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00:01Benvenuti e benvenuti a Stroncate scientifiche, il podcast della Scuola Superiore Sant'Anna
00:06di Pisa dove le stroncate vengono ufficialmente stroncate. Ogni puntata mettiamo una fake news
00:13sul lettino e la sottoponiamo ad esami clinici di metodo scientifico. A farci da guida chi la
00:19scienza non la racconta ma la fa tutti i giorni. Quello di oggi è un episodio speciale di questo
00:25podcast. Siamo infatti vicini all'ottantesimo anniversario del 2 giugno 1946, il giorno in
00:33cui si tennero il referendum istituzionale tra monarchia e repubblica e le prime elezioni
00:39dell'Assemblea Costituente, le prime votazioni libere dopo il regime fascista. È una data chiave
00:45per la nostra storia, un punto di svolta che ha permesso ai cittadini e alle cittadine italiane
00:51di tornare padroni del proprio destino e decidere così la futura forma di stato del
00:57paese. Nonostante alcune teorie del complotto dicano il contrario, c'è chi addirittura sostiene
01:03che le schede contenenti i voti a favore della monarchia furono nascoste e non conteggiate,
01:09fu la Repubblica a vincere e l'ultimo re d'Italia, Umberto II, lasciò il paese per non farvi
01:16mai più ritorno. Per saperne di più, oggi parleremo con il professor Emanuele Rossi,
01:22ordinario di diritto costituzionale della scuola e con allievi ordinari e dottorandi
01:27del Sant'Anna. Professor Rossi, in che contesto si svolsero le elezioni del 2 giugno 1946?
01:34Ringrazio Margherita Ardissone, allieva della scuola Sant'Anna del settore di scienze giuridiche,
01:40per questa presentazione che ci introduce al tema delle elezioni del 2 giugno 1946. Elezioni
01:48che, per rispondere alla sua domanda, vennero a coincidere con una fase storica particolarmente
01:55delicata del nostro paese. Ricordiamoci che l'Italia era appena uscita dalla guerra di resistenza,
02:02che il fascismo era caduto dopo vent'anni di dittatura, che Mussolini era stato catturato
02:11e ucciso, che alcuni territori erano ancora sotto il controllo delle forze alleate e quindi
02:18non ancora pienamente liberate. E in tutto questo le forze politiche che erano state costrette
02:25al silenzio durante il regime fascista, vennero a ricostruirsi, cercarono di ridare al paese
02:34un assetto istituzionale adeguato al futuro che si voleva costruire. Ecco, questo è il contesto
02:43nel quale si muove quindi la vicenda storica che portò poi alle elezioni del 2 giugno del
02:511946 e di questa situazione storica e istituzionale ci parlerà il dottor Lorenzo De Carlo, che è
03:00allievo del corso di dottorato della Scuola Sant'Anna. Grazie professore. In effetti, fino
03:06alla fine della guerra, non si poteva neanche immaginare di organizzare delle elezioni regolari.
03:11Infatti, i territori che via via venivano liberati erano posti sotto un governo provvisorio guidati
03:17dal maresciallo Pietro Badoglio sotto la supervisione delle forze angloamericane. Nel frattempo
03:23il re Vittorio Emanuele III era rimasto in carica, almeno formalmente, tuttavia nel settembre
03:29del 1943 era fuggito a Brindisi e aveva screditato gravemente l'immagine della monarchia. Nel marzo
03:36del 1944 i partiti antifascisti, dopo la cosiddetta svolta di Salerno, avevano raggiunto un accordo
03:42con la corona per collaborare ai fini della liberazione del territorio nazionale e a rinviare
03:48la decisione delle questioni istituzionali al termine del conflitto. Da parte sua, il re
03:54acconsentì alla sospensione dei suoi poteri e alla nomina del figlio Umberto come luogotenente
03:59del regno. Dopo la liberazione di Roma nel giugno del 1944, Badoglio si dimise e si insediò
04:05un nuovo governo di unità nazionale presieduto da Ivano Bonomi e sostenuto da quasi tutti i
04:11partiti antifascisti. Dunque, come ci ha detto Lorenzo De Carlo, in questa fase storica si raggiunse
04:19un accordo tra le forze politiche antifasciste che erano venute a ricostituirsi dopo il silenzio
04:28cui erano state costrette e la monarchia. Questo accordo di fatto congelava la decisione sulle
04:35istituzioni, su come si sarebbe ricostruito democraticamente lo Stato italiano, rinviando
04:42quindi questa decisione ad una fase storica ed un momento successivo. Ecco, di questo parleremo
04:50ora con Lorenzo Bracciali, allievo del corso di scienze giuridiche della scuola.
