00:00Chi doveva lanciare l'allarme sulle condizioni del viadotto Morandi, chi doveva sollecitare la somma urgenza per l'intervento di
00:06manutenzione,
00:07in poche parole chi ha sottovalutato le condizioni precarie del viadotto che hanno portato al crollo del 14 agosto e
00:13alla conseguente morte di 43 persone.
00:16Mentre la Procura di Genova lavora senza sosta per circoscrivere le responsabilità, esaminando le carte sequestrate ad Aspi, al Primo
00:22Tronco, alla Spe, al MIT, al Proveditorato Opere Pubbliche
00:26e a tutti quei soggetti che avevano voce in capitolo, gli investigatori incaricati vagliano tutti i particolari in loro possesso
00:32per cercare di capire chi avrebbe dovuto dare un'allarme tale da dare il via subito a un intervento di
00:38retrofitting.
00:39In questo mare magnum di carte spiccano cinque mail che il capo manutenzione di Aspi, Michele Donferri Mitelli,
00:45scrisse al Proveditorato e alla Divisione Vigilanza sulle concessioni autostradali al MIT per sollecitare il decreto ministeriale,
00:53necessario per far partire i lavori e inserire l'opera nel piano finanziario.
00:57Un decreto arrivato l'11 giugno, un ritardo cruciale visto che quel viadotto, secondo la Commissione Tecnica del Proveditorato,
01:04soffriva di lesioni più o meno estese, infiltrazioni di umidità, di stacchi, fenomeni di ossidazione e ammaloramenti in genere,
01:11emersi da controlli sulle pile 9 e 10 e sull'impalcato.
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