00:00Una serie di protocolli da rispettare a bordo delle navi per garantire un
00:04salvataggio per volta, sbarchi rapidi e diretta collocazione dei migranti
00:08attraverso la loro richiesta di asilo affinché sia il paese di bandiera della
00:13nave a farsi carico dell'accoglimento della domanda. Tutte regole
00:16comportamentali che se non rispettate porteranno una prima volta a multe, poi a
00:21fermi amministrativi e infine ad eventuali sequestri delle imbarcazioni
00:25da parte dei prefetti. Il decreto sul codice di condotta delle ONG
00:29prende forma ed è pronto ad essere presentato nelle prossime settimane, con
00:33il governo che punta all'obiettivo già dichiarato da tempo di evitare
00:37speculazioni nelle attività di soccorso sistematico da parte delle
00:40organizzazioni non governative, coniugando il rispetto delle convenzioni
00:44internazionali e la legge del mare. Un vero test, ancora prima del decreto,
00:49sembra essere partito con la concessione lampo dei porti di Gioia Tauro e
00:53Livorno alle navi Rise Above e Life Support, le quali hanno immediatamente
00:57chiesto un porto sicuro dopo i due differenti soccorsi. Due eventi che
01:01rappresentano proprio il modello di quanto prevederà il decreto, secondo cui, nel
01:05caso di un intervento in area SAR, i soccorritori dovranno chiedere
01:09immediatamente un porto di sbarco, verso il quale la nave sarà tenuta a
01:13dirigersi immediatamente dopo il salvataggio, senza restare giorni in mare,
01:18in attesa di altri possibili soccorsi. Dunque un salvataggio per volta,
01:21evitando anche trasbordi di migranti tra navi delle varie ONG.
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