- 5 anni fa
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NovitàTrascrizione
00:22passo dopo passo il nostro viaggio prosegue torniamo sulla montagna reggiana oggi saliamo
00:29sul ventasso
01:02dove ci porti oggi oggi siamo nel medio alto appennino reggiano in zona monte ventasso lago
01:11del ventasso o lago calamone faremo un giro ad anello intorno a questo spettacolare bel vedere
01:19su tutta la catena dell'appennino tosco emiliano andremo anche a visitare purtroppo un luogo
01:26tristemente noto dove è avvenuta diciamo questa tragedia della caduta dell'elicottero charlie
01:33alfa visiteremo un vecchio romitaggio femminile oggi oratorio di santa maria maddalena e saliremo per
01:42un tratto di sentiero leggermente più impegnativo degli altri proprio alla croce del ventasso che è
01:48stata installata dai pellegrini locali nel 1901
02:01il tragitto che porta a ventasso laghi nostro punto di partenza richiede un'ora e un quarto
02:07circa via ramiseto che si arrivi da reggio o parma siamo nel parco nazionale dell'appennino tosco
02:13emiliano con noi cammineranno anche gianluca giovanardi presidente della sezione cai di parma
02:18e marco boselli coordinatore della centrale operativa 118 parma ovest a 30 anni dalla tragedia ci aiuterà a ricordare il
02:26sacrificio dei colleghi di charlie alfa
02:38i primi passi ci servono però a chiarire come e quando indossare la mascherina sui sentieri
02:44gianluca io sono più di due metri anzi forse qualcosina in più davvero come ci si comporta con le mascherine
02:51che indicazioni arrivano al cai per i sentieri
02:54allora l'indicazione è ovviamente questa averla sempre a disposizione tenerla in tasca magari anche in un sacchetto per tenerla
03:03pulita
03:04usarla sempre indossarla sempre coprendo anche il naso nei momenti di sosta quindi anche prima della partenza quando si prepara
03:14lo zaino ci si mette gli scarponi
03:16perché lì la vicinanza ovviamente spesso viene viene utilizzata molto durante il cammino due metri di almeno due metri di
03:26distanza se si va a piedi
03:27e almeno cinque metri di distanza se si fanno dei giri mountain bike tenuto ovviamente conto della velocità e anche
03:35del fatto che con la spostamento d'aria
03:37più probabile della diffusione del virus ovviamente si riutilizza la mascherina quando si arriva in cima che di solito ci
03:46si mette insieme per qualche fotografia e per consumare anche qualche pasto e anche durante tutti i momenti di sosta
03:54durante l'escursione
03:55insomma se stiamo a distanza mentre camminiamo possiamo toglierci
03:59anzi è opportuno toglierla per favorire la respirazione
04:03e anche se stiamo a distanza
04:33prima tappa
04:35e siamo finalmente e finalmente dieci minuti a piedi dalla macchina arrivati al lago calamone e mi piace ricordare che
04:45questo termine calamone è un termine relativamente moderno e della fine del diciannovesimo secolo
04:52quindi verso la fine del milleotto è uscito sulla cartografia questo termine questo lago calamone pare che sia stato utilizzato
05:04perché c'è una pianta lacustre che il nome di origine dicono greco bizantina è calamone calamone una pianta calamone
05:14quindi lago calamone ma fino a quei tempi era il lago del ventasso
05:18tant'è vero che quando naturalista lazaro spallanzani è venuto a vedere e a misurare la profondità del lago ancora
05:27lo chiamava siamo a fine settecento settecento
05:31lo chiamava ancora lago del ventasso e misurò una profondità di circa tredici metri
05:59a presto
06:00a presto
06:08La salita parte dalle sponde del lago, le indicazioni sono quelle per il bivacco Santa Maria Maddalena, Sentirò 663.
06:15Attraversiamo una faggetta giunti in prossimità di una sassaia, i cartelli ci indicano la deviazione per la lapide che ricorda
06:21l'incidente del 18 agosto 1990.
