00:04Recenti iniziative simili non se ne ricordano, non negli Stati Uniti, culla della libertà di
00:09espressione sancita dal primo emendamento. È stata una mobilitazione massiccia e un'adesione
00:15record, quella suscitata da un'iniziativa lanciata dal Boston Globe e abbracciata ad
00:20oggi da oltre 350 attestate giornalistiche negli Stati Uniti, insieme per fare scudo
00:25contro gli attacchi del presidente Trump, ricordando con fermezza che i giornalisti non
00:30sono nemici di nessuno. La denuncia riecheggia in tutto il paese e fa rumore a suon di editoriali
00:36che denunciano quella che definiscono la guerra sporca di Trump contro i media che il Taekun
00:40ha spesso additato come nemici del popolo e la risposta è sintetizzata nell'hashtag
00:45Enemy of None, ovvero i giornalisti non sono nemici di nessuno, cui il presidente non tarda
00:50a rispondere in un tweet che è difesa e contrattacco allo stesso tempo, afferma di non volere
00:55altro che la vera libertà di stampa, ma che molto di quanto i media riferiscono sono
01:00fake news, che spingono un'agenda politica o semplicemente tentano di danneggiare le
01:05persone. L'onestà vince.
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