazionalismo italiano si esprime anche come una rivendicazione
00:48:13di politica estera e questa rivendicazione di politica estera ha soprattutto avuto
00:48:19questo raggio mediterraneo.
00:48:22Dico raggio perché l'ammiraglio 2 faceva delle bellissime mappe con dei raggi di rete.
00:48:27Una volta detto questo, che è importante dal punto di vista storico e analitico,
00:48:34oggi alla Luist invece abbiamo una bellissima giornata, direi di policy,
00:48:39dove attori italiani hanno, e qualche attore europeo, poco,
00:48:46però attori italiani soprattutto hanno rivendicato il Mediterraneo come ambiente operativo
00:48:51per i cavi, per le navi, per i porti, per il commercio, per il piano matei,
00:48:58che è un piano matei in teoria chiamato per l'Africa ma fa niente,
00:49:02lo decliniamo anche in modo mediterraneo, e quindi si fa vedere che come da questa concezione,
00:49:09che è una concezione ideologica legata alla storia italiana, alla storia nazionale,
00:49:14se non a un certo nazionalismo italiano, la rivendicazione del Mediterraneo,
00:49:19arriviamo alla formulazione di una serie di politiche infrastrutturali,
00:49:26anche tecnologiche moderne.
00:49:28La cosa però che vorrei un attimo poi porre è che il fatto che le definizioni del Mediterraneo
00:49:38in Europa siano plurali, che non ci sia un oggetto Mediterraneo condiviso nei Balcani,
00:49:45in Italia, in Europa o in Spagna,
00:49:48deve però un minimo lasciarci con qualche, direi, interrogazione,
00:49:55perché certamente a livello italiano funziona molto bene il concetto,
00:50:01e si vede oggi,
00:50:02la comunicazione che si può fare e le necessarie convergenze,
00:50:06anche con finanziatori europei,
00:50:09magari vanno formulate in modo un po' diverso,
00:50:11anche perché lì, in altri contesti,
00:50:14le politiche al Mediterraneo hanno altre significazioni.
00:50:16Ecco, il professor Daniele ha partecipato anche al nostro speciale sulle elezioni francesi,
00:50:24e quindi gli chiedo, sul Mediterraneo,
00:50:27chi si muove meglio tra Francia e Italia?
00:50:30Per esempio, Italia e Francia adesso competono per essere il terminale di Imec,
00:50:36il corridoio Indo-Medio Oriente-Europa,
00:50:40che può finire a Marsiglia, può finire a Trieste,
00:50:45non ha ancora ovviamente tutto sulla carta, naturalmente,
00:50:48però dai cavi sottomarini ai gasdotti,
00:50:53insomma ci sono tanti settori in cui Italia e Francia condividono questa proiezione al Mediterraneo,
00:50:59e anche la voglia di essere un terminale importante.
00:51:04Vede, la Francia non lo presenta così.
00:51:07Allora, ci fu un tentativo di politica francese del Mediterraneo,
00:51:10che era l'Unione del Mediterraneo,
00:51:13diventato poi l'Unione per il Mediterraneo,
00:51:15che fu un'invenzione di Nicola Sarkozy,
00:51:18tra l'altro completamente tramontata,
00:51:20anche perché prevedeva un'integrazione tra Sponda Nord e Sponda Sud,
00:51:24integrazione che per motivi politici di instabilità,
00:51:28di crisi di sicurezza,
00:51:29di alta divisione tra i stati della Sponda Sud
00:51:33e completamente, direi, infattibile.
00:51:36Quella visione però francese era una visione
00:51:38che corrispondeva anche quella, come quella italiana,
00:51:41la storia francese e anche la storia coloniale francese
00:51:46che guarda al Maghreb e quindi al bacino orientale,
00:51:49come luogo privilegiato,
00:51:51uno potrebbe dire che Sarkozy, quando fa questo,
00:51:53rielabora l'idea di Algeria francese.
00:51:56Allora, una volta detto questo,
00:51:58credo sia importante per far vedere
00:51:59quanto siano ideologiche e raffine
00:52:01legate a un'interpretazione del proprio passato
00:52:04a queste due cose.