06:31L'elicottero in servizio alla centrale operativa del Maggiore di Parma si era alzato in volo attorno alle 8.25
06:37diretto a Sologno di Villa Minozzo dove un cacciatore era rimasto ferito da un colpo di fucile.
06:43Ritrovandosi immersa in una fitta nebbia, l'eliambulanza è precipitata contro il Ventasso.
06:48Persero la vita il pilota Claudio Marchini, l'anestesista Anna Maria Giorgio, gli infermieri Corrado Dondi e Angelo Maffei.
07:01I massi sono scivolosi, il fondo irregolare serve massima attenzione, notiamo che anche altri escursionisti però sono passati a rendere
07:09omaggio.
07:17Non è dimenticato soprattutto nel nostro lavoro, nelle persone che hanno conosciuto e ricordato questo momento, questa tragedia che è
07:25triste,
07:26che ancora ci fa piangere, che scorrono ancora tante lacrime, dove il nostro ricordo va spesso non solo a loro
07:36ma chiaramente anche ai familiari che sono rimasti, ai figli e ai nipoti ormai.
07:43Da questa tragedia è nato il risoccorso moderno, è nato in regione Emilia Romagna, quindi non solo a Parma, ma
07:53nel servizio di emergenza,
07:55un concetto molto più alto di sicurezza, che ovviamente deve essere compatibile con i rischi che naturalmente ci sono, sia
08:07nel volare, nel soccorrere, ma anche andare in ambulanza ad alta velocità.
08:13Ecco, il 18 agosto 1990, su quelle cene è nato il risoccorso moderno, indubbiamente, e il nostro compito è quello
08:22di portarlo avanti e di farlo nel modo migliore possibile,
08:25non dimenticando mai le radici da cui veniamo e non dimenticando mai il sacrificio di Corrado, Anna Maria, Angelo e
08:35Claudio.
08:51Grazie a tutti.
09:11È stata una coincidenza che non ti trovassi su quell'elicottero?
09:14Sì, purtroppo, per fortuna per me, purtroppo per Corrado, questo per me è stato, negli anni, un forte senso di
09:22colpo,
09:22ma ci siamo cambiati, ci siamo cambiati giorno prima di turno perché avevo una cerimonia di amici che si sposavano,
09:33ed è stato così.
09:51Il risoccorso in Emilia Romagna nacque nel 1986, Bologna, 1987, Ravenna, 1988, Parma.
09:56Erano tempi pionieristici, non dal punto di vista degli aeromobili, della struttura, assolutamente, ma dal punto di vista anche dell
10:04'organizzazione.
10:07Da quell'incidente è nato un concetto di sicurezza elevatissimo che oggi porta ad avere quattro elicotteri in regione Emilia
10:17Romagna,
10:19tre su base ospedaliere e una base montana per gli interventi in montagna, ma anche come utilizzo normale,
10:30e un ulteriore elicottero di notte, notturno, con base a Bologna, ma non escluso che il futuro possa essere addirittura
10:38implementato,
10:40che permette di coprire l'intero territorio e mettere in sicurezza i nostri cittadini.
10:43Noi ci troviamo sull'Appennino, l'Appennino della nostra regione è una cosa straordinaria, un patrimonio straordinario,
10:54forse poco conosciuto, è anche giusto che chi abita e non solo frequenta l'Appennino abbia tutte le sicurezze possibili.
11:02Il 9% delle persone che abitano sopra i 600 metri della nostra regione hanno gli stessi diritti
11:10per essere soccorsi, per avere la maggiore sicurezza possibile.
11:15Quindi è quello che ci impegniamo di fare, anche nel ricordo di queste persone.
11:23Il punto dell'impatto in realtà si trova più in alto, difficile da raggiungere, c'è una piccola croce.
11:29Marco deve tornare al lavoro, sono mesi di grandi sacrifici per il 118.
11:32Giusto il tempo per un saluto e proseguiamo il cammino, presto ci toccherà una deviazione forzata.
11:38Il sentiero a 663 è chiuso per una frana, poco dopo l'incrocio col tracciato 665.
