00:00A quattro anni è nata in Ucraina attraverso l'uso della gestazione per altri e negli ultimi
00:05giorni ha fatto condannare l'Italia dalla Corte Europea dei Diritti Umani. La Corte
00:10ha infatti asserito che lo Stato italiano ha violato il diritto della bimba al rispetto
00:14della vita privata, poiché le autorità non hanno riconosciuto attraverso un atto ufficiale
00:19il legame che ha con il padre biologico cittadino italiano. La piccola ha affermato l'organo
00:25giurisdizionale con sede a Strasburgo e è stata tenuta fin dalla nascita in uno stato
00:29di prolungata incertezza sulla sua identità personale. La CEDU, mantenendo l'anonimato
00:34della bimba e dei suoi genitori, ha anche stabilito che lo Stato dovrà versare 15.000 euro per
00:39danni morali e quasi 10.000 per le spese illegali. La bimba, ha tuttavia spiegato la Corte, vive
00:45nel nostro paese come apolide, mentre l'avvocato Giorgio Muccio, che ha presentato il suo caso
00:49a Strasburgo, ha aggiunto che non ha documenti di identità , né tessera sanitaria o accesso
00:54alla sanità e istruzione pubblica.
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