00:00Noi non possiamo continuare a fare zona gialla, zona arancione e zona rossa.
00:05Dobbiamo avere delle certezze, noi non abbiamo certezze.
00:09Il nostro lavoro è basato su delle certezze, non possiamo fare due giorni giallo, tre giorni arancione, poi rosso.
00:15Non è questo il modo di poter portare avanti un'azienda, forse non se ne rendono conto e continuano a
00:21fare le orecchie da mercante.
00:25Da quant'anni sei chiuso?
00:26Io sono chiuso da dicembre, non ho più riaperto.
00:30Perché comunque a tenere aperto si perde.
00:32Assolutamente sì, qui manca un indotto fortissimo che è il turismo, qui in centro storico, il teatro è chiuso, quindi
00:38non abbiamo assolutamente possibilità di stare aperti.
00:45Perché siamo qui oggi?
00:46Siamo qui perché questa apertura finta di due giorni è veramente impossibile da sostenere.
00:53Noi possiamo aprire e fare la spesa per due giorni, poi richiudere, poi riapriamo.
01:00Non c'è una linea, noi così siamo finiti, siamo morti.
01:04In che modo hai pensato di sentire, diciamo così?
01:08Ma stando chiuso, stando chiuso e non riaprire.
01:13Non riaprire, per noi è una rimissione in questo momento riaprire, totale.
01:17Poi specialmente qui in centro storico non abbiamo proprio un modo di poter lavorare.
01:22Tu avresti appeso anche un cartello, giusto?
01:24Sì.
01:24Questo cartello che cosa dice?
01:27Dice che è un caos, 7-8, poi si richiude, non ci sono aiuti.
01:31Aspettavamo gli aiuti di Natale e non sono arrivati.
01:34Aspettavamo delle linee guida per noi e non c'è niente.
01:38C'è soltanto queste chiusure e aperture alternate, che per noi sono impossibili da gestire.
01:43Che cosa chiedete?
01:45Chiediamo intanto di rivedere i piani emergenziali di questa situazione.
01:52Non possiamo continuare a vivere in questa maniera.
01:55Le bollette continuano ad arrivare, le tasse vengono spostate,
01:58ma è un debito che stiamo accumulando.
02:01Ogni giorno noi accumuliamo debiti, in continuo.
02:04Chiuderai la sarà cinesca?
02:05Assolutamente sì.
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