00:00Una telefonata che sembrava arrivare direttamente dalla questura, documenti falsi inviati sul cellulare e la paura di finire coinvolta in
00:06un'indagine giudiziaria.
00:07E' così che una donna di 66 anni, residente alla Camilluccia in zona Parioli, è stata vittima di una sofisticata
00:12truffa che ha fruttato ai malviventi un bottino stimato in circa 3 milioni e mezzo di euro tra gioielli, denaro
00:17e preziosi.
00:18Secondo la ricostruzione dei carabinieri, i truffatori si sarebbero presentati come appartenenti alle forze dell'ordine, sostenendo che l'auto
00:24del padre rifunto della donna fosse stata utilizzata per una rapina gioielleria.
00:28Per rendere credibile il racconto, avrebbero inviato alla vittima presunti atti giudiziari via WhatsApp, presumibilmente con l'ausilio dell'intelligenza
00:35artificiale, convincendola a collaborare e a non parlare con il marito.
00:39A quel punto è entrato in scena un sedicente perito incaricato di effettuare verifiche sui beni della donna.
00:43L'uomo si è fatto consegnare gioielli con tanti euro e valuta estera, oltre ad altri preziosi custoditi in una
00:48cassetta di sicurezza per poi allontanarsi con il bottino.
00:51Le indagini hanno però portato a una svolta decisiva. Gli specialisti del RIS di Roma hanno isolato l'impronta digitale
00:57lasciata sull'auto della vittima, elemento che ha consentito di identificare uno dei presunti responsabili, un 22enne.
01:03Il giovane è stato arrestato da carabinieri della stazione Salaria. Gli investigatori sono ora al lavoro per intracciare gli altri
01:08componenti della banda e ricostruire l'intera rete criminale dietro al raggiro.