00:52:06Uno, la prima cosa da dire,
00:52:08è che Francia e Italia sono paesi europei,
00:52:11sono delle economie estremamente incrociate
00:52:14e che il valore aggiunto che viene creato
00:52:16attraverso le Alpi con la Germania
00:52:18in un triangolo di integrazione di servizi e di industria
00:52:21è pressoché unico.
00:52:22Una volta detto questo,
00:52:23certamente, se uno guarda alla relazione
00:52:27verso Sput, che i francesi chiamerebbero
00:52:31più verso l'Africa o verso il Maghreb,
00:52:35allora, anche lì ci sono delle forme di convergenze
00:52:39o di competizioni, ma sono essenzialmente
00:52:42in rapporti con l'Algeria, la Tunisia,
00:52:44e lì subito entrano i gasdotti o leodotti
00:52:48e connessione così,
00:52:50ma alla fine pone un problema di stabilità.
00:52:54La Francia a un certo punto
00:52:56aveva questa visione di stabilità sahiliana
00:53:00che è andata male,
00:53:01è andata male non soltanto per colpa della Francia,
00:53:04ma anche per colpa di un degrado fondamentale
00:53:07nella situazione sahil,
00:53:08quindi lì ci ritroviamo ormai
00:53:10con una Francia che ha riarticolato la sua politica,
00:53:13ma che la Francia chiama Africana,
00:53:15e quindi lì in quel contesto,
00:53:18quando l'Italia adesso da pochi anni,
00:53:21pochissime, ha concepito e proposto
00:53:23un piano Mattei per l'Africa,
00:53:25allora lì sì che ci sono ad esempio strumenti
00:53:28di dialogo e di competizione esplicita con la Francia,
00:53:31ma la competizione esplicita significa magari
00:53:33formulare interessi che possono essere individuati,
00:53:37perché è una politica africana francese,
00:53:39c'è sempre stata e c'è tutto.
00:53:40Sul Mediterraneo è un po' più complicato
00:53:43perché la visione francese,
00:53:45essendo quella anche di un'integrazione
00:53:48dei paesi europei della sponda sud,
00:53:51cosa che non è affatto una visione italiana,
00:53:53che è una visione proiettata sul sud,
00:53:56le definizioni sono diverse.
00:53:59E quindi, insomma,
00:54:01lì magari c'è parecchio sforzo da fare,
00:54:06paradossalmente,
00:54:07se gli italiani vogliono vendere
00:54:09o competere in quello che chiamano
00:54:11lo Mediterraneo,
00:54:12ecco, i francesi o altri
00:54:13dovevano chiamare con un altro nome,
00:54:15politica africana,
00:54:16politica macravina,
00:54:17politica balcanica,
00:54:19questo sì,
00:54:20sono delle categorie
00:54:21che si potrebbero vendere.
00:54:23Quindi, magari,
00:54:25potrei fare questa battuta,
00:54:27il successo del Mediterraneo,
00:54:28fortissimo in Italia,
00:54:29legato al suo nazionalismo,
00:54:31magari non va abbandonato
00:54:33anche per questi stessi motivi politici interni,
00:54:35ma all'estero potrebbe essere decostruito,
00:54:39come lo illustra il piano Matei,
00:54:41per l'Africa,
00:54:42per assicurarne l'operatività più settoriale.
00:54:45Grazie,
00:54:46grazie mille,
00:54:46Gianpiero Darnis.
00:54:47E adesso
00:54:49mandiamo l'intervista
00:54:50a Mario Zanetti,
00:54:51a Didi Costa Crociere,
00:54:52che abbiamo sentito poco,
00:54:53per parlare di economia del mare
00:54:55e di quello che sta invece succedendo
00:54:57a causa dell'instabilità
00:54:59in Medio Oriente
00:55:00per questo settore.
00:55:02Siamo qui con Mario Zanetti,
00:55:04a Didi Costa Crociere
00:55:05e anche delegato di Confindustria
00:55:08per l'economia del mare.
00:55:11Dunque,
00:55:11cosa sta succedendo adesso
00:55:12con l'economia del mare?
