00:00Dopo 70 anni trova una vecchia lettera e scopre che il padre era stato un eroe nella lotta al nazifascismo
00:07durante la seconda guerra mondiale.
00:09La storia che emerge a ridosso della giornata della memoria arriva da Macerata ed ha per protagonista Mario Borroni, all
00:17'epoca un giovane carabiniere.
00:19A raccontarla è il figlio Renzo, colui che ha trovato la lettera in fondo a un cassetto, scritta da Lily
00:26Breitel, una donna ebrea di origine polacca,
00:30che era stata internata nei campi di concentramento di Lanciano in provincia di Chieti e poi di Pollenza e Sforzacosta
00:37in provincia di Macerata.
00:39È il 15 settembre 1944 quando Lily scrive a Mario per ringraziarlo di averle evitato a lei e ad altre
00:48persone di essere deportate in Germania.
00:51Gentilissimo signor Borroni, oggi che finalmente le valorose truppe alleate ci hanno portato questa libertà che noi da tanto tempo
01:00sospiravamo
01:02e ci hanno tolto dalle grinfie della tirannide nazifascista, noi tutte, ex internate politiche, sentiamo il bisogno di inviarle la
01:12presente attestazione,
01:14memori dell'opera di coloro che, nei più tristi giorni della nostra prigionia, volontariamente si offersero e si esposero ai
01:23pericoli per un aiuto continuo e disinteressato alla nostra posizione.
01:27Oggi noi possiamo dire con un senso di profonda gratitudine che lei, in quel periodo, sotto la divisa di Carabiniere,
01:36agì sempre con spirito di patriota e servì sempre la causa della liberazione,
01:41perché ad esempio lei, ricordiamo benissimo, aiutò molti inglesi prigionieri a fuggire dall'ospedale e intranciò sempre efficacemente le inchieste
01:53a riguardo che le autorità fasciste facevano.
01:56Eppure ricordiamo con riconoscenza tutte le informazioni che lei ci dette quando molte di noi, fuggite dal campo di concentramento,
02:05per non essere portati in Germania, ricorsero alla sua opera.
02:10Queste informazioni ci permisero di schivare le ricerche tedesche e oggi, in un certo senso, per suo merito, molti di
02:19noi possono godere del regime di libertà che da quasi tre mesi esiste in questa provincia.
02:26Voglio gradire i sensi della più cordiale gratitudine, insieme all'augurio che la sua opera possa essere giustamente valutata in
02:34un prossimo avvenire dai suoi superiori.
02:37La lettera fa riferimento in particolare al momento in cui suo padre, diciamo, prestava servizio all'ospedale di Macerata.
02:45Suo padre aiutò di fatto a fuggire ai prigionieri e degli internati.
02:52Sì, da quei pochi racconti che io a mia volta ricordo, sì, sicuramente li aiutò in questo senso, ma soprattutto
03:02lui evidenziava l'aspetto, diciamo, così umano dei rapporti che ci aveva con queste persone.
03:09Un anno prima, il 25 luglio 1943, il giorno dell'arresto di Benito Mussolini, Mario Borroni si rese protagonista anche
03:19di un altro gesto rimasto nella storia.
03:21Fu lui a staccare il telefono nella stanza della caserma Podgora di Roma, in cui era stato rinchiuso il duce,
03:29impedendogli così ogni contatto esterno.
03:32Se Mario Borroni fosse ancora in vita, secondo lei cosa direbbe di quello che sta accadendo oggi nel mondo, la
03:40guerra in Medio Oriente, la guerra in Ucraina?
03:42Ma guardi, mio padre era una persona normalissima, era una persona di grande buonsenso, una persona umile come tutte le
03:50persone, però umili, era di grande buonsenso.
03:54Era una persona che sicuramente rifugiva la guerra, ma la rifugiva perché l'aveva provata, l'aveva provata sulla sua
04:01pelle, quindi credo che sarebbe stato senz'altro, come dire, meravigliato ancora di questa assurdità , dell'assurdità delle guerre, questo
04:11sicuramente.
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