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  • 1 settimana fa

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Trascrizione
00:00Dopo quello che è successo a Parma, è cominciato il declino. Essere descritto come un delinquente
00:05ha creato diffidenza. Inizia così l'intervista apparsa oggi sulla Repubblica a Gian Pietro
00:10Manenti, uno dei personaggi più controversi degli ultimi tempi, che nel 2015 acquistò
00:15la società crociata poi fallita al prezzo simbolico di un euro e dopo alcune settimane
00:20fu arrestato nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Roma per il ciclaggio, assieme
00:23ad altre 21 persone. L'ex presidente del Parma, che scontò sei mesi domiciliari e 18 giorni
00:29in carcere a San Vittore, attualmente non ha un lavoro, allena le giovanili della Serenissima
00:33di Limbiate e continua a professare la sua innocenza a distanza di anni, respingendo la tesi dei
00:38PM, secondo cui si affidò a una banda di hacker che avrebbero promesso 4,5 milioni di euro
00:43nel tentativo di salvare il club costretto a ripartire dai dilettanti. Dell'inchiesta non
00:48ho più saputo nulla e nel 2016 la Corte federale della FIGIC mi ha assolto da tutte le accuse,
00:53ribadisce Manenti, che prosegue, aveva un piano per riqualificare lo stadio. Di me si è
00:57scritto di tutto, ma sono una persona a posto. Ora vorrebbe riprendere a lavorare in Bulgaria,
01:02nei settori di industria alimentare, chimica e gestione delle plastiche. E la MAPI? È
01:06andata in liquidazione nel gennaio del 2022, perché al capitale minimo mancava un euro.
01:11Sempre quell'euro che nei primi mesi del 2015 lo portò alla ribalta nazionale, dove
01:15vi rimase per poco tempo.
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