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  • 7 ore fa
TGS Salus del 6 maggio, neonati prematuri e salute mentale: rischi, cure e prevenzione

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Trascrizione
00:00Ma non solo, affronteremo anche il ruolo fondamentale della banca del latte dell'ospedale Buccheri Laferla di Palermo.
00:07Poi invece nella seconda parte ci occuperemo di cannabis e schizofrenia.
00:13Anche qui faremo un po' il focus su tutto quello che c'è da sapere effettivamente su questo tema.
00:20Ma di tutto questo parleremo tra poco.
00:27Noi siamo sempre Ottico Ocularium a Palermo da 40 anni, specialisti della visione per farvi vedere bene da lontano, da
00:35vicino, per voi e per i vostri ragazzi.
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00:52Per chi non lo sapesse sono Angelo la gattuta.
00:58Da oltre 50 anni Maiko si prende cura dell'ascolto delle persone.
01:04Ma soprattutto si prende cura di loro.
01:08Serenità.
01:09Chiarezza.
01:10Riduce.
01:11Famiglia.
01:13Ascolto.
01:14Perché sentire meglio significa vivere meglio.
01:18Maiko Sicilia, prenota il tuo controllo dell'udito.
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01:39Se mi si guasta la batteria lontano dal centro chiavetta veniamo noi da te.
01:43Vi aspettiamo.
01:48Grazie.
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01:50Grazie.
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01:59Grazie.
02:01Grazie.
02:12Grazie.
02:20Grazie.
02:42Buonasera.
02:44Grazie a voi.
02:47Partiamo subito con la prima domanda.
02:50Cioè spieghiamo di fatto di che cosa si occupa il reparto che poi lei dirige.
02:56Sì.
02:57Il reparto di neonatologia, terapia intensiva e nido fa parte del dipartimento materno infantile
03:06dell'ospedale Buccheri Laferla.
03:08E appunto io dirigo la parte neonatologica e pediatrica e facciamo parte di una lunghissima
03:17trentennale esperienza materno infantile con un numero di parti abbastanza cospicuo.
03:27Insieme al civico siamo il centro che fa più parti in tutta la Sicilia occidentale.
03:32e fondamentalmente noi ci occupiamo del prodotto finito, quindi del neonato.
03:38Neonato inteso come neonato a termine, quindi il neonato fisiologico, ma ci occupiamo anche
03:46di quelle che sono le patologie relative all'età neonatale.
03:50Intanto invito la regia a mandare la prima slide di oggi, così da casa effettivamente
03:56riescono anche a seguirci.
03:58Ecco, questo è il vostro reparto, quello di cui parlava prima.
04:03Quindi la neonatologia fondamentalmente è una branca della pediatria che si occupa di
04:08un periodo specifico dell'età pediatrica, quindi dalla nascita fino ai primi 30 giorni
04:15di vita, ma anche prima di quella che dovrebbe essere la nascita fisiologica quando si parla
04:21di parto prematuro.
04:24Fondamentalmente è articolata in tre sottoreparti che sono il nido, la patologia neonatale e
04:32la terapia intensiva neonatale.
04:36Nella prossima slide infatti si vede nello specifico come fondamentalmente, mentre al nido
04:43afferiscono tutti i neonati cosiddetti a termine, quindi dalla 37esima settimana alla 40-40esima
04:51settimana e qui si fanno le cure minime, quindi l'assistenza, lo screening, ossia l'identificazione
05:00attraverso degli esami specifici di quelle che sono patologie che se diagnosticate in tempo
05:06possono essere trattate, quindi screening metabolico, obbligatorio secondo legge, ma
05:12anche screening audiologico, screening di base di quelle che sono le cardiopatie congenite.
