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36:39Grazie a tutti.
37:11Queste due parti, i due angoli erano già previsti di farli meccanicamente, adesso stiamo valutando questa parte qua se intervenire
37:18con una microesplosione o se completarlo tutto meccanicamente.
37:23Io penso che brigando poco col meccanico si risolve abbastanza velocemente, forse più velocemente che non a rimettere in piedi
37:33tutto il cordone di sicurezza.
37:35È evidente che data la vicinanza delle case non potevamo fare delle bombe atomiche per tirarlo giù tutto, abbiamo dovuto
37:42agire il più chirurgicamente possibile.
37:46La parte centrale che era invece strutturalmente molto chiara si è comportata come doveva.
37:52In queste parti avevano questi due o tre pilastri nascosti che sono messi proprio uno qua, uno qua, uno là
37:59e hanno fatto un po' da sostegno.
38:02Addio quindi al Vittorio Emanuele, il volto del quartiere Montanara cambia al posto dell'edificio, ora uno scenario di guerra
38:07che qualcuno ha già pensato di utilizzare per girare un cortometraggio, il primo ciak, subito dopo il crollo.
38:13Addio Vittorio Emanuele
38:25Vabbè insomma tu non sei uno del Montanara, però queste immagini, questa esplosione da più riprese, spettacolare, come sempre il
38:32lavoro di Danilo Coppe, va detto sì.
38:34Esatto, hanno causato un po' la faccia del quartiere anche qui.
38:38Ah sì, assolutamente, assolutamente.
38:40Adesso una cosa anche un po' intima, intima ma pubblica, parliamo di tuo padre Baldassare Molossi, pubblica perché è stato
38:46insomma un grande direttore della Gazzetta di Parma, un grande giornalista,
38:49è venuto fuori veramente da una scuola che è stata prolifica, il primo termine che mi viene in mente, ma
38:55che ha dato tanto al giornalismo italiano, non solo parmigiano.
38:58Lopardo è Baldassare Molossi, per tantissimi anni direttore della Gazzetta di Parma, ma veramente 35 anni, è veramente un personaggio
39:05che ha inciso tanto sulla cultura di Parma e non solo.
39:09Scomparso più di vent'anni fa ormai, noi abbiamo il servizio di Gabriele Balestrazzi, che oltre a essere stato direttore
39:17di Tv Parma, è stato poi giornalista della Gazzetta di Parma, il servizio appunto in ricordo in occasione della sua
39:23morte, ce lo guardiamo insieme.
39:26Dalle 10.000 copie del 1957 alle 50.000 con cui lasciò la Gazzetta, 36 anni dopo.
39:33Già in queste cifre c'è il miracolo giornalistico che porta la firma di Baldassare Molossi, direttore in provincia ma
39:39stimato, imitato e invidiato dai colleghi di tutta Italia per quella marcia trionfale che non ha avuto uguali in nessun
39:46'altra città.
39:46Un successo costruito sul senso della cronaca e su un giornale votato alla parmigianità, aiutato in questo dal fedelissimo braccio
39:54destro Aldo Curti,
39:56cui Molossi affiancava la sua cultura raffinata e il suo bodognano senso del gusto.
40:00E la sintesi era una Gazzetta che raccontava contemporaneamente la città popolare e quella figlia del Correggio.
40:07Una Parma, che nel 1989 fra l'altro lo ringraziò con il premio Sant'Ilario, in cui si doveva accontentare,
40:13per usare una sua frase celebre,
40:15l'ortolana della ghiaia senza fare arrossire il professore universitario.
40:19Baldassare era nato da Gondrano Molossi, direttore ai proprietari della Gazzetta per mezzo secolo.
40:24Prima della Gazzetta aveva diretto Pagine Libere e poi il settimanale L'Uomo Libero.
40:29E anche i suoi libri sono stati sempre dei successi, dal dizionario dei parmigiani grandi e piccini,
40:34alla cucina parmigiana, altra sua grande passione, a Parma Caput e Parma anno zero.
40:40In un paio d'occasioni si vide anche offrire le direzioni di quotidiani nazionali prestigiosi,
40:45ma preferì rifiutare e proseguire il suo capolavoro giornalistico alla guida della Gazzetta.
40:5142 anni di giornalismo e appunto 36 di direzione, un record che lui definiva un ergastolo.
40:57Un giornale liberale alla conquista di una città rossa, con le inevitabili polemiche
41:01magari legate alle punzecchiature delle sue quotidiane code del diavolo.