11:43Si può raggiungere l'oratorio utilizzando la variante segnata dal CAI, la 661A.
11:48Dobbiamo scendere e risalire senza però allungare troppo il percorso.
12:41È un bivacco un po' rustico, però insomma fa la sua funzione.
12:47Cioè quello di ricovero di emergenza, perché i bivacchi poi sono ricoveri di emergenza, non sono alberghi.
12:53Uno si deve adattare, portarsi la roba da casa e arrangiarsi un po'.
12:56E soprattutto lasciare pulito quando va via.
12:58In ogni caso la cosa importante di questo posto non è tanto il bivacco che è stato aggiunto negli anni
13:0450,
13:05ma l'oratorio di Santa Maria Maddalena, che magari poi dopo avanti vediamo,
13:10che è un vecchio romitorio femminile, non a caso è dedicato a Santa Maria Maddalena,
13:16che probabilmente risale fino al 1300.
13:22Il culto di Maria Maddalena è anche un po' precedente, ma qui il 1300.
13:25Poi è stato distrutto diverse volte, l'ultimo ovviamente durante l'ultima guerra mondiale,
13:30dai tedeschi perché dava rifugio ai partigiani ed è stato ricostruito.
13:36La celebrazione, tutti gli anni i valligiani di Busana, di Nismozi, di Marmoretti, di Cervarezza,
13:42eccetera, eccetera, il 22 di luglio venivano a celebrare la sagra, la festa di Santa Maria Maddalena,
13:49venendo su a piedi, portando su, diciamo, molte anche bottiglie di vino,
13:54anzi, fiaschi di vino perché qua il vino è il Toscano, non è il Lambrusco, che sia chiaro.
14:10Questo è un luogo molto interessante anche dal punto di vista panoramico,
14:14come del resto la cima del Ventasso che poi ci arriveremo,
14:17ed è anche, diciamo, il percorso per arrivare in cima, a mio parere, più interessante,
14:23nonostante non sia proprio riservato a tutti, tutti, tutti,
14:26perché tra poco faremo un sentiero piuttosto ripido in alcuni punti esposto.
14:39La vista che abbiamo ammirato dall'oratorio è solo un assaggio,
14:43ora la salita si fa impegnativa, non adatta a chi soffre del vuoto,
14:47anche se ovviamente in tutta sicurezza.
15:20La vista che abbiamo ammirato dall'oratorio è solo un assaggio,
15:33sarà il sole, forse la salita, però prima di iniziare a sudare,
15:38che in montagna non va mai bene, ci togliamo la giacca.
15:52La vista che abbiamo ammirato dall'oratorio è solo un assaggio,
15:53che in montagna non va mai bene, ci togliamo la giacca.
16:01La vista che abbiamo ammirato dall'oratorio è solo un assaggio,
16:05che in montagna non va mai bene, ci togliamo la giacca.
16:21La vista che abbiamo ammirato dall'oratorio è solo un assaggio,
16:23che in montagna non va mai bene, ci togliamo la giacca.
16:34La vista che abbiamo ammirato dall'oratorio è solo un assaggio,
16:38che in montagna non va mai bene, ci togliamo la giacca.
16:44Adesso ti raggiungo, panorama solo quando si affermi?
16:48Assolutamente, soprattutto sui sentieri esposti bisogna guardare dove si mettono i piedi,
16:53poi ci si ferma in un posto comodo e si guarda il panorama,
16:57altrimenti i rischi di inciamparsi aumentano moltissimo.
17:25Dopo un tratto più complesso, attraverso le rocce a strapiombo dei denti della vecchia,
17:29si arriva all'anticima del monte, detta Grotta delle Fate,
17:33spettacolare il tratto che porta la vetta fino a quota 1727.
17:38In lontananza le Alpi, le cime appenniniche,
17:42sembrano a portata di mano, sotto di noi il lago Calamone.
17:54A presto!
18:10A presto!
18:15Gli esami, si dice, non finiscono mai, allora sul lato reggiano interroghiamo Ginetto.
18:20Da dove partiamo?