05:19Poi è importante dire che questi neonati stanno in rooming in con la mamma, quindi sono
05:26dei neonati che mantengono l'attaccamento alla mamma durante le 24-48-72 ore di permanenza
05:35nel nostro reparto, anche per incentivare quella che è l'elemento fondamentale, ossia
05:42l'allattamento al seno. Poi abbiamo il reparto, la patologia neonatale, che invece si occupa
05:49di quelli che sono i neonati con patologia minima, ma che comunque hanno bisogno di un'assistenza,
05:56può essere una gestione di un'ipoglicemia, di un ittero, quindi una patologia metabolica
06:02minima. Qui vediamo appunto il team neonatologico che sta lavorando nel contesto della terapia
06:10intensiva, che rispetto alla patologia neonatale ci impegna di più, nel senso che sono pazienti
06:19molto più fragili, che necessitano di cure e di assistenza importante, dove fa la sua parte
06:27la tecnologia, infatti questi neonati che praticamente sono gestiti in maniera tecnologica grazie all'utilizzo
06:38di ventilatori per l'assistenza respiratoria, di monitor, appunto per il monitoraggio, di ecografi,
06:45quindi tutto quello che fa parte della gestione intensivistica di un paziente.
06:52Ecco, parliamo proprio dei vostri pazienti, cioè chi sono di fatto questi piccoli pazienti
06:57e soprattutto quali sono le patologie che maggiormente affrontate?
07:02Sì, ma fondamentalmente se noi facciamo riferimento alla terapia intensiva, l'età gestazionale
07:09di questi neonati va dalla ventitresima settimana, cioè la zona grigia ventitresima, ventiquattresima
07:17settimana fino alla trentasettesima settimana, ricordiamo che il problema, cioè la prematurità
07:27è di per sé una patologia cronica, noi abbiamo un nato su dieci, nasce prima della trentasettesima
07:35settimana, però è chiaro che ci sono vari gradi di prematurità, cioè la prematurità
07:40estrema, quindi sotto le 28 settimane e questi sono i pazienti più critici perché sono
07:47quelli più fragili da un punto di vista metabolico, respiratorio, infettivologico, neurologico,
07:56quindi pazienti assolutamente fragili e poi ci sono altri gradi di prematurità, anche
08:02questi con la loro patologia, con un gradiente che va diminuendo come intensità in relazione
08:12a quella che è l'età gestazionale e quindi anche nel contesto della prematurità che rappresenta
08:20una importante situazione da considerare nel contesto di quella che è il burden of disease,
08:29quindi l'impatto che la prematurità di per sé ha nel contesto della società. Per esempio
08:38vediamo qui in questa diapositiva come la patologia dell'estremo prematuro riguarda soltanto
08:45una minima percentuale e il gradiente di intensità è inversamente proporzionale chiaramente all'età
08:52gestazionale. Nel contesto della prematurità negli ultimi dieci anni si è assistito, grazie
09:02al miglioramento anche delle tecniche ostetriche, a una riduzione del parto prematuro estremo
09:09e ad un incremento di quelli che sono i prematuri cosiddetti moderate e late preterm, quindi tra
09:15la 32esima settimana e la 36esima.6 settimana.
09:20Come viene affrontato tutto questo poi, dottoressa?
09:23Allora, viene affrontato con l'attività di un team neonatologico che ha una expertise sicuramente
09:35molto specialistica rispetto a una pediatria generale. Il neonatologo è il cosiddetto internista
09:44generale del neonato e quindi è internista, ma è anche radiologo, quindi si deve occupare
09:53di quelli che sono tutti gli aspetti del neonato e noi chiaramente abbiamo bisogno del supporto
10:00anche di un team che è il laboratorio, che è l'infettivologo, che è il radiologo, quindi
10:07nel contesto multidisciplinare che si accentua anche tantissimo nel cosiddetto follow up, cioè
10:15il nostro neonato nel momento in cui nasce e poi viene seguito anche per due o tre mesi
10:21in relazione all'età e al peso, poi non viene tra virgolette abbandonato, ma viene seguito
10:29il cosiddetto follow up del prematuro che consiste nel proseguimento delle cure con attenzione
10:37all'aspetto neurocognitivo, nutrizionale, all'aspetto di crescita di questo neonato.
10:43E quindi viene seguito nel posto, cioè quando lascia di fatto l'ospedale, voi…
10:49Sì, mensilmente, periodicamente abbiamo degli incontri e quindi delle valutazioni periodiche
10:54con il paziente, tanto più procrastinate nel tempo, tanto maggiore è la prematurità
11:02o i problemi relativi a quel paziente.
11:04Anche la famiglia, immagino, che è preoccupata anche di loro.