41:06E poi, ma questa volta senza più sorrisi, le minacce negli anni del terrorismo,
41:10i vetri rotti in ufficio, la necessità di viaggiare con la scorta.
41:14Lasciata la Gazzetta, c'è stata anche una breve parentesi politica,
41:17con la candidatura nel 94 nelle liste del patto per l'Italia.
41:21Ma su tutto restava sempre la passione del giornalismo,
41:24magari con un occhio alla Gazzetta, nel frattempo di nuovo firmata Molossi con il figlio Giuliano,
41:30e soprattutto però con il gusto dei suoi pezzi,
41:32fino all'ultima coda di Baldassarre sulle pagine del settimanale Parma sì,
41:37la coda di una storia di giornalismo di prima classe.
41:41Va beh, insomma, servirebbe uno speciale, più di uno speciale,
41:44l'abbiamo anche fatto per tuo padre.
41:46Ti chiedo però, insomma, la cosa bella è che ha lasciato veramente qualcosa nei parmigiani.
41:51Ma credo di sì, e poi ha insegnato a tutti tanto,
41:55credo almeno a tutti chi fa questo mestiere.
41:57Noi usiamo ancora le sue frasi, le frasi che usava io e lui,
42:00questa dell'ortolana della ghiaia che lui aveva trasposto dal lattaglio dell'Oaio.
42:05Un manifesto questo.
42:07Io lo uso ancora con i collaboratori, con i miei studenti all'università,
42:12perché, insomma, è una cosa che va saputa,
42:17cioè il giornale deve essere aperto a tutti,
42:20il giornale è di tutti, deve parlare a tutti,
42:23però non deve essere banale, deve essere chiaro,
42:27ma non banale, cioè, e quindi deve essere capito da chi ha,
42:32a chi non ha mai neanche studiato,
42:34e da chi è invece un ricercatore universitario, un professore universitario.
42:38Questa è una delle sue, diciamo, tante lezioni.
42:42Faceva un giornale molto vicino alla città,
42:44faceva un giornale che la città sentiva suo,
42:47anche quando, pur facendo, pur essendo lui un liberale,
42:52la città era molto rossa, era molto...
42:55o il PC era il primo partito, i sindaci erano comunisti,
43:00e a volte non andavano d'accordo tra i loro,
43:02anche se c'era una grandissima cavalleria,
43:04una cavalleria tra gentiluomini, tra galantuomini anche.
43:08E, insomma, è una Parma che un po' credo che ci manca.
43:12Sì, assolutamente, anche per chi l'ha vissuta solo per poco,
43:15di striscio, diciamo così.
43:17Eh, ma personalmente manca molto, ma credo non solo a me.
43:20Eh, beh, chiaramente.
43:22E, Filiberto, allora, in conclusione,
43:25dedichiamo uno spazio ai 50 anni di Radio Parma,
43:28nata nel 75.
43:29Leggendario.
43:30Non so che rapporto hai tu con la radio.
43:32Beh, con la radio ho sempre un buon rapporto.
43:34Ce l'ha forse più mio fratello Giuliano,
43:36perché mi ricordo che raccontava sempre,
43:39io, l'ha detto anche un giorno in un'aula magna all'università,
43:44ai ragazzi che studiavano giurisprudenza,
43:46gli ha detto, guardate ragazzi, fa giurisprudenza,
43:48io ve la consiglio, io ad esempio ho trovato
43:50lavoro subito, come DJ, dopo essermi laureato
43:53sono andato a lavorare a Radio Parma.
43:56E, insomma, fu uno, anche lui, dei pionieri
43:58di questa avventura, e no, la radio,
44:02poi, appunto, insomma, sono spesso ospite
44:05di Radio Parma, quindi è l'ascolto,
44:09un bellissimo, un bellissimo ricordo.
44:12E allora, noi oggi ricordiamo,
44:15celebriamo i 50 anni di Radio Parma
44:16con un servizio del 2005,
44:19erano i 30 anni,
44:20a Palazzo del Governatore,
44:22da cui si dominava proprio Piazza Garibaldi,
44:25anche un valore simbolico,
44:26con l'intervista al primo editore di allora,
44:28Virginio Menozzi,
44:29poi c'era tutta la squadra di Radio Parma,
44:32c'era Mauro Corruzzi, insomma,
44:34popolarissimo,
44:34che salutiamo,
44:36che è iniziato da Radio Parma,
44:38e è rimasto sempre legatissimo,
44:40lo è tutt'ora,
44:41poi Felice da Parma,
44:42e lì di Azzilioli,
44:44che è facendo il programma del mattino
44:46su Radio Parma.
