00:00Titolo del libro, Uno stadio, una città . E partendo dal volume di Paolo Giandebiaggi,
00:06ecco la mostra che sarà allestita al Palazzo del Governatore, apertura prevista per il
00:11prossimo 16 settembre. Rimarrà visitabile per un paio di mesi ad ingresso libero. Iniziativa
00:17presentata al Tardini nel corso di un evento organizzato da Parma, partecipazioni calcistiche.
00:23Il libro e la mostra sono frutto di un lavoro di squadra, nel quale anche la Gazzetta di
00:28Parma è stata parte attiva con alcuni giornalisti che hanno lavorato alla stesura dei testi.
00:34La mostra riprende un po' la narrazione del libro, quindi è divisa in quelle parti, anche
00:40perché il libro ne farà anche da catalogo. Quindi andremo dalla città del Novecento,
00:45una città espansiva, molto nuova, molto particolare, la figura di Tardini, tutto il dibattito che
00:53c'è stato col progetto del 1923, la realizzazione dello stadio, le trasformazioni che lo stadio
01:00ha avuto durante tutti questi cento anni, molti delle quali non ricordano, con delle
01:05particolarità , la differenzazione ad esempio delle tribune da zero ai tre gradini e in poi.
01:12Prima della presentazione della mostra i soci di PPC sono stati guidati da Franco Bardiani
01:18alla scoperta dei segreti dello stadio, la sala VAR con schermi e sofisticate tecnologie
01:24e poi gli spogliatoi e il terreno di gioco e senza dimenticare il museo della societÃ
01:30dove si trovano cimeli e immagini di un secolo di vita del club. E sul Tardini ecco ancora
01:37Gian De Biaggi. Questo è tuttora l'anfiteatro della città , quindi è l'unico luogo in cui
01:4220.000 persone possono trovarsi e quindi ha avuto tanti usi pubblici, sportivi, ma culturali,
01:50politici, quindi raccontiamo la vita fino al nuovo progetto e al confronto tra il nuovo
01:57progetto della Parma e gli altri nuovi stadi che sono stati realizzati in rapporto alla città .
02:04Alla presentazione della mostra moderata dal direttore della Gazzetta Claudio Rinaldi
02:09anche le parole di Mario Tardini, nipote di Egno.
02:13Come eredi del nonno Egno ci piacerebbe che lo stadio mantenesse il nome del nonno perché
02:23è una struttura che se esiste lo si deve al nonno Egno che ha onorato la città per cento
02:31anni e qualche anno in più forse ancora, visto i tempi che non esserano necessari per
02:35realizzare, pur comprendendo che i tempi necessitano l'evolversi delle strutture e che quindi le
02:46squadre di calcio debbano dotarsi di impianti più moderni e più consone alle esigenze attuali.
02:51ma in nome il nostro desiderio è che rimanga intitolato al nonno.
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