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00:22Tedesco di nascita, italiano di formazione, pareggino per cultura, egizio, etrusco, romano, mediterraneo per elezione,
00:29Massimo Campigli nasce a Berlino nel 1895, si spegne a Saint-Tropez nel 1971, personaggio colto, inusuale nel nostro panorama
00:39artistico.
00:40Presidente, questa è un'altra occasione importante, ormai la Magna Neroca ci abitua veramente a situazioni come questa, ci sono
00:49dei quadri importantissimi di questo artista, di Campigli, addirittura i più intimi per la prima volta in esposizione qui.
00:56Sì, è vero, è una mostra molto importante, molto interessante, credo che i visitatori avranno dei grandi stimoli nel vedere
01:08questa straordinaria collezione di quadri che siamo riusciti a mettere insieme,
01:15oltre a cinque grandi mosaici che fanno parte delle opere di Campigli.
01:22I quattro grandi quadri cui parla lei sono quadri che provengono dall'archivi Campigli e che erano nello studio, sono
01:33sempre rimasti nello studio di Campigli e quindi non sono stati oggetto di mostre in pubblico, se non occasionalmente e
01:43mai tutti insieme.
01:49Infinite donne elegantissime, ingiugiellate e pure prigioniere, il mistero che si scena nell'arte di Massimo Campigli, indagato, intrappolato, talvolta
01:58espresso in oltre 80 opere concesse da celebre musei e raccolte private in esposizione alla Magna Neroca di Mambiano di
02:05Traversetolo.
02:06Come a documentare l'intero percorso dell'artista, dagli anni 20 agli anni 60, quando le sue iconografie tipiche, figure
02:13femminili racchiuse in sagome arcaiche e di grande suggestione simbolica,
02:17divengono esplicite meditazioni sull'archetipo femminile, sempre in equilibrio tra ingenuità e cultura, con una stilizzazione geometrica creando personalissima la
02:25sua maniera.
02:26E qui ci troviamo di fronte al quadro più rappresentativo, è giusto dire così?
02:30Sì, come Vermeer nel 600 realizza la sua celeberrima ragazza con l'orecchino di perla, che adesso sta riscuotendo tanto
02:38successo a Bologna,
02:39noi esponiamo uno dei più bei ritratti dell'arte italiana del 900, il ritratto di Olga Capogrossi, di Massimo Campigli,
02:47con questi meravigliosi occhi turchesi,
02:50la collana turchese, un broncio che ricorda quello di Brigitte Bardot, è il simbolo perfetto della mostra, che a titolo
02:57Campigli, il 900 antico.
03:00Infatti è una ragazza sedicenne, però dipinta con una tecnica che ricorda le pitture romane, le pitture egizie antiche, che
03:08tanto affascinavano Campigli.
03:10È proprio una dea contemporanea raffigurata con la tecnica arcana, la tecnica antica, che tanto lo affascinava.
03:18E qui, proprio nell'ultima sala di questa bellissima Magna Neroca, troviamo le quattro opere più intime di Campigli, quelle
03:26che teneva per sé.
03:27Sono dipinti che provengono proprio dalla casa di Campigli a Saint-Tropez e sono visibili tutte insieme per la prima
03:35volta.
03:35Qui alla Fondazione Magnani Rocca sono opere che esaltano la figura femminile, risolta con attenzione a culture remote, marcane.
03:47La donna è ridotta a simbolo, un simbolo sacrale, un simbolo che racchiude proprio il mistero della donna, il mistero
03:55femminino, che contraddistingue tutta l'attività di questo grande pittore.
04:00E che in qualche modo segnò profondamente l'artista anche per questo rapporto che ebbe con la madre.
04:06In realtà, fino a 15 anni, pensava fosse la zia.
04:09Sì, sì, sì. L'infanzia di Campigli è proprio contrassegnata da questa grande confusione femminile.
04:18La madre, che lui pensava fosse la zia, e viceversa.
04:21Poi due sorelle piccole, la nonna.
04:24Un mondo tutto femminino, che lo segna profondamente.
04:28e che lo porterà a considerare veramente la donna come un idolo, una regina,
04:32che lui riempirà di gioielli, di morecchini, collane.
04:37Collane che sono anche un segno di costrizione, quasi come se volesse tenere stretta a sé questa figura femminile,
04:44sempre sfuggente, sempre difficile da identificare come quella madre che appunto non ha avuto la possibilità di amare come avrebbe
04:53voluto.
05:00Cinque le sezioni, oltre ai grandi mosaici, allestite nel giardino.
