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  • 8 ore fa
Ultimo sopravvissuto: 'mafia prima nelle campagne,ora in palazzi'
Trascrizione
00:00Negli ultimi dell'Ottocento Nicola Barbato, che era un medico e che ha organizzato i facili dei
00:05lavoratori, poi scelse questo posto per venire a festeggiare il primo maggio. Dieci giorni prima
00:11del 47, sotto alle elezioni regionali, abbiamo avuto la maggioranza relativa qui a Sicilia,
00:19alle Sanisi, e quindi questi stanno cominciando a orsi alla testa, dobbiamo cercare di bloccarli,
00:25perché quando ero più deboli, più poveri, cercavamo un diritto che ci appartenesse. Non era possibile che qui
00:35quattro o cinque persone che avevano mille etri, che duemila, che di più, e facevano pascolare le
00:42pecore e la gente che moriva di fame, quindi cercavamo qualche cosa per sopravvivere. Il primo maggio
00:50siamo saliti qua, ma tutti ci hanno messo la mano per questa strage. La mafia, i politici, i grandi
00:57feudatari, hanno armato la mano di Giuliano, Giuliano era un bandito che era dato alla macchia,
01:05hanno cercato di coinvolgerlo qui per venire a fare questa strage. E quella mattina siamo saliti qua,
01:11del 1947, nessuno poteva immaginare, si parlava da quel sasso. Siamo arrivati e l'oratore non arrivava.
01:22Nello stesso tempo il segretario della Camera di lavoro di San Giuseppe diceva,
01:27dico qualche cosa io, e incominciò a parlare il segretario della Camera di lavoro da quel sasso.
01:34Ma ha detto poche parole, incominciano i primi spari, i primi spari ne sono un po' lunghi.
01:38Noi pensavamo dei petardi, pensavamo l'inaugurazione della festa, ma poi comincia la seconda rafica
01:45e si continuò sempre di continuo. E si sparava da questa parte qua. Sono arrivato nel sasso di Barbato,
01:53non ho visto mio padre, li sono girando, non ho dovuto saltare di tanta gente. E le prime che ho
01:59saltato,
01:59ho saltato due donne che erano madre e figlia. La figlia era incinta, ferita, e la mamma era morta.
02:07E là dove eramo noi c'era un cavallo che era di questa famiglia. E questo cavallo era ferito,
02:14ci usciva sangue dalla bocca, si alzava, e lo teneva il figlio di questa famiglia, della rete.
02:21e il padre aveva visto la moglie morta e corre per il figlio perché voleva aiuto del figlio.
02:28Il figlio quando ha visto il padre dice, papà, il cavallo, allora ci aveva visto la moglie morta,
02:36dice, lascia stare il cavallo. Così ho saputo che quella donna era morta. Ma queste cose sono rimaste
02:43quelle che non posso dimenticare. Ma la cosa importante è stata che dopo un mese siamo venuti qua a commemorare
02:53i morti.
02:55Nessuno ha avuto paura, il consenso popolare si è raddoppiato, questo è stato lo caso forte.
03:02Il consenso popolare si è raddoppiato e gridavano tutti, non ci fermeranno, non ci hanno fermato,
03:08perché nel 48 abbiamo cominciato la lotta per la riforma agraria. E nel 52 abbiamo ottenuto 150 segnatari,
03:15che cinque, che sei etri, che quattro, il secondo e l'otto che avevano.
03:21Ma loro non si sono fermati neanche perché nel mese di giugno hanno fatto delle stragi e non.
03:27Fra tutti questi paesi hanno bruciato le sedi del Partito Comunista, della GGL,
03:31poi era incominciato il segretario della Camera di lavoro di Colleone, Alia, Asciara...
03:39Sono stati 36 sindacalisti, ma non è stato uno che si muoveva ai tempi era...
03:46Ma purtroppo siamo qui. Il settantesimo anniversario e ancora non sappiamo i mandanti.
03:53Questo è una cosa bella. Si devono ricordare sempre.
03:59Anche che sono morti, però i morti non possono essere mai dimenticati.
04:03La mafia è sempre forte. La mafia è sempre forte.
04:08La mafia è scesa prima nelle campagne, ora è scesa nei palazzi, è entrata ovunque.
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