04:56Per garantire questo equilibrio, il 25 giugno 1944 fu approvata la cosiddetta prima costituzione
05:03provvisoria, con la quale si cristallizzava l'accordo tra partiti antifascisti e monarchia
05:08per rimandare al termine del conflitto la scelta sulla forma istituzionale della nuova Italia,
05:13che sarebbe stata presa tramite l'elezione di un'assemblea costituente a suffragio universale,
05:18libero, diretto e segreto. Non si parlava ancora, infatti, di un referendum con i cittadini
05:23che avrebbero dovuto scegliere fra monarchia e repubblica. Nel frattempo, il governo avrebbe
05:28avuto il compito di legiferare, con il vincolo di non pregiudicare la successiva scelta dei
05:34cittadini. Il 5 aprile 1945 fu istituita la Consulta Nazionale, un organo consultivo incaricato
05:40di fornire pareri sulle questioni generali e sui provvedimenti legislativi che il governo
05:45gli proponeva. Non era composta da rappresentanti eletti del popolo, ma dai rappresentanti dei
05:50partiti del Comitato di Liberazione Nazionale, nell'attesa che ci fossero le circostanze
05:55per permettere un'elezione libera e democratica.
05:58Dunque, Lorenzo ci ha dato due indicazioni che vorrei sottolineare. La prima è che la decisione
06:07sul monarchia o repubblica in un primo tempo fu demandata all'Assemblea Costituente e sarebbe
06:15stata l'Assemblea Costituente a dover decidere, secondo questo accordo, quale forma di governo
06:23adottare. In secondo luogo che fu istituita una consulta, cioè una specie di Parlamento ma che non
06:32aveva le caratteristiche proprie di un Parlamento perché intanto non era elettivo, ma i membri
06:39erano scelti direttamente dai partiti e poi perché aveva funzioni legislative molto limitate.
06:46Tuttavia, prima di arrivare al 2 giugno fatidico del 1946, ci furono degli avvenimenti e in particolare
06:56ci furono delle altre elezioni, delle elezioni amministrative. Di questo parliamo con Giulia
07:02Pomi, allieva del corso di Scienze Giuridiche.
07:05Sì, finita la guerra, alla guida del governo, a Bonomi succedette Ferruccio Parri, ci si avviò
07:11verso il ritorno alla normalità. Il desiderio di partecipazione politica era altissimo.
07:16Infatti, ci furono queste prime elezioni amministrative del 1946. A partire dal 10 marzo
07:22si tennero diverse tornate di votazioni, 5 in primavera e 8 in autunno, ogni comune
07:28nella data individuata dal prefetto. Non si eleggeva direttamente il candidato sindaco
07:34come oggi, ma il consiglio comunale che poi individuava il primo cittadino.
07:39Ci fu un'altra rilevantissima novità storica, ossia quella per cui a queste elezioni parteciparono
07:46anche le donne, sia come membri del corpo elettorale che come candidate. Furono infatti più
07:51di 10 le donne elette sindaco. La partecipazione complessiva fu altissima, l'82,3% a livello
07:59nazionale, segno proprio della volontà dei cittadini di tornare ad essere i protagonisti.
08:04Dunque si può sfatare un mito, diciamo in qualche modo realizzare una stroncata, nel senso
08:10che, contrariamente a quello che viene comunemente ritenuto, non è vero che le donne parteciparono
08:17nelle elezioni per la prima volta il 2 giugno del 1946.
08:22Sì, esattamente, anche questo mito lo abbiamo stroncato. Le prime elezioni che hanno visto
08:27la partecipazione femminile furono proprio le amministrative del 1946, pur trattandosi
08:33comunque di elezioni piuttosto frammentate a livello nazionale. Infatti la vera svolta
08:38si ebbe proprio con il referendum del 2 giugno.
08:42Dunque in questo anno, nel 1946, che fu un anno particolarmente intenso anche di attività
08:51politica istituzionale, dopo le elezioni amministrative si arrivò a formulare poi le liste e tutta
09:01l'attività in relazione alle elezioni politiche. Ecco, in che misura queste elezioni amministrative
09:10hanno poi condizionato o guidato o in qualche modo influenzato la successiva vicenda elettorale?
09:19Ne parliamo con Edoardo Purini, un altro allievo di giurisprudenza della scuola.
