00:00Siamo al santuario di Ercole Vincitore a Tivoli, uno dei siti dell'Istituto Autonomo Ville Adriano e Ville d'Este,
00:08un luogo incredibile perché assomma la doppia valenza di archeologia classica e archeologia industriale.
00:18E dimmi che non vuoi morire, il mito di Niobe è una sorta di viaggio nel tempo
00:24e Niobe sfida la Dea Latona sul fatto che la Dea Latona aveva soltanto due figli, due dei,
00:32mentre lei aveva 14, aveva una famiglia numerosa, 7 figli e 7 figlie.
00:39Sfidando il Dio ovviamente i figli di Latona si vendicano per la madre e uccidono ad uno ad uno tutta
00:50la prole.
00:50Alla fine, impietrita dal dolore, diventa essa stessa montagna e le lacrime acqua e quindi fonte di sorgente.
00:59Si passa dal gruppo scultorio che è stato rinvenuto nel 2012 e che qui viene per la prima volta esposto
01:07al pubblico
01:08ad fotografie, video, rappresentazioni teatrali, libretti, volumi,
01:18uno storytelling, una sorta di storytelling che va dal IV secolo a.C. fino ad un'opera che è stata
01:26realizzata lo scorso anno.
01:27Mi sembrava una cosa importante associare un mito, una tragedia ad una canzone di Patti Bravo scritta da Vasco Rossi.
01:40Era un modo per riaggiornare qualcosa che fa parte dell'essere umano e quindi la sofferenza dovuta alla perdita
01:51dei propri figli, una sofferenza, una perdita dovuta alla propria arroganza.
01:58Una perdita che poi porta però alla fine a una sorta di rinascita.
02:04È una mostra che quindi è molto ambiziosa, è la prima volta che viene rappresentato con così tante opere
02:11un mito per lo più misconosciuto e che io ritengo però estremamente vicino proprio alla nostra contemporaneità.
02:21In fondo le tragedie, le stragi purtroppo fanno parte ancora oggi del nostro mondo.
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