11:08Assolutamente, infatti si parla di family care, cioè bisogna prendere in carico tutta la famiglia,
11:15non soltanto il neonato e in questo senso si cerca di incentivare quello che è il rapporto
11:23neonato con il contesto familiare e per questo il mio ospedale, il mio reparto, è un reparto
11:29che consente l'entrata ai genitori quasi H24, non proprio H24, comunque dalle ore 13 alle
11:40ore 22 noi abbiamo il reparto aperto.
11:43Poi celebrate anche una festa importante che è la festa del prematuro, ecco, ce ne parli?
11:49Allora, la festa del prematuro si celebra in tutto il mondo ogni 17 novembre ed è una
11:56festa che ha l'obiettivo di ricordare a tutta la popolazione quanto questi guerrieri, piccoli
12:06guerrieri vengono chiamati, abbiano un ruolo importante nella società, si celebra fondamentalmente
12:14quello che è il fatto di esserci riusciti, di essere arrivati, ci sono a volte dei momenti
12:20di sconfitta che si devono accettare, che fanno parte del lavoro, ma in particolare nella
12:26festa del prematuro noi invitiamo tutte le famiglie, coinvolgiamo anche altre autorità,
12:34per esempio quest'anno abbiamo avuto l'onore di avere la fanfara dei carabinieri che ha suonato
12:39per noi, quindi è stato un evento ospedaliero e direi anche cittadino, ma tutte le terapie
12:44intensive palermitane, ma italiane e mondiali celebrano questa festa a commemorazione di questi
12:51piccoli guerrieri.
12:53Ci sono storie belle che poi avete conosciuto?
12:55Ci sono tante storie belle, per esempio le cose che danno maggiore soddisfazione, l'anno
13:03scorso per esempio è venuto un ragazzino che ora è un ragazzo di 18 anni che pesava
13:10650 grammi ed è un ragazzone che non finisce mai, che lavora sorridente, felice e queste
13:17sono grandi soddisfazioni per la famiglia, ma soprattutto per i medici e per tutti quelli
13:23che lavorano, infermieri e medici, in una terapia intensiva e che seguono il percorso
13:29faticoso di questi bambini.
13:31Ecco, questo è un messaggio importante anche da lanciare, soprattutto magari per le famiglie
13:35che si preoccupano di quando un neonato nasce prematuro, ci sono problemi di peso appunto,
13:41ma non solo, invece ci sono professionisti che si occupano tutti i giorni di questo e poi
13:46quindi la vita procede, va avanti anche con successo e la festa del prematuro ce lo racconta.
13:52Non parliamo soltanto di questo, parliamo anche del ruolo fondamentale della banca del
13:58latte che è presente all'ospedale Buccheri La Ferla di Palermo, che cos'è dottoressa?
14:03Allora, lo dice la stessa parola, banca del latte, banca perché custodisce un bene prezioso,
14:11il bene prezioso è il latte che rappresenta non soltanto nutrimento, ma rappresenta un investimento
14:22per il futuro. Qua vediamo alcuni numeri, la banca del latte del Buccheri La Ferla è
14:29stata fondata nel 2005, infatti abbiamo festeggiato i 20 anni di apertura, sono state arruolate
14:37500 donatrici in questi anni e sono stati prodotti più di 3 mila litri di latte, questi
14:46sono numeri aggiornati al 2025, sono stati sfamati 814 neonati, prevalentemente del Buccheri
14:54La Ferla, ma all'occorrenza è compatibilmente con le scorte che abbiamo anche pazienti di
15:02altre terapie intensive o di altri ospedali. A chi viene somministrato il latte umano di
15:08banca? Viene somministrato principalmente ai neonati prematuri, cioè a quei neonati
15:15che del latte umano devono fare non soltanto nutriento, ma anche cura, perché il latte umano
15:23ha delle proprietà organolettiche, antinfettive, protettive e stimolanti il sistema immunitario
15:31in senso positivo che nessun altro liquido biologico ha. Quindi principalmente a loro,
15:39quando per esempio la mamma per motivi contingenti non può dare il suo latte, ma anche altre
15:47situazioni di patologia intestinale o altre situazioni che beneficiano del latte umano di
15:53banca. Quindi quando è fondamentale proprio dare
15:56quello e non l'artificiale. Sì, diciamo che la priorità bisogna sempre
16:00darle al latte umano proprio perché, come dicevo poco fa, è un investimento per il
16:04futuro, nel senso che protegge a lungo termine da malattie cosiddette croniche, quindi riduzione
16:13del rischio cardiovascolare, metabolico, dell'obesità e del diabete. Quindi un investimento per l'essere
16:20umano adulto. E come funziona di fatto? Cioè le donatrici come vengono scelte?