18:21Partiamo dicendo che siamo su uno dei punti panoramici più bello dell'Appennino tosco emiliano,
18:26la vetta del monte Ventasso, che distaccandosi dal crinale principale offre un punto di vista a 360 gradi
18:33partendo dalla pianura padana e ruotando appunto i 360 gradi.
18:37Naturalmente non posso non citare la straordinaria pietra di Bismanto,
18:42sopra l'abitato di Castelnuovo, il fiume Secchia che ci scorre qua ai nostri piedi,
18:47poi andiamo sul crinale, la cima principale dell'Appennino tosco emiliano che è il Cimone.
18:54In primo piano verso di noi ci sono due cime minori ma sono molto belle comunque dal punto di vista
19:00escursionistico,
19:02il Monte Prampa e il Monte Cisa.
19:04Saliamo direttamente al re dell'Appennino reggiano che è il Monte Cusna,
19:08a desto del Cusna abbiamo il Monte Prado, il Monte Castellino,
19:13la lunga costiera delle lame di mezzo nelle quali spiccono il Monte di Soraggio e il Sillano,
19:22poi abbiamo ovviamente qua e più in primo piano il Cavalbianco,
19:28a destra del Cavalbianco risaliamo verso la Nuda,
19:31prima di arrivare alla Nuda abbiamo l'Ischia, il Belfiore, la Nuda, il passo del Cerreto,
19:37l'altro passo a destra è il passo escursionistico a questo punto dell'ospedalaccio
19:42che comunque era il vecchio passo che collegava il Ducato di Parma con il mare attraverso la Via Parmesana,
19:48risaliamo verso l'imponente gruppo dell'Alpe di Succiso con il Casarola e la cima principale dell'Alpe di Succiso,
19:55immediatamente a destra abbiamo la punta Buffanaro,
20:00poi conclude l'Appennino reggiano il pizzo acuto che degrada poi sul passo del Lagastrello.
20:08Ti passiamo il testimone Gianluca, adesso tocca a te.
20:12Prendere il testimone da Ginetto è un onore.
20:17Riparto dal passo di Lagastrello quindi dalla Valle dell'Enza,
20:21c'è tutto il crinale verso la Lunigiana e la Garzaniana che poi sono le montagne sopra Monchio, Palanzano e
20:30Rigoso,
20:30dal Malpasso si passa al Bocco, si arriva fino al Sillare che è il punto più alto della provincia di
20:37Parma,
20:38si va avanti per il Monte Matto, il Monte Paitino, si arriva poi nella conca sopra i lagoni,
20:46proseguendo si arriva nella conca della Valparma quindi sopra il Lago Santo
20:50e lì si intravedono da qua le cime dell'Aquila, dell'Aquilotto e del Brusà fino a vedere sotto quella
20:57nuvoletta la cima del Mar Magna.
20:59A destra del Mar Magna c'è il Monte Braiola, l'Orsaro che si vede benissimo,
21:05si comincia a degradare sul Fosco per arrivare ai prati del Monte Tavola che si intravedono.
21:11Invece la quinta prima che abbiamo qui verso di noi, la cito perché sono zone molto belle ma poco conosciute,
21:20vediamo i prati qua sotto, più bassi dell'Aventasso ma posto panoramico altrettanto bello,
21:27che è il Monte Palerà, tra Valceca e Rigoso. Qui invece a destra abbiamo i contraforti del Monte Caio.
21:36E oggi abbiamo la fortuna di vedere anche le Alpi, non ti chiedo di riconoscerle perché poi siamo anche lontanissimi.
21:42Anche perché non ci riuscirei, però qualcosa si può dire.
21:46In fondo abbiamo le Alpi Piemontesi che continuano con quelle valdostane,
21:51quel gruppo lì in fondo il maggiore che si vede con la maggiore intensità di neve è tutto il gruppo
21:57del Monte Rosa.
21:59Andando poi verso destra troviamo le montagne della Valtellina e poi le montagne Trentine con la zona dell'Adamello e
22:08della Prisanella.
