00:18Il padiglione svizzero quest'anno c'è una mostra collettiva a partire di archivi della
00:25televisione svizzera e abbiamo concepito questo padiglione come una specie di montaggio nello
00:30spazio dove l'architettura e lo spazio del video si incontrano. Noi abbiamo giocato un po'
00:37dell'architettura originale di Bruno Giacometti creando nuove mura e un nuovo modo di orientarsi.
00:42Questo spazio è stato concepito in modo storico per avere delle sculture in uno spazio semi aperto,
00:50lavori grafici nello spazio vetrato e poi dipinti nello spazio più grande. Cioè a passo naturale di
00:59riconfigurare gli spazi per poter creare degli spazi video adeguati. Abbiamo lavorato a partire di
01:06questo archivio svizzero un momento molto specifico del 1978 e del 1984 dove per la prima volta persone
01:18queer in Svizzera sono stati invitati in televisione in diretta a esprimersi sulla loro vita. Questo
01:25momento di visibilità è molto importante, abbastanza sconosciuto e dunque nello spazio principale,
01:33nella sala di pittura si vede un montaggio di un'ora fatto di archivi della televisione e i nuovi
01:41lavori degli artisti che abbiamo ritratto a lavorare su questo soggetto e su questo momento della storia
01:48svizzera e su questo archivio. Noi abbiamo voluto lavorare con il tempo come materiale artistico e
01:56la distanza che crea il tempo su come si possono capire certi eventi storici, anche romanticizzarli,
02:04e questo è stato un po' il nostro approccio di usare la distanza come processo e materiale artistico e
02:10dunque la scelta del bianco e nero, il muro a colori, la coppia in bianco e nero,
02:15dei mattoni e poi questi glitch tra il colore e il bianco e nero riapparano in tutto il padiglione.
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