44:47Allora ci vediamo questo servizio.
44:54Si pensava che i tempi fossero maturi
44:58per esprimere maggiormente
45:00in libertà le proprie idee,
45:03insomma,
45:05era la voglia di comunicare,
45:09soprattutto,
45:10non tanto di rompere,
45:12quanto di comunicare,
45:14era un'idea che era stata poi
45:19misurata insieme a delle persone
45:23che avevano una certa attinenza
45:29con il campo e il settore dell'informazione,
45:33e quindi è stata affinata linea
45:35fino a quando poi è sfocata
45:37il primo gennaio del 75
45:40con la nascita ufficiale di Radio Parma.
45:44E con lei c'era Carlo Draftkind?
45:46Mai sufficientemente compiato
45:50e mai sufficientemente ricordato.
45:54È stato veramente un pilastro,
45:56una pietra miliare
45:58nella nascita
46:00e nello sviluppo poi successivo
46:02di Radio Parma.
46:04Guarda, la più grossa scuola
46:06che uno possa,
46:07poi tu lo sai,
46:08perché come me l'hai fatta,
46:10che possa sperimentare,
46:12che ti insegna
46:12il senso del dovere,
46:15il senso degli orari,
46:16il senso dell'appartenenza
46:17a un gruppo,
46:18che cosa significa
46:20imparare un mestiere,
46:21perché non avevamo
46:22nessuno che ce lo insegnasse,
46:23se non la nostra voglia,
46:24il nostro presunto talento,
46:27e quindi la voglia
46:28di farlo venire fuori,
46:29soltanto questo.
46:30Per me è stata
46:31e continua ad essere
46:32anche una sicurezza
46:33di natura affettiva.
46:35Detesto quelli che hanno fatto
46:36un passo nella vita
46:38e poi in qualche modo
46:40rimuovono,
46:41fanno sparire il passato.
46:43Non vivo di nostalgia,
46:44grazie a Dio,
46:44non ho nessuna intenzione,
46:45ma mi piace molto frequentare,
46:48senza star lì
46:49a fare troppa dietrologia,
46:50quindi per me è ancora
46:52un appuntamento,
46:53io vado,
46:53poi tu lo sai,
46:54ci vediamo,
46:55è una maniera
46:56anche per non perdere
46:58se stessi
46:58dentro al mare del nulla,
47:00insomma.
47:01Finalmente siamo tornati a casa,
47:03perché eravamo due spersi,
47:04io e la Lidia,
47:05e invece siamo tornati
47:06alla casa madre,
47:08cioè a Radio Parma,
47:09la vostra radio,
47:11ricordi io.
47:12Ecco, Lidia,
47:13il rapporto con gli ascoltatori
47:14della radio,
47:15che continua da così tanti anni,
47:17e il rapporto con la città,
47:19qual è il segreto?
47:20che avete usato
47:21in tutti questi anni
47:22per stare così vicino
47:24ai parmigiani.
47:25Ti dirò, Simonetta,
47:27proprio con la semplicità,
47:29e poi oggi
47:30ho capito
47:31quanto mi volessero bene,
47:34mi sento
47:34in quella radio
47:35che dopo 28 anni
47:37posso dire
47:38buon compleanno
47:40Radio Parma.
47:47E con questa siamo arrivati
47:48alla fine della nostra
47:49della prima puntata
47:50di Sembraieri,
47:51insomma un viaggio
47:52che abbiamo fatto
47:53accompagnati
47:54da Filiberto Molossi,
47:55che io ringrazio.
47:56Io vi ringrazio molto,
47:58vedendo questa immagine
47:59ti dico solo questo,
48:00che mi è venuto in mente,
48:02Radio Parma,
48:03prima Radio Libra Italiana,
48:04Gazzetta di Parma,
48:06giornale quotidiano
48:07più antico d'Italia,
48:08insomma questa città
48:09forse qualcosa
48:10l'abbiamo fatto.
48:12Assolutamente,
48:12assolutamente,
48:13e lo raccontiamo
48:14anche attraverso
48:15questo nostro programma.
48:16Grazie allora
48:16per essere stati con noi,
48:18appuntamento
48:18alla prossima puntata.
48:21Ciao bedo el a invested emergente noádgarl
48:22... Do you remember?
48:25Non ci si trovi
48:26No No No Mitte Grazie
48:26a
48:26No
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