00:01La memoria di Auschwitz e tutto quello che Auschwitz rappresenta e contiene, ci pone
00:06ogni volta di fronte al lato più oscuro dell'uomo, all'abisso del male, all'offuscamento delle
00:13coscienze e alla totale perdita del sentimento più elementare, di umanità e di pietà. Nel
00:21buio più fitto risaltano ancora di più le azioni luminose di coloro che, rischiando
00:26la vita, hanno contribuito a salvare ebrei e perseguitati. Rammentare e onorare, come
00:34è bene fare, i tanti giusti, le tante azioni eroiche, come ci ha appena ricordato il professor
00:39Riccardi, non cancella tuttavia le colpe di chi, anche in Italia, si fece complice dei carnefici,
00:47per paura, per fanatismo, per interesse. Pensare oggi, io non c'ero, non ero ancora
00:57nato, non può rendere straneo al dovere di rispondere alla domanda posta da un fardello
01:03così opprimente. Non libera la storia presente da una domanda così stringente e carica di
01:10angoscia. Come fu possibile che nel cuore dell'Europa cristiana, l'Europa culla di civiltà,
01:18nella quale erano nati i diritti della persona, i principi di libertà, eguaglianza, fraternità,
01:25si infiltrasse un cancro così micidiale e distruttivo? Perché alcuni popoli, che evano da poco e con grande
01:35sacrificio, conquistato l'indipendenza, la libertà, la democrazia, si consegnarono a forze
01:41tenebrose, tiranniche e assassine? Cosa poteva oscurare le menti, serrare i cuori, cancellare,
01:51tracciandovi sopra una sdastica, progressi, conquiste e valori secolari? Le risposte sono,
01:58e sono state tante, aiutano la nostra comprensione del fenomeno, ma nessuna, credo, possa riuscire a
02:08sciogliere pienamente interrogativi così inquietanti. La realtà dei campi di sterminio va oltre l'umana
02:16comprensione e oltre i limiti delle possibilità di espressione. Intellettuali, filosofi, storici,
02:25artisti, han dibattuto a lungo sulla reale impossibilità di descrivere pienamente il
02:31sistema Auschwitz. Il silenzio di Dio, evocato da Wiesel, l'esilio della parola di cui parla
02:38André Nair, non possono costituire però un ostacolo al nostro diritto e al nostro dovere di
02:45conoscere, indagare, studiare, riflettere e prevenire. Nulla deve fermare la nostra volontà
02:55di ricordare, anche se tuttora provoca orrore e dolore. E ancora oggi dobbiamo chiederci com'è
03:04possibile che sotto forme diverse, che vanno dal negazionismo alla xenofobia, all'antisionismo,
03:12a razzismi vecchi e nuovi, al suprematismo, al nazionalismo esasperato, al fanatismo religioso,
03:18com'è possibile, ripeto, che ancora oggi si sparga e si propaghi il germe dell'intolleranza,
03:25della discriminazione, della violenza.
03:30La giornata della memoria, allora, questa giornata, non ci impone soltanto di ricordare
03:37doverosamente le tante vittime innocenti di una stagione lugubre e nefasta, ma impegna a
03:46contrastare oggi ogni seme e ogni accenno di derive che ne provochino l'oblio, o addirittura
03:54ne facciano temere la ripetizione. Auschwitz oggi è divenuto un monumento contro l'orrore
04:02nazista, ma è e deve essere anche la testimonianza presente e consapevole di quale sciagure sia
04:12capace di compiere l'uomo quando abbandona la strada della convivenza e della solidarietà
04:18è in bocca quella dell'odio.
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