00:00C'era una volta Hollywood, ma quella degli anni 50, quella dei film acquatici con Esther Williams,
00:08dei musical scatenati alla Vincent Minelli e alla Gene Kelly, beh insomma la Hollywood,
00:15non che rimpiangono ma che vogliono rievocare con la loro ironia surreale, con il loro modo unico
00:22di raccontare le cose ai fratelloni Coen.
00:24Gio e Ethan tornano con questo film che aveva aperto, il Festival di Berlino tra gli applausi,
00:30che si chiama Ave Cesare. Ave Cesare perché racconta in realtà di una giornata, di un produttore,
00:38di un uomo che risolve i problemi, di una grande casa di produzione ispirato al vicepresidente
00:45della Metro Golden Mayer, ecco quest'uomo 24 ore o poco più di quest'uomo che deve veramente risolvere
00:51tanti problemi, tra cui quello di un colossal biblico, appunto per questo Ave Cesare, dove
00:57l'attore principale è sparito, in realtà è stato rapito da un gruppo di sceneggiatori
01:02comunisti, insomma avete già capito che siamo assolutamente in zona Coen, la loro ironia,
01:10la loro commedia affettuosa rispetto al cinema, anche molto stridente in un certo senso.
01:21c'è l'ironia ma c'è anche la satira, c'è la commedia pura, c'è il divertimento ma
01:26c'è
01:27anche la riflessione. È un film pieno di star Ave Cesare, ognuno con la sua parte, c'è
01:33George Clooney, c'è Scarlett Johansson, anche se il protagonista è Josh Brolin, bravissimo,
01:38già visto in altri film dei Coen, che fa appunto questo Eddie Mannix, questo produttore che va
01:44a confessarsi almeno due volte al giorno perché vuole pentirsi, perché non riesce a smettere
01:49di fumare. Insomma, ci sono molte annotazioni divertenti. La bellezza del film sarà soprattutto
01:56nella lettura dei cinefili, perché i cinefili riconosceranno molti personaggi del cinema classico
02:04che se non sono quelli sembrano quelli appunto e vedranno la bravura straordinaria dei Coen
02:11nel rievocare le scene del cinema classico, come in sei minuti straordinaria una scena,
02:17una sequenza in una taverna dove dei marinai ballano il tip-tap che ricorda veramente quelle
02:25del grande musical, della grande Hollywood classica. C'è nostalgia, come abbiamo detto,
02:30in un certo senso c'è tanta voglia di quel cinema, ma ci sono anche i limiti di quel cinema,
02:37quando gli studios imperavano, quando la libertà espressiva, insomma era una cosa vera
02:43fino a un certo punto, forse assolutamente non vera perché un attore che magari non sapeva
02:49recitare e faceva solo il cowboy si ritrovava spedito a provare a dire due battute molto male
02:56in un film drammatico dove il regista d'autore molto pensoso inquadrava solo i piedi perché
03:04faceva appunto un po' più film di classe. Insomma, sono molte annotazioni che faranno
03:09la gioia del cinefilo e di quello che mangia colazione pane cinema. Non dico che gli altri
03:16si annoiaranno, ma magari lo apprezzeranno meno, però il film è per tutti divertente,
03:22ha una sua grande, una sua grande verve, è frezzante soprattutto, dimostra la capacitÃ
03:29di Cohen di capire il cinema fino in fondo, non solo di ricrearlo, ma anche questo loro
03:38grandissimo amore, proprio una dichiarazione, questo film è una dichiarazione d'amore
03:43non tanto alla magia del cinema, non tanto al mito del cinema, quanto alla follia pazzesca,
03:50la follia assurda e incredibile della settima arte, quella che loro amano più di ogni altra cosa.
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