09:27Professore, le elezioni amministrative del 1946 furono di fatto un vero e proprio laboratorio,
09:34un banco di prova, nel senso che la democrazia cristiana, da un lato, aveva ottenuto ottimi
09:40risultati nel nord-est, nel centro-sud e in generale in tutte le zone rurali, mentre il
09:48Partito Comunista e il Partito Socialista avevano ottenuto ottimi risultati nelle zone
09:53industriali e nel centro-nord, quindi questa era la disposizione partitica distribuita nel
10:00territorio nazionale. E negli stessi giorni, peraltro, fu approvata la cosiddetta seconda
10:06Costituzione provvisoria, la quale si preoccupò di assegnare subito al popolo italiano il compito
10:13di scegliere la forma istituzionale dello Stato, appunto, tra monarchia da un lato e Repubblica
10:19dall'altro. In questo stesso periodo ancora si iniziò a delineare la figura del cosiddetto
10:27capo provvisorio dello Stato, che di fatto era, per intenderci, un precursore, un antesignano
10:33dell'attuale Presidente della Repubblica. Quindi in questo scenario sostanzialmente il
10:39Governo restava a titolare del potere legislativo, mentre l'Assemblea Costituente avrebbe conservato
10:46una funzione consultiva e comunque il Governo sarebbe rimasto responsabile politicamente nei
10:52confronti di quest'ultima.
10:53Quindi possiamo dire che il cambiamento più importante che si ebbe in questa fase fu in
10:59ordine alla scelta tra monarchia e Repubblica non più demandata all'Assemblea Costituente,
11:06ma demandata invece direttamente ai cittadini.
11:09Sì, assolutamente. E questa è una scelta davvero importante perché riflette l'intento
11:15di valorizzare, se vogliamo, l'elettorato. Un elettorato che, lo ricordiamo, era da più
11:21di vent'anni, che non poteva votare, quindi l'obiettivo era effettivamente quello di creare
11:26un clima di collaborazione e non di separazione tra rappresentanti e rappresentati.
11:33Edoardo ci ha parlato del ruolo che erano venuti ad assumere i partiti politici, ma erano
11:39dei partiti che venivano, come si diceva, da un periodo di oscuramento, erano stati costretti
11:47alla clandestinità, ricominciavano a ricostruire all'interno del territorio nazionale la loro
11:56rete di rapporti e di relazioni. Ecco, come poi questi partiti si presentarono o si prepararono
12:05alle elezioni del 2 giugno del 1946? Con Chiara Tocco, che è allieva di giurisprudenza
12:15della scuola, cerchiamo di approfondire questo aspetto.
12:19Allora, innanzitutto abbiamo la democrazia cristiana, guidata dal nuovo presidente del
12:25Consiglio dei Ministri Alcide De Gasperi. Era un partito di matrice cattolica, interclassista,
12:31convintamente atlantista ed europeista. Di contro il partito comunista italiano guidato
12:36da Palmiro Togliatti aveva sì accettato il metodo democratico, ma si ispirava ancora
12:42apertamente all'Unione Sovietica, sia dal punto di vista economico che della politica
12:46estera. Invece il partito socialista di Nenni, vicino al mondo operaio e contadino, era
12:53meno ispirato a Mosca. Dobbiamo poi ricordare il partito d'azione, liberal socialista, europeista
12:59e molto legato alla resistenza. Il partito liberale, favorevole ad una politica di bilancio
13:05rigorosa e piuttosto vicino alla monarchia. Al contrario, il partito repubblicano, laico
13:12e ostile alla corona, aveva rifiutato di partecipare ai governi transitori proprio per evitare di dover
13:20trattare con il re. Questo anche per sottolineare che, sebbene sicuramente la Costituzione sia
13:27stata un testo di compromesso e infatti fu approvata con un ampissimo consenso, comunque
13:33questo non toglie che ci fossero delle differenze davvero profonde tra i partiti.