16:26Allora, le donatrici innanzitutto devono essere volontariamente disponibili a donare il latte.
16:34Nel momento in cui sono disponibili vengono scrinate da un punto di vista sierologico, quindi
16:41fanno degli esami sierologici per garantire che non ci sia positività di infezioni in corso.
16:49Viene analizzato il latte, quindi vengono fatte quelle che sono le prove culturali sul latte
16:58e il latte poi, una volta che viene raccolto, chiaramente le mamme devono avere abbastanza
17:05latte da poter gestire il proprio figlio e anche donarlo. Viene attivato quello che è
17:13il processo principe della Banca del Latte che è un processo di pastorizzazione. In particolar
17:20modo noi abbiamo un pastorizzatore HTST che è un pastorizzatore che utilizza una metodologia
17:26di raggiungimento di temperature altissime per pochi minuti e questo shock termico garantisce
17:35una pulizia tra virgolette da quelli che possono essere gli agenti infettivi garantendo
17:41e mantenendo le proprietà organolettiche del latte. Quindi fondamentalmente poi il latte
17:48viene stoccato, noi non facciamo pull di latte in maniera che possa essere sempre identificato
17:54l'origine del latte che noi stiamo somministrando e viene poi congelato e somministrato all'occorrenza
18:02ai nostri pazienti e come dicevo anche ad altri se è sufficiente il quantitativo che
18:08abbiamo. Quindi arrivano anche le richieste come diceva ad altri. Sì, anche se chiaramente
18:12la priorità è per i pazienti ricoverati, se è possibile poi lo diamo anche agli altri
18:18ospedali. E i risultati che avete comunque raccolto sono positivi sotto questo punto di vista
18:24sia dalle donatrici che magari vi raggiungono? Sì, i numeri parlano perché magari per chi non
18:29è addentro alle problematiche, i numeri che ho appena definito sono dei numeri assolutamente
18:38importanti e ancora oggi noi cerchiamo di incentivare soprattutto quando facciamo i cosiddetti corsi
18:47pre-parto, di accompagnamento al parto, abbiamo vari incontri con le mamme dove spieghiamo quello
18:54che è l'importanza dell'allattamento e della donazione e quindi stimoliamo anche le donne
19:00a diventare donatrici di latte umano. Ecco, quindi dall'esterno è possibile comunque contattarvi
19:07dottoressa? Assolutamente, possiamo essere contattati, ci sono dei numeri che noi abbiamo
19:15nel contesto della banca del latte che sono questi che vedete e poi potete anche scrivere
19:20alla mia email così come spesso fanno molte donatrici per avere notizie e per inserirsi
19:28in questo bel programma di donazione. Quindi ci sarà prima un incontro, parlerete con queste
19:33donatrici e poi di fatto saranno protagoniste di questa bellissima iniziativa e questa bellissima
19:40realtà che è la banca del latte, del bucchieri Laferla. Dottoressa, adesso insieme commentiamo
19:48tre falsi miti relativi al neonato prematuro ma non solo, anche al latte materno. Leggiamo
19:55insieme tre affermazioni che sono completamente false. Il latte materno dopo l'anno diventa
20:02acqua, quante volte lo abbiamo sentito dire? Poi bisogna sterilizzare tutto ciò che tocca
20:08il neonato fino all'anno e prenderlo troppo in braccio, anche questa frase che sentiamo
20:14davvero tanto, gli farà prendere il vizio. Ecco, queste tre affermazioni, dottoressa, sono
20:20tutte e tre false. Perché? Spieghiamolo.
