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  • 37 minuti fa
Trascrizione
00:00Nel Lazio abbiamo un tasso di affollamento più alto di quello nazionale e sappiamo che
00:05quello nazionale è molto alto e molto grave. Abbiamo circa 62 mila detenuti per 46 mila
00:14posti detentivi regolamentari effettivamente disponibili, quindi abbiamo quasi 16 mila
00:20persone in più. In alcuni istituti ormai la situazione è diventata ingestibile, ci
00:25sono detenuti che vivono in stanze senza servizi igienici, per capirci. È una situazione
00:32su cui bisogna evidentemente intervenire urgentemente. Bisogna intervenire incentivando alternative
00:41alternative al carcere. Sappiamo che anche le alternative al carcere sono cresciute molto
00:46in questi anni, ma ci sono delle persone che non riescono a soffruirne perché non ne hanno
00:50i requisiti soggettivi e quindi servono investimenti sul territorio, sull'accoglienza, sulla prevenzione
01:00del suicidio sia l'amministrazione meditenziaria che i servizi sanitari stanno facendo molto
01:07da molto tempo. Il problema è che obiettivamente in queste condizioni è difficile riuscire a
01:12seguire le persone. Quando appunto un psicologo, un educatore, un poliziotto deve seguire alcune
01:20centinaia di persone, i casi più difficili, più delicati, quelli che non si mettono in vista,
01:27che non parlano, che non comunicano, sfuggono all'attenzione.
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