13:37Ecco, possiamo sottolineare che anche questo è in qualche modo un mito che possiamo sfatare,
13:43no? Cioè che i partiti fossero tutti vicini, d'accordo, d'amore, d'accordo, quando in realtà
13:50erano supposizioni politiche, anche ideologiche, molto distanti. Esattamente. Bene, tornando ai profili
13:57istituzionali, occorre ricordare che con il decreto luogo tenenziale del marzo del 46 fu deciso di
14:05assegnare all'Assemblea Costituente, nel caso in cui fosse prevalsa la Repubblica, la scelta del
14:13nuovo capo dello Stato e nel frattempo queste funzioni sarebbero state esercitate dal Presidente
14:21del Consiglio dei Ministri. Tuttavia, prima di arrivare a questa fase, occorre ricordare
14:28che fu dato un compito particolarmente rilevante all'Assemblea Costituente, oltre che quello di
14:36scrivere la Costituzione, che era quello anche di dare la fiducia al Governo, nonché di approvare
14:42alcune leggi ritenute più importanti rispetto alle altre. E anche che il tempo che fu concesso
14:51all'Assemblea Costituente fu particolarmente ridotto. Si parlava infatti di otto mesi per
14:57scrivere interamente e approvare il testo della Costituzione, prorogabili solo con altri
15:03eventuali quattro mesi. Ecco, come si giunse alla elezione dell'Assemblea Costituente? Ne parliamo
15:12ora di nuovo con Lorenzo De Carlo. Dopo il ventennio e la guerra di liberazione, era molto
15:18forte l'esigenza di garantire la massima rappresentatività a tutte le forze politiche
15:23antifasciste che avevano costituito il Comitato di Liberazione Nazionale. Fu quindi quasi inevitabile
15:29adottare una formula proporzionale nel delineare la legge elettorale per l'Assemblea Costituente
15:35in modo tale da rispecchiare fedelmente gli equilibri che si verificavano tra i vari partiti
15:41politici nel Paese. I deputati erano 573, anche se dal momento che non si votò in Istria,
15:50Dalmazia, Venezia Giulia e nella provincia di Bolzano, di fatto furono solo 556 seggi assegnati.
15:57Si votavano le liste con possibilità di esprimere delle preferenze per dei candidati.
16:02Il momento era solenne. Pensate che il decreto legislativo luogotenenziale numero 74 del 10
16:08marzo del 46 stabiliva che il voto era un obbligo al quale nessun cittadino italiano
16:15poteva sottrarsi senza venir meno a un suo preciso dovere verso il Paese in un momento decisivo
16:21della vita nazionale.
16:22Tant'è vero che poi in Assemblea Costituente, quando si iscrisse la Costituzione, si qualificò
16:29il voto come un dovere civico.
16:31Certo, in questo caso il profilo del dovere civico era ulteriormente rimarcato dal fatto
16:37che gli astenuti ingiustificati erano sanzionati con l'affissione dei loro nomi negli albi comunali
16:43per un mese e con l'annotazione del mancato voto sul certificato di buona condotta per ben
16:50cinque anni. Un altro tema che non viene sempre posto all'attenzione e viene anzi trascurato è
16:58come vennero formate le liste elettorali per l'Assemblea Costituente. Ricordiamo ancora una volta
17:06che si trattava di partiti che venivano a ricostruirsi in quel momento, venivano a definire un po' i loro
17:14assetti organizzativi che non avevano un personale politico particolarmente sperimentato.
17:21E quindi, ecco, in che modo questi partiti poi determinarono le liste da sottoporre agli
17:29elettori per l'Assemblea Costituente?
17:32Lorenzo Bracciali ha approfondito questo punto.
17:36Certo, non fu affatto semplice comporre quelle liste. Come ha detto lei, infatti, i partiti
17:40dopo vent'anni di dittatura a partito unico non erano più organizzati. Anzi, alcuni dei
17:45partiti che si presentarono alle elezioni dovettero riorganizzarsi in Italia dopo essere stati
17:50costretti a operare per vent'anni o all'estero in clandestinità. Stiamo parlando, ad esempio,
17:55del Partito Comunista o dei Repubblicani. Altri, invece, decisero di rifondarsi da zero, prendendo
18:00in parte da una classe politica prefascista, di cui faceva parte anche Alcide De Gasperi,
18:06erano invece esclusi dal diritto di voto tutti coloro che avevano ricoperto cariche apicali
18:11sia nel Partito Nazionale Fascista che nella Repubblica Sociale Italiana. Non c'erano
18:15quindi nella scheda elettorale dei partiti fascisti e il dissenso nei confronti dei partiti
18:20del CLN veniva incanalato o nelle liste del Blocco Nazionale delle Libertà, quindi dei
18:24monarchici, oppure nel fronte dell'uomo qualunque, il primo partito populista della storia italiana.