20:23Assolutamente false. Allora, partendo dalla prima, il latte materno è un liquido biologico
20:30complesso in continuo cambiamento in relazione alle esigenze della crescita del bambino. Quindi
20:39non è assolutamente vero, ma il latte materno si adegua alle esigenze del bambino che deve
20:45essere nutrito. Si calcola che tra i 18 e 23 mesi noi possiamo avere da mezzo litro di latte
20:55materno, una buona percentuale di apporto energetico e una parziale percentuale di apporto
21:04proteico. Chiaramente man mano che il bambino cresce al latte materno si devono affiancare
21:10altri nutrimenti per completare l'alimentazione e il nutrimento del paziente.
21:15La seconda, è vero che sterilizzare tutto quello che va in bocca, soprattutto legato
21:22all'allattamento, quindi quello che tocca il latte deve essere sterilizzato, ma sterilizzare
21:28tutto e avere l'ossessione della pulizia estrema anche i suoi risvolti negativi, perché il nostro
21:35sistema immunitario, i nostri linfociti, devono essere un po' allenati a riconoscere quelli
21:41che sono i microorganismi saprofitto, i microorganismi quelli dell'ambiente domestico e questo consentirà
21:49di ammalarsi meno di malattie allergiche e di malattie autoimmunitarie.
21:53E poi c'è la terza frase, davvero la dicono in tanti questa, quindi prenderlo troppo in
21:59braccio e gli farà prendere il vizio.
22:00Allora, prendere il vizio significa fare un ragionamento complesso mentale che il neonato
22:09non può fare perché vive di bisogni primari e quindi di riflessi e perché ha una corteccia
22:16profrontale giustamente poco organizzata in relazione alla sua età.
22:22Piuttosto invece il contatto pelle a pelle che noi per esempio incentiviamo fin dai primi
22:27momenti della nascita e quindi a seguire, rappresenta quell'elemento che garantisce minore stress
22:37perché c'è una riduzione della produzione di cortisolo, un aumento dell'ostitocina,
22:42quindi sono bambini più sicuri, più autonomi, quindi il legame affettivo e quindi il prendere
22:48in braccio è una bella cosa per il bambino e anche per il genitore ovviamente.
22:53Leggiamo adesso le tre verità, che poi sono di fatto le risposte a questi falsi miti.
22:59Leggiamole insieme.
23:00Il latte materno continua a essere una fonte preziosa di nutrienti, anticorpi ed enzimi
23:06anche dopo l'anno di vita, un'eccessiva sterilizzazione impedisce al sistema immunitario
23:11del lattante di interfacciarsi con i comuni batteri ambientali e poi il contatto fisico
23:16è un bisogno primario esattamente come la fame o il sonno.
23:21Ecco queste sono le tre invece affermazioni vere e sono di fatto poi le risposte ai tre falsi
23:26miti e quindi è così. Abbiamo risposto anche a questo.
23:32Tantissime volte dicono non prenderlo in braccio, poi prende il viso, quindi lei ha spiegato
23:36perfettamente che invece è un bisogno primario e va secondato.
23:40Grazie mille dottoressa.
23:41Grazie a lei.
23:42Grazie per essere stata mia ospite e in bocca al lupo per tutti i progetti futuri.
23:46Grazie ancora.
23:46Grazie a voi.
23:48E adesso apriamo una parentesi perché parliamo di chirurgia maxillofacciale, introdotta
23:54la robotica mini-invasiva al San Marco di Catania.
23:59Sentiamo le interviste e poi andiamo in pubblicità.
24:01È stato il coronamento di un percorso di due anni che è iniziato con il corso presso
24:06la chirurgia robotica, la scuola di chirurgia robotica di Grosseto e che ha visto tutto
24:11un percorso di avvicinamento in cui sono stato supportato dal professor Bianchi ovviamente
24:15ma soprattutto dal dottor Bartolotta che è responsabile della chirurgia robotica della
24:20nostra azienda che mi ha accompagnato nell'avvicinamento e anche durante la procedura chirurgica che
24:26è stata una procedura per la prima volta micro-invasiva a fronte invece di una chirurgia
24:32tradizionale che prevede un'ingisione nel collo.
