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Trascrizione
00:00La donna aveva ricevuto una notifica dall'on banking del suo intermediario in cui le veniva
00:05richiesto di compilare un modulo per confermare la propria identità e il saldo della carta
00:11prepagata. A quel punto l'aveva chiamata un sedicente operatore dell'istituto, informandola
00:17che erano stati effettuati alcuni pagamenti anomali e che era opportuno bloccare la carta.
00:23Seguendo le istruzioni dell'operatore, la cliente è riuscita attraverso la app a fermare
00:29i movimenti. Ciò che non si aspettava è che la persona che l'aveva contattata era in realtà un
00:35truffatore, l'aveva indotta ad autorizzare due pagamenti di ricarica verso carte prepagate di
00:41sconosciuti per un totale di 2.400 euro. L'istituto di credito ha risposto al reclamo inviato dalla
00:48donna, sostenendo che era lei ad avere agito con imprudenza. La parmigiara non si è data per vinta
00:55e con l'aiuto di conf consumatori si è rivolta all'arbitro bancario finanziario. Il collegio ha
01:01riconosciuto la responsabilità dell'istituto di credito per non avere tutelato la propria cliente
01:07a cui ora spetta un rimborso completo. La banca infatti non è riuscita a provare che le operazioni
01:14fossero state effettuate con l'obbligatoria autorizzazione forte a due fattori, conosciuti
01:20questi ultimi soltanto dall'utente.
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