00:55:13Ovviamente,
00:55:14l'impatto della crisi di Ormuz,
00:55:18gli impatti che ci sono
00:55:19per la sicurezza dei suoi
00:55:21e sono riguardo direttamente
00:55:22il vostro mercato,
00:55:23ma gli impatti a cascata
00:55:25ci sono sicuramente
00:55:26sui costi energetici
00:55:27e quindi, ovviamente,
00:55:29sulla sostenibilità
00:55:30del business.
00:55:32Qual è la sua prospettiva
00:55:34su quello che sta succedendo
00:55:36e come vede
00:55:36anche il futuro,
00:55:38diciamo,
00:55:38prossimo del vostro settore?
00:55:40Allora,
00:55:41se parliamo del settore
00:55:43del crociere,
00:55:44gli impatti che derivano
00:55:46dalla crisi medio orientale
00:55:47sono gli stessi impatti
00:55:49che poi vediamo anche
00:55:51come consumatori ogni giorno.
00:55:53C'è un aumento
00:55:53dei costi energetici,
00:55:55c'è un'inflazione
00:55:56su tutti i prodotti di consumo
00:55:58che impatta.
00:56:00Il nostro lavoro è quello
00:56:02di far rimanere
00:56:04il nostro prodotto
00:56:05come la scelta migliore
00:56:07da un punto di vista
00:56:08di value for money,
00:56:09quindi del valore
00:56:10per quello che è
00:56:12il prezzo
00:56:14che viene pagato
00:56:16al consumatore.
00:56:17A livello di economia del mare
00:56:19in questo momento
00:56:20molto critico.
00:56:22L'economia del mare
00:56:22per il nostro paese
00:56:24vale il 12% del PIL,
00:56:26parliamo di oltre 200.000
00:56:28aziende coinvolte,
00:56:30più di un milione
00:56:30di addetti,
00:56:32quindi sono numeri
00:56:33importanti per la nostra economia
00:56:34e il mare
00:56:36è interconnesso.
00:56:38Quindi quello che succede
00:56:40in questo momento
00:56:41a Ormuz,
00:56:42quello che può succedere
00:56:44nell'accesso
00:56:45al Mar Rosso
00:56:47e quindi
00:56:48al canale di Suez
00:56:49possono avere
00:56:51un impatto
00:56:51molto importante
00:56:53anche sui traffici
00:56:54del Mediterraneo.
00:56:55Il Mediterraneo
00:56:56copre
00:56:57un terzo
00:56:58delle rotte globali.
00:57:00Per il Mediterraneo
00:57:02transitano
00:57:03i due terzi
00:57:04degli approvvigionamenti
00:57:06energetici europei
00:57:07e il 35%
00:57:09di quelli di greggio.
00:57:10Quindi è evidente
00:57:11come il nostro mare
00:57:13giochi un ruolo
00:57:14fondamentale
00:57:15rispetto a quello
00:57:16che sta succedendo
00:57:18ad Ormuz
00:57:19e questo è il momento
00:57:21in cui
00:57:22è molto importante
00:57:25evidenziare
00:57:26quelle che sono
00:57:27le nostre
00:57:27come dire
00:57:29vulnerabilità
00:57:30come sistema
00:57:31paese
00:57:32e lavorarle.
00:57:34Quindi lavorare
00:57:35sulla capacità
00:57:36dei nostri
00:57:37porti
00:57:38con la loro
00:57:38burocrazia,
00:57:40con la loro governance
00:57:41di essere più efficienti,
00:57:42di avere
00:57:43infrastrutture
00:57:44che rendano
00:57:45il passaggio
00:57:46terra-mare
00:57:46più fluido
00:57:49e più veloce,
00:57:50di lavorare
00:57:51sulle competenze,
00:57:52di lavorare
00:57:53sulla digitalizzazione
00:57:55di questo settore
00:57:56e quindi
00:57:58rinforzare
00:57:59quello che
00:57:59per noi
00:58:00già oggi
00:58:00è un vantaggio
00:58:01competitivo
00:58:02che viene messo
00:58:02evidentemente a rischio.