22:09Per arrivare poi mi fermo al primo contraforte qui senza neve che è il Monte Baldo.
22:14Grazie a tutti.
22:27Grazie a tutti.
23:00Grazie a tutti.
23:18Grazie a tutti.
23:21Grazie a tutti.
23:27Grazie a tutti.
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23:48Grazie a tutti.
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24:06Grazie a tutti.
24:09Grazie a tutti.
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24:11Grazie a tutti.
24:11Grazie a tutti.
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24:12Grazie a tutti.
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24:15Grazie a tutti.
24:16Grazie a tutti.
24:17Grazie a tutti.
24:17Grazie a tutti.
24:18Grazie a tutti.
24:19Grazie a tutti.
24:25Poi devo dire che i bastoncini, che sono stati ormai adottati da quasi tutti gli scorsionisti da una quarantina d
24:32'anni a questa parte, sono molto utili sia in salita che in discesa.
24:36Si calcola che possano ridurre lo sforzo del 20%.
24:43Stiamo compiendo un anello, quindi è possibile salire sul ventasso anche nell'altro senso.
24:48A un certo punto si pone la scelta di cui abbiamo già accennato tra un sentiero più facile, meno ripido,
24:55quindi è uno che sale in maniera più veloce però anche più complesso dal punto di vista della pendenza.
25:23Saremmo quasi arrivati, facciamo una deviazione?
25:26Sì, facciamo una piccola deviazione e ci portiamo verso Pratizzano anche se non lo raggiungiamo per niente, ma andiamo verso
25:33il pastorale che è una sopraelevazione poco più avanti e poi da lì scenderemo sul lago attraverso prati e vecchie
25:42torbiere.
25:43Il sentiero che viene da Pratizzano naturalmente fa questo percorso in senso contrario.
26:07Siamo nella zona degli impianti sciistici del ventasso, varianti delle piste tracciate e adatti anche alle escursioni con le ciaspe.
26:18Ma questa è una pista, no?
26:21No, questa è una piccola conca glaciale che ha sempre contenuto un lago, ancora oggi segnato sulle carte, che è
26:29un laghetto, che si chiama laghetto, lago verde.
26:31Ovviamente poi, come spesso succede nei laghetti appenninici, si è interrato, è diventata torbiera e adesso è quasi completamente sparita.
26:40Però il posto è ameno, molto bello, fuori dal sentiero principale di salite, quindi si può trovare qui forse un
26:47po' di quiete che giù al lago vero e proprio non si può trovare in piena estate.
26:56L'anello è quasi completato, siamo al lago Calamone, la luce del pomeriggio regala nuove sfumature ai colori dell'autunno.
27:21Bisogna sapere che andare per monti a tutti i livelli di difficoltà è una cosa straordinaria, si è fatto ovviamente
27:27con intelligenza, prudenza e magari facendosi accompagnare da qualche persona esperta e della quale si possa fidare.
27:33Però insegnavo sempre ai miei allievi dei primi corsi di roccia alla fine degli anni Sessanta una battuta che mi
27:40è rimasta sempre impressa e che secondo me è ancora buona, cioè che la vetta poi tutto sommato è solo
27:44uno stato d'animo, non è un luogo fisico.
27:46E questo è il viatico che vorrei dare a tutti gli escursionisti, che non vuol dire rinunciare alle proprie ambizioni
27:54e alle proprie mete, ma vuol dire accontentarsi da un lato ma anche essere in pace con se stessi mentre
28:02si raggiunge quella meta.
28:03E' una disciplina che non è così facile da acquisire, ma solo così si può godere appieno della montagna e
28:10delle sue soddisfazioni.
28:25Chiudiamo l'escursione in felpa perché ci sono giorni anche in autunno in cui le temperature sono più gradevoli in
28:31appennino che in pianura.
28:33Chiudiamo con oltre 9 km all'attivo e un dislivello soprattutto, conta questo, di 450 metri, un'escursione decisamente piacevole,
28:43soprattutto con una giornata come questa.
29:14Grazie a tutti.
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