18:30Ci avviciniamo dunque alla fatidica data del 2 giugno 1946, alle elezioni dell'Assemblea
18:36Costituente. Ecco, noi anche qui dobbiamo in qualche modo immedesimarci in quel momento
18:43storico. Noi oggi siamo abituati a pensare a delle elezioni precedute da un'intensa campagna
18:50elettorale, da un uso dei mezzi di informazione massiccio, oggi anche naturalmente dai social,
18:58ma allora tutto questo era chiaramente diverso. Insomma, non c'erano né i social, né anche
19:05i mezzi di informazione erano piuttosto limitati. Ecco, come avvenne allora questa campagna elettorale
19:13per le elezioni dell'Assemblea? Con Giulia Pomi ritorniamo su questo punto.
19:19Sì, la campagna elettorale per l'Assemblea Costituente e quella per il referendum costituzionale
19:25procedettero di pari passo, anche se era chiaro che la maggioranza delle forze politiche fosse
19:32favorevole alla Repubblica. Infatti, oltre ai partiti tradizionalmente antimonarchici, anche
19:38il Partito Comunista Italiano, il Partito Socialista di Unità Proletaria e i Repubblicani si schierarono
19:44a favore della Repubblica, così come, nonostante dovesse fronteggiare una molteplicità di visioni
19:50interne e lo scetticismo del Vaticano, anche l'ADC, pur lasciando comunque agli elettori
19:55la libertà di coscienza. Sull'altro piatto della bilancia, invece, a favore della Corona,
20:00oltre ai partiti monarchici, anche il Partito Liberale, invece il fronte dell'uomo qualunque
20:06non si espose. Tra l'altro, in queste votazioni fu condotto per la prima volta anche un sondaggio
20:12pre-elettorale condotto dalla DOXA. I risultati riportati furono il 40% a favore della Repubblica,
20:19il 32% a favore della monarchia e il restante 28% ancora incerto.
20:24Dunque, come ci ha detto Giulia, la situazione era ancora abbastanza incerta, perché è vero
20:32che i sondaggi davano una prevalenza per la Repubblica, ma il numero degli indecisi era
20:38ancora alto e quindi questo poteva determinare poi un diverso esito. E all'interno di questa
20:46vicenda, di questa campagna elettorale così incerta, ci fu un episodio che cercò di rompere
20:54quell'equilibrio e anche di portare il consenso maggiormente verso la monarchia, e cioè l'abdicazione
21:03del re in carica. Ecco, con Edoardo torniamo su questo episodio.
21:09Esattamente, diciamo un episodio controproducente poi per la monarchia che inizia per una scelta
21:17volontaria di Vittorio Emanuele III, il quale rompe di fatto quel patto che aveva stipulato
21:23con i partiti antifascisti, sulla base del quale entrambe le parti, quindi anche il re
21:28teoricamente, si erano impegnate a non modificare lo status quo fino al referendum. Ebbene Vittorio
21:36Emanuele III cambia completamente le carte in tavola, nel senso che appunto il 9 maggio
21:42di quell'anno decise improvvisamente di abdicare. Nello specifico il re in quel momento si trovava
21:48a Napoli e si regò da un notaio per chiedere a questi di firmare l'atto di abdicazione e
21:54subito dopo partì in esilio volontario, in nave, per l'Alessandria d'Egitto, lasciando
22:01così la corona a Umberto II che, come abbiamo detto anche prima, fino ad allora era stato
22:07luogotenente del regno e venne chiamato re di maggio proprio a partire da questo evento.
22:13Ora, dicevo che la scelta è controproducente perché non fu apprezzata ovviamente dai partiti
22:20repubblicani che videro proprio questa volontà di abdicare improvvisamente come una sorta di
22:25codardia del re che voleva sottrarsi dalla contesa elettorale proprio alla luce della
22:32impopolarità di cui la monarchia godeva. Ma in realtà anche i partiti monarchici non
22:37apprezzarono questa scelta, anzi la reputarono eccessivamente tardiva e quindi inopportuna,
22:44quindi non fruttò assolutamente.
22:46Ecco, ma al di là del significato politico che poi questo ebbe e che giustamente Edoardo
22:53sottolineava, però c'è anche la modalità con cui questo si realizzò, cioè il re che si
22:58reca da un notaio qualunque potremmo dire e come fosse un privato cittadino abdica dalle
23:05sue funzioni di re. No, è evidentemente una situazione molto particolare e anche molto
23:13singolare.