00:58:04E a livello europeo
00:58:06cosa sta succedendo
00:58:08quando si parla
00:58:08di Green Deal,
00:58:10di regole
00:58:11che adesso
00:58:12stanno iniziando
00:58:13ad avere un impatto
00:58:13anche forte
00:58:14come penso
00:58:15appunto
00:58:15agli ETS.
00:58:16Lei vede
00:58:17anche un cambiamento
00:58:19di approccio
00:58:20che è più
00:58:21aderente
00:58:22magari a quello
00:58:22che sta succedendo
00:58:23sul campo
00:58:24oppure
00:58:24le traiettorie
00:58:26vanno avanti
00:58:27indipendentemente
00:58:28da quello che succede
00:58:29poi nel mondo reale?
00:58:31Come Confindustria
00:58:32noi vediamo
00:58:33la revisione
00:58:34del sistema ETS
00:58:35come uno strumento
00:58:36necessario
00:58:37in particolare
00:58:38anche l'ETS
00:58:39marittimo.
00:58:40L'ETS
00:58:41in questo momento
00:58:42è una
00:58:45sovrastruttura
00:58:46che va a creare
00:58:47una disparità
00:58:48competitiva
00:58:49fra le aree
00:58:50del mondo
00:58:50e in particolare
00:58:51il Mediterraneo
00:58:52che ha due sponde
00:58:53una sponda
00:58:54meridionale
00:58:55non
00:58:55sottoposta
00:58:57ai ETS
00:58:57e una sponda
00:58:58diciamo così
00:58:59settentrionale
00:59:00diciamo una sponda
00:59:01a nord
00:59:02rispetto
00:59:03ai porti
00:59:04dell'Africa
00:59:05del Medio Oriente
00:59:06che invece
00:59:07è soggetta
00:59:07a questo tipo
00:59:09di regolamentazione
00:59:12il settore
00:59:14del mare
00:59:14per il quale
00:59:15viaggiano
00:59:15oltre l'80%
00:59:17delle merci mondiali
00:59:18e in Italia
00:59:19il 60%
00:59:20sia in export
00:59:21che in import
00:59:22quindi
00:59:23è un settore
00:59:25che ha fatto
00:59:26comunque
00:59:26della transizione
00:59:28uno dei propri
00:59:29modelli
00:59:30di business
00:59:30a questo 80%
00:59:32di merci
00:59:33che viaggiano
00:59:33via mare
00:59:35corrispondono
00:59:36il 2%
00:59:37poco più
00:59:37del 2%
00:59:38delle emissioni
00:59:40inquinanti
00:59:40mondiali
00:59:41quindi
00:59:41è un settore
00:59:43che ha investito
00:59:44è un settore
00:59:45che sta generando
00:59:46fondi
00:59:46con l'ETS
00:59:48se da una parte
00:59:49c'è l'opportunità
00:59:50di rivederlo
00:59:50dall'altra
00:59:51è fondamentale
00:59:51che questi fondi
00:59:52ritornino
00:59:53al settore
00:59:54che li ha generati
00:59:55per continuare
00:59:56questa transizione
00:59:58questa spinta
00:59:59propulsiva
00:59:59verso
01:00:00una transizione
01:00:01energetica
01:00:02che ci ha sempre
01:00:03visti
01:00:03protagonisti
01:00:04grazie mille
01:00:31grazie
01:00:32tra la Sicilia
01:00:33e la Tunisia
01:00:33ovviamente
01:00:34è un progetto
01:00:35che prevede
01:00:36il ponte
01:00:37sullo stretto
01:00:37di Messina
01:00:38ovviamente
01:00:38senza di quello
01:00:39non può esserci
01:00:40neanche l'altro
01:00:41però sicuramente
01:00:42è una di quelle
01:00:43idee
01:00:44di quelle proposte
01:00:45che credo
01:00:47tra l'altro
01:00:47siano state
01:00:48così menzionate
01:00:50anche da
01:00:50Giorgio Moulet
01:00:51il vicepresidente
01:00:52della Camera
01:00:53che in questo momento
01:00:54è nell'ultimo
01:00:56panel