24:35È stato un intervento complesso che ha visto il coinvolgimento di un'equip numerosa con varie
24:43personalità dall'anestesista a noi chirurghi ovviamente ma anche agli strumentisti dedicati
24:50di sala operatoria. Il paziente è stato bene sia durante la procedura che nell'immediato
24:55post-operatorio, è stato bene da subito dalla sera stessa e è andato a casa in terza giornata.
25:02Siamo riusciti per la prima volta da ciò che riferisce la letteratura in Europa ad aggredire
25:09una massa latrocervicale mediante una micro-invasività. Questa micro-invasività che quindi evita incisioni
25:17puttane nel collo, quindi una zona funzionalmente ed esteticamente assolutamente sensibile, è
25:23stato permesso, è stato concesso dall'utilizzo del robot. A San Marco è presente, così come
25:32a Rodorico, alta tecnologia, in modo particolare è presente il robot, il Da Vinci. Il Da Vinci
25:37pertanto ha permesso, in questo progetto avvallato dal Policlinico, sostenuto dall'Università
25:43e portato in avanti con energia e con entusiasmo da uno dei miei dirigenti medici, il dottor
25:50Bartaglia, ha permesso di asportare questa lesione attraverso mini-incisioni. Vuol dire attraverso
25:58piccole incisioni inserire delle cannule, delle mani, esattamente quello che ci ha insegnato
26:05dalla chirurgia generale l'endoscopia e potere quindi affrontare tutte le logge e le masse
26:13latrocervicali per via micro-invasiva. Questo di per sé è importante per questo primo intervento,
26:22questa era la neoformazione benigna, ma perché può aprire nuovi scenari nella chirurgia del
26:28collo, che nel nostro distretto è estremamente importante in modo particolare per gli interventi
26:35di tipo oncologico, in quanto il paziente oncologico vede spesso la necessità di grandi
26:43incisioni latrocervicali per asportare masse neoplastiche oppure le localizzazioni metastatiche
26:50delle masse neoplastiche. Questo è un inizio, è un inizio che ci ha permesso perché in questo
26:55momento Catania vede veramente un entusiasmo scientifico e tecnologico e ci viene permesso
27:04in modo particolare l'ospedale San Marco dove è presente alta tecnologia del distretto
27:11testacolo.
27:20Nella vita puoi accontentarti oppure decidere di splendere. Sportiva per natura, intelligente
27:28per scelta, 474 litri veri, cerchi in lega, interni che accolgono, tutto a portata di tocco
27:36e oltre 8.000 euro di accessori inclusi per distinguerci. Shine GS non è solo un'auto
27:42ma una scelta per chi vuole fare la differenza. Dongfeng Shine a 18.900 euro solo qui da GB Auto
27:51in via partanna Mondello 52 a Palermo. Ti aspetto.
28:01Gigi, di nuovo qui. E' che vorrei ripartire subito ma posso andare in tutta Europa? Assolutamente
28:07io. Ovunque andrai una sola scelta.
28:13Attenzione perché abbiamo una notizia incredibile. Che cosa Sonia? Dal 21 aprile arriva un programma
28:20nuovissimo. Stonati ma felici. Oh il karaoke che non l'ha fatto mai nessuno. Ma non come
28:28lo facciamo noi. Attenzione. Su TGS dal 21 di aprile alle 21.40. Mi raccomando con Sonia
28:37con Sonia Salvanza. Con Sonia Salvanza. Stonati ma felici.
28:52Rieccoci in studio pronti per affrontare il secondo tema di questa sera. Parliamo di cannabis
28:59e di schizofrenia. Lo facciamo con la mia ospite che presento e che saluto. La professoressa
29:05Caterina Erika Lacascia, professoressa ordinaria della scuola di medicina e di chirurgia dell'Università
29:10degli Studi di Palermo è responsabile dell'unità operativa semplice Psicologia clinica e interventi
29:16psicosociali del Policlinico di Palermo. Buonasera dottoressa. Buonasera. Grazie per aver accettato
29:21il nostro invito. Grazie a voi. Tema complesso schizofrenia e cannabis. Partiamo dalla schizofrenia.
29:28Che cos'è? Allora la schizofrenia nel panorama dei disturbi mentali è certamente una delle patologie
29:34più significative, più emblematiche e anche più complesse