23:14L'aspetto per cui le elezioni del 2 giugno sono poi ricordate, in qualche modo sono passate
23:21alla storia, è perché per la prima volta in una elezione politica e quindi per l'elezione
23:27del Parlamento, in questo caso dell'Assemblea Costituente, a votare furono tutti i cittadini
23:35italiani, e cioè uomini e donne. Sappiamo infatti che in Italia la partecipazione delle
23:41donne alle elezioni era costata esclusa fino a quel momento. Ecco, che significato ha avuto
23:48questo fatto, questo evento per la storia italiana. Con Chiara Tocco ritorniamo su questo
23:57punto.
23:58Ecco, sì, il 2 giugno del 1946 sicuramente rappresentò la prima vera occasione di partecipazione collettiva
24:08al voto per le donne e il suffragio universale femminile era stato deliberato per le maggiori
24:15di 21 anni il 31 gennaio 1945. In realtà le donne erano già state ammesse al voto per
24:23le elezioni amministrative fin dal novembre del 1925, però questa previsione fu del tutto
24:30svuotata di significato quando nel febbraio del 1926 fu abolita l'elettività dei sindaci.
24:37C'erano dei grossi dubbi sul fatto che le donne avrebbero effettivamente partecipato al voto,
24:44essendone state escluse fondamentalmente da sempre. E invece, alle urne, le elettrici
24:49superarono di un milione gli elettori, 13 milioni a 12. Sui banchi dell'Assemblea Costituente
24:55furono elette 21 donne, 9 della Democrazia Cristiana, 9 del Partito Comunista, 2 del Partito
25:01Socialista e una dell'uomo qualunque. Quindi possiamo dire che sia la scelta a favore della
25:07Repubblica che la composizione dell'Assemblea Costituente fu determinata in maggioranza dalle
25:13donne perché furono 13 milioni le donne che votarono contro i 12 milioni di uomini. Veniamo
25:20quindi al 2 giugno. Come possiamo notare dalle immagini, agli elettori furono consegnate
25:28due schede, una per il referendum e una per l'Assemblea Costituente. Sul referendum, come
25:35vediamo, erano segnate due possibilità, cioè il voto per la Repubblica e il voto per la
25:45monarchia e invece nella lista e la scheda per l'elezione dell'Assemblea Costituente erano
25:50presenti le varie liste alle quali, come si diceva, si potevano dare preferenze anche sui
25:58nomi. Ecco, la partecipazione al voto fu particolarmente rilevante perché su 28 milioni
26:04di italiani che erano appunto elettori ben circa 25 milioni parteciparono alle votazioni,
26:14quindi quasi il 90%. Teniamo conto che c'erano alcuni cittadini italiani che ancora non potevano
26:23esercitare il diritto di voto. Penso agli abitanti di quelle zone che ancora non erano state definitivamente
26:31liberate, l'Alto Adige, l'Istria e così via e nello stesso tempo che c'erano ancora degli elettori
26:40che essendo prigionieri di guerra o che ancora non erano potuti rientrare sul territorio italiano
26:46non potevano esercitare il voto. Ecco, con tutto questo quindi fu una partecipazione molto intensa da parte
26:55dell'elettorato italiano che dette poi un risultato inequivocabile, malgrado quello che talvolta si sente
27:04raccontare, ma il voto per la Repubblica fu nettamente maggioritario. Con Lorenzo De Cano ritorniamo su questo punto.
27:13Certo, come possiamo vedere dal grafico, che questo lo diciamo per chi ci sta soltanto ascoltando e non può vedere,
27:20dal grafico che stiamo proiettando possiamo vedere come la Repubblica trionfò con 12.700.000 voti,
27:28il 54,27% dei voti validi, contro i 10.700.000 della monarchia per il 45,73%.
27:37In più, se consideriamo il complesso dei voti, abbiamo anche un 4,60% di bianche e un 6%
27:45di schede nulle.
27:46Ecco, vorrei sottolineare tra quello che ci diceva ora Lorenzo De Carlo un dato forse minore, ma certamente
27:55non irrilevante, e cioè che il numero dei voti nulli, a cui volendo si potrebbe aggiungere anche quello dei voti
28:04bianchi, ma fosse inferiore al numero di elettori analfabeti che in quel momento erano nella popolazione italiana
28:14e quindi che anche coloro che magari non riuscivano a leggere i nomi dei candidati, però evidentemente si sforzarono
28:23a dimostrazione di una sensibilità e di un'attenzione davvero molto alta in quel momento.
28:30Se dunque i risultati sul referendum furono netti e chiari, ecco, allo stesso tempo si votò
28:39anche, come abbiamo detto, per i membri dell'Assemblea Costituente.
28:43Queste votazioni come andarono, Lorenzo Bracciali?
28:48Tra i 556 deputati eletti, ben 207 appartenevano alla democrazia cristiana, che ottenne circa
28:54il 35% dei voti e risultò appunto il partito di maggioranza relativa.
28:58Per quanto invece le sinistre, i socialisti al 20% e i comunisti al 18%, uniti la superavano.
29:04Erano invece più staccate le altre liste, in particolare abbiamo l'Unione Democratica Nazionale
29:09guidata dai liberali al 6%, il fronte dell'uomo qualunque al 5% e il partito repubblicano al 4%.
29:16Fu molto invece più deludente il risultato delle liste monarchiche, che si fermarono al 2%,
29:21e del partito d'azione, che ottenne solamente l'1% dei suffragi.
29:26Ecco, questo dato anche qui che si può sottolineare riguarda questa distanza tra il 46% dei voti
29:35che ottenne la monarchia e il 2% dei voti che ottenne il partito monarchico.
29:40Ha dimostrazione evidentemente che gli elettori che pure si erano espressi per la monarchia,
29:46però quando dovevano scegliere a quale partito dare la preferenza,
29:51designarono come loro preferiti i partiti, tra virgolette, repubblicani e non quelli monarchici.
29:58Infatti, certamente su questo punto da notare il dibattito interno della democrazia cristiana,
30:02circa l'opportunità o meno di esporsi direttamente in base anche all'opinione del proprio elettorato,
30:07più orientato, se vogliamo, specialmente al sud, verso la monarchia,
30:11e la propria classe dirigente, nata principalmente nel nord, invece più orientata verso la Repubblica.
30:16Per quanto riguarda la distribuzione territoriale del voto,
30:18la democrazia cristiana si affermò maggiormente al nord e al sud,
30:21mentre al centro-nord abbiamo l'esplosso, se vogliamo, delle forze di sinistra e il partito comunista.
30:27Al sud, inoltre, troviamo anche la sacca di voti dei monarchici, anche delle liste più conservatrici.
30:32Ecco, questi risultati di cui ci ha parlato ora Lorenzo furono tuttavia il frutto di giorni,
30:40se non di settimane di elaborazione.
30:43Ecco, quando i seggi si chiusero il 2 giugno del 46,
30:48non c'erano certamente gli exit poll che conosciamo oggi
30:53e anche i risultati ebbero bisogno di parecchio tempo.
30:58Ecco, come avvenne questa fase successiva al 2 giugno
31:04e come si arrivò poi a definire concretamente i risultati elettorali?
31:10Con Giulia Pomi ritorniamo su questo punto.
31:15Sì, la proclamazione dei risultati fu tutt'altro che immediata, come invece siamo abituati a vedere oggi.
31:21Si dovette attendere fino al 10 giugno, quando nella Sala della Lupa del Palazzo di Montecitorio
31:26il presidente della Corte di Cassazione, Giuseppe Pagano, annunciò gli esiti provvisori,
31:31anticipando anche che la Corte si sarebbe poi pronunciata sulle poche sezioni mancanti
31:35e sulle eventuali controversie.
31:37Tuttavia, il 12 giugno, il re si rifiutò di sottoscrivere l'atto
31:42dichiarando che non avrebbe abdicato fino alla proclamazione dei risultati definitivi.
31:47Quindi la situazione che ci ha descritto ora Giulia Pomi
31:53era una situazione in qualche modo paradossale.
31:56C'era un capo provvisorio dello Stato nella figura del presidente del Consiglio dei Ministri
32:02ma il re non aveva abdicato, quindi era ancora pienamente nelle sue funzioni.
32:09Quindi una situazione di grave incertezza sul piano istituzionale
32:14ma che ebbe anche riflessi sulla società e sul territorio nazionale
32:21dove evidentemente il conflitto tra monarchici e repubblicani non era ancora superato.
32:30Ecco, di questo ritorniamo a parlare con Edoardo Curi.
32:34Assolutamente, professore.
32:35Diciamo lo scontro tra monarchici e repubblicani non era ancora finito.
32:41Infatti, ad esempio, a Napoli la situazione era davvero tesa.
32:45La polizia aveva addirittura sparato ad alcuni manifestanti monarchici
32:50e i partiti più contrari, più ostili alla monarchia proponevano soluzioni sempre più drastiche.
32:56Per questo vi fu un punto di svolta proprio quando De Gasperi decise di dare seguito
33:03alla proclamazione della Corte di Cassazione e allora nella famosa notte tra il 12 e il 13 giugno
33:11il Consiglio dei Ministri approvò un decreto che trasferiva ufficialmente a De Gasperi
33:16le funzioni di Capo dello Stato.
33:19Resta soltanto, se vogliamo, la questione di Umberto II, nel senso che questi non abdicò
33:25formalmente neanche in quel contesto, non lo aveva fatto prima, non lo fa neanche in questo momento
33:30pur avendo condannato sempre l'operato del governo italiano.
33:35Fatto sta che questi decise definitivamente di lasciare l'Italia imbarcandosi per il Portogallo
33:45e in questo contesto comunque il 18 giugno la Corte di Cassazione con un'ulteriore proclamazione
33:53pubblicò i risultati ufficiali della consultazione che sancivano la vittoria della Repubblica sulla monarchia
34:00andando così a sconfessare definitivamente le accuse di brogli elettorali che erano state mosse in precedenza
34:07accuse che però ancora continuava a coltivare lo stesso Umberto II che crederà sempre alla tesi dei brogli elettorali
34:16e non darà mai seguito a questi risultati sconfessandone sempre la validità.
34:23Quindi possiamo anche qui spatare in qualche modo un mito che il risultato sia stato un risultato di equilibrio
34:32tra monarchia e Repubblica e che magari ci siano state delle schede trafugate, nascoste
34:38o che la monarchia sia stata svantaggiata. Ecco, non è vero, i risultati furono abbastanza chiari.
34:45Sì, assolutamente. Ci fu un vantaggio di 2 milioni di voti, quindi un vantaggio enorme
34:50che permette di eliminare qualunque dubbio su presunti brogli decisivi per la Repubblica.
34:57Diciamo che anche questa l'abbiamo stroncata.
34:59Ecco, in questo clima di forti tensioni nel Paese, finalmente l'Assemblea Costituente iniziò i propri lavori.
35:09Ricordiamo che il mandato dell'Assemblea Costituente era un mandato a termine,
35:16aveva otto mesi per redigere e approvare la Costituzione, prorogabili soltanto di ulteriori quattro mesi,
35:24dopodiché sarebbe stata automaticamente sciolta.
35:27In questa situazione l'Assemblea Costituente quindi avviò il processo di elaborazione della Costituzione
35:37che portò il 27 dicembre del 1947 all'approvazione definitiva del testo costituzionale
35:45e alla sua entrata in vigore dal 1 gennaio del 1948.
35:50Ecco, con Chiara Tocco vediamo come avvenne questo inizio dei lavori dell'Assemblea Costituente.
35:59Sì, in quella occasione fu eletto come capo provvisorio dello Stato al primo scrutinio con 396 voti su 501 Enrico
36:08De Nicola.
36:09Si trattava di una figura di compromesso tra i partiti e di conciliazione tra istanze repubblicane e sentimenti monarchici.
36:17De Nicola infatti era un esponente della classe politica prefascista, liberale, non compromesso con il regime,
36:24già Presidente della Camera dal 1920 al 1924.
36:27Le sue origini meridionali, unite alla sua fede monarchica, seppur rispettosa della volontà popolare,
36:35gli permisero di rappresentare un vero punto d'incontro tra i due schieramenti del referendum.
36:41I lavori per la redazione della Costituzione poterono finalmente avere inizio.
36:46Bene, teniamo qui questa carrellata su un periodo che da un punto di vista storico è molto limitato,
36:55si tratta in fondo di due o tre anni, ma che viceversa è carico, come abbiamo cercato di mostrare,
37:02di eventi, di situazioni, di fatti che hanno determinato poi il futuro dell'Italia per gli anni a venire.
37:12Siamo giunti quindi alla conclusione di questa puntata.
37:15Ringraziamo il professore Emanuele Rossi, gli allievi e gli allievi e i dottorandi
37:20che ci hanno guidato in questo viaggio alla riscoperta del 2 giugno 1946.
37:25Il podcast Stroncate Scientifiche è prodotto dall'Ufficio Comunicazione della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa,
37:31in collaborazione con la Commissione per l'Orientamento, la Comunicazione e il Concorso degli Allievi Ordinari.
37:37Il podcast ha il sostegno di merita, la Rete per il Talento, progetto finanziato nell'ambito del PNRR.
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37:49Ciao a tutti e a tutti!