01:00:56di questa conferenza
01:00:58è una di quei grandi
01:01:00progetti
01:01:01quei grandi sogni
01:01:02che comunque poi
01:01:02aiutano anche
01:01:03a immaginare
01:01:04un futuro
01:01:05un'idea
01:01:06di Europa
01:01:08diversa
01:01:09e in questo caso
01:01:09una connessione
01:01:11diretta
01:01:12con l'Africa
01:01:14che appunto
01:01:15o passerà
01:01:15da Gibraltar
01:01:16o anzi
01:01:19non proprio
01:01:20Gibraltar
01:01:20perché ovviamente
01:01:21è territorio inglese
01:01:22ma insomma
01:01:22tra la Spagna
01:01:24e il Marocco
01:01:25oppure potrà passare
01:01:27dall'Italia
01:01:28con questo
01:01:29vi ringraziamo
01:01:30ringrazio Valerio Sarsininova
01:01:32che è stato
01:01:32con me oggi
01:01:34qui
01:01:34da questa
01:01:36conferenza
01:01:37sulla diplomazia
01:01:38e la sicurezza
01:01:39italiana
01:01:40e
01:01:40do la linea
01:01:42alla chiusura
01:01:43di questa conferenza
01:01:44e ringrazio
01:01:45chi ci ha seguito
01:01:46ringrazio ovviamente
01:01:47la squadra tecnica
01:01:48di ADN Kronos
01:01:49che è
01:01:51fortissima
01:01:52e che ci aiuta
01:01:53a mettere in piedi
01:01:54queste dirette
01:01:55dall'Italia
01:01:56ma anche dall'estero
01:01:57ormai
01:01:57quindi
01:01:58vi diamo appuntamento
01:01:59ai nostri
01:01:59prossimi
01:02:02speciali
01:02:03video
01:02:03e adesso
01:02:04la diretta finale
01:02:06della
01:02:06LUIS
01:02:07di
01:02:07Prosecco
01:02:08significa avere
01:02:10quella consapevolezza
01:02:11che quello strumento
01:02:13che metti
01:02:13in piedi
01:02:14è uno strumento
01:02:15che è utile
01:02:15al paese
01:02:16non all'ammiraglio
01:02:18Berrutti
01:02:18o al capo di stato
01:02:20maggiore
01:02:20dell'esercito
01:02:21o a quello
01:02:22dell'aeronautica
01:02:23è impopolare
01:02:25
01:02:25ma vi posso dire
01:02:26a me l'equazione
01:02:28un F35
01:02:29è uguale
01:02:30a 40 ospedali
01:02:32o 30 ospedali
01:02:33mi scivola addosso
01:02:34perché è banale
01:02:35se volete ortografico
01:02:36ma se non hai
01:02:37quell'F35
01:02:38non potrei difendere
01:02:39quei 40 ospedali
01:02:41è banale
01:02:42lo riduco
01:02:43ma mi spiace
01:02:44farlo in un tempio
01:02:45così
01:02:46così altro
01:02:46ma è questo
01:02:47se non hai
01:02:49le 12
01:02:5014 fregate
01:02:51le FREM
01:02:53che sono dotate
01:02:54di sistemi
01:02:54per cui sono in grado
01:02:55di beccare
01:02:56la finta unità
01:02:57oceanografica russa
01:02:58come è accaduto
01:02:59che si mette
01:03:00sopra i cavi
01:03:00dell'amministratore
01:03:02dei gato di sparco
01:03:03le succhie dati
01:03:04se non hai
01:03:06nel momento
01:03:07in cui
01:03:08succhie dati
01:03:09il danno
01:03:09non lo fai
01:03:10alla marina
01:03:11lo fai
01:03:12al paese
01:03:12e allora
01:03:13Forgero
01:03:14deve fare
01:03:14le navi
01:03:15deve con
01:03:16Leonardo
01:03:17che nel frattempo
01:03:17farà tecnologia
01:03:18altra azienda
01:03:19militare
01:03:19ma senza
01:03:21quegli strumenti
01:03:23il paese
01:03:24implode
01:03:25quando prenderemo
01:03:27coscienza
01:03:27che la cyber security
01:03:29non è
01:03:30un gioco
01:03:31come dire
01:03:31in cui
01:03:32gli hacker
01:03:33tra di loro
01:03:34si fronteggiano
01:03:36ma è una
01:03:36precondizione
01:03:37di sicurezza
01:03:38del paese
01:03:39precondizione
01:03:40significa che
01:03:40le sue navi
01:03:41i miei ospedali
01:03:43domani
01:03:44possono essere
01:03:45attaccati
01:03:46e sono
01:03:46vulnerabili
01:03:47se non
01:03:48hai investito
01:03:49centinaia
01:03:50di milioni
01:03:51miliardi
01:03:52si bene
01:03:52tu domani
01:03:53il paese
01:03:54non hai bisogno
01:03:54di essere
01:03:55personico
01:03:56per metterlo
01:03:56in ginocchio
01:03:57basta un attacco
01:03:58hacker
01:03:59cyber
01:03:59di cyber
01:04:00fatto bene
01:04:01e il paese
01:04:02lo mette in ginocchio
01:04:03è già successo
01:04:06non in un paese
01:04:07del terzo mondo
01:04:08è successo
01:04:09in america
01:04:09hanno buttato giù
01:04:11le pipeline
01:04:12di
01:04:12l'acquidotti
01:04:13è già successo
01:04:15consapevolezza
01:04:16e ho concluso
01:04:17esattamente
01:04:18quella capacità
01:04:18che ti fa essere
01:04:19maturo
01:04:20nelle decisioni
01:04:21che impone
01:04:22la sicurezza
01:04:23è quello che
01:04:24la nostra
01:04:25costituzione
01:04:26ci dice
01:04:26sovranità
01:04:28popolo
01:04:29e territorio
01:04:29la sovranità
01:04:30oggi è sovranità
01:04:31non dal punto di vista
01:04:33politico
01:04:33per cui sono sovrano
01:04:34anzi
01:04:35tu sei
01:04:36come dire
01:04:37detentore
01:04:38della sovranità
01:04:40se ha la capacità
01:04:41di difenderla
01:04:42viceversa
01:04:43non detiene nulla
01:04:44grazie
01:04:45grazie
01:05:02grazie
01:05:03a tutti voi
01:05:03che siete rimasti
01:05:04fino alla fine
01:05:05a tutti i relatori
01:05:07dal primo
01:05:08all'ultimo panel
01:05:09io penso
01:05:10che siano stati
01:05:12riflessioni
01:05:13almeno per me
01:05:14molto utili
01:05:15anche
01:05:17sorprendenti
01:05:17non mi sarei
01:05:18aspettato
01:05:19di avere
01:05:19un panel finale
01:05:20in cui si parlava
01:05:21di valori
01:05:23di passione
01:05:24pensavo
01:05:24che si sarebbe
01:05:25parlare di cose
01:05:25un po' più tecniche
01:05:26ma forse
01:05:27questo ci dà
01:05:28un po'
01:05:28la cifra
01:05:29del dibattito
01:05:31io penso
01:05:32che quando si parla
01:05:33di questioni
01:05:34strategiche
01:05:35nazionali
01:05:37se qualche volta
01:05:38un po' sottovalutiamo
01:05:39è invece
01:05:40la passione
01:05:41che noi tutti mettiamo
01:05:42l'abbiamo visto
01:05:42sia nel settore pubblico
01:05:44che nel settore privato
01:05:45e penso che invece
01:05:46questa sia
01:05:46una risorsa importante
01:05:48che dobbiamo valorizzare
01:05:51non voglio
01:05:52tanto tempo
01:05:56faremo una sintesi
01:05:58diciamo
01:05:58dei lavori
01:05:59poi la renderemo
01:06:00disponibile a tutti
01:06:01insieme alle
01:06:03registrazioni
01:06:04che abbiamo fatto
01:06:10la RAI
01:06:11e a DN Cronos
01:06:12che ci hanno permesso
01:06:13di
01:06:14che fuori
01:06:16da queste stanze
01:06:17le riflessioni
01:06:18che abbiamo
01:06:22al quinto
01:06:25grazie a tutti
01:06:27grazie a tutti
01:06:35Grazie.
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