05:04La stupenda ritrattistica, con l'effigio di personalità del mondo della cultura, ma anche amici, signore belle e famose.
05:10Poi la città delle donne, che accosta opere che rivelano l'ossessione per un mondo che pare tutto al femminile.
05:16Le figure in sé prive di identità, ma caratterizzate da scene di gioco, spettacolo, lavoro.
05:21I dialoghi muti, coppie vicine, spazialmente, ma incapaci di comunicare, prigionieri del proprio mistero.
05:28E tra le tante ossessioni anche l'incomunicabilità.
05:33Siamo negli anni dei grandi film di Antonioni, gli anni 50, quindi l'incomunicabilità che diventa arte,
05:41che viene rappresentata al cinema in pittura.
05:44Campigli la rappresenta in particolare in questo bellissimo dipinto dal titolo Il labirinto degli specchi,
05:50in cui la donna osserva se stessa in mille rifrazioni, dove l'identità è perduta,
05:56è impossibile identificare l'originale, ma c'è uno sdoppiamento continuo.
06:02Il pittore ci vuole comunicare che la realtà non esiste, è fatta di infinite interpretazioni.
06:22Abbiamo la fortuna di aver intercettato all'inaugurazione di questa splendida esposizione
06:28il figlio di Campigli, signor Nicola, che ci può raccontare forse un po' meglio
06:34quello che è stato il mistero che ha volto l'artista, suo padre.
06:38Il mistero Campigli nasce dal fatto che mio padre è nato da padre sconosciuto in Germania,
06:47da una famiglia borghese tedesca, nel 1895, quindi grande scandalo la ragazza madre.
06:56A quei tempi per cui i genitori, i nonni di mio padre, decisero di mandare sua madre e le due
07:05sorelle
07:07della madre a Firenze per tacere, per ricreare una nuova esistenza.
07:18Quindi mio padre si è trovato tutta la prima infanzia con tre zie, di cui uno in realtà era la
07:23madre,
07:24ma è chiaro che è una commedia che vacilla, non può stare ben in piedi, anche se ben menata.
07:34Per cui mio padre ha sempre avuto questa idea di queste donne misteriose,
07:41un po' da cui poi da misteriosi diventano divine, diventano regali.
08:01E questo è il dipinto che segna la svolta nell'arte di Campigli.
08:05Sì, questo dipinto si intitola Le Zingare, viene dipinto da Campigli nel 1928,
08:11dopo una visita al Museo Etrusco di Villa Giulia, Roma.
08:15Lui qui resta folgorato dall'antico, ecco, trova una forma di rappresentazione artistica
08:21che prima non conosceva a fondo e qui veramente la sua arte ha una svolta assoluta.
08:28Si aggiunge a questo un viaggio che lui compie in Romania, dove peraltro conosce la sua prima moglie Magdalena.
08:35Tutto questo lo porta a rappresentare questa zingare di spalle con questa bellissima schiena bruna,
08:41questa gonna lunga dal movimento disassato, questa anfora che è simbolo di femminilità.
08:48E sullo sfondo dei chiari simboli di classicità, questo colonnato continuo, questa figura di cavaliere,
08:56e poi una lettura di carte che indica il futuro, ecco, il futuro che il pittore si augurava di successo,
09:04come in effetti poi assolutamente è stato.
09:34La formazione di Massimo Campiglia avviene tra Firenze e Milano, in quegli anni città artisticamente vivaci,
09:40in pieno futurismo.
09:41Nel 1914 inizia a lavorare al Corriere della Sera, dopo la sofferta parentesi della guerra,
09:47e divene corrispondente da Parigi, ma la sua strada è un'altra.
09:51Incominciò a dipingere a Parigi facendo il doppio mestiere, la notte andavo al giornale al mattino
09:57a mandare per corrispondenza le notizie banali da Parigi a Milano, e durante il giorno dipingevo.
10:07Finché un giorno, forse un momento di follia, dice adesso basta, adesso dipingo solo.
10:35L'esposizione si avvale del sostegno di Fondazione Cari Parma e di Cari Parma Accredita Agricol,
10:40fino al 29 giugno la mostra è visitabile dal martedì al venerdì, dalle 10 alle 18,
10:45con chiusura della biglietteria alle 17.
10:48Inoltre, ogni martedì alle 15.30, ogni domenica alle 16, è possibile effettuare una visita guidata.
10:55Informazioni sul sito internet magnaneroca.it
10:58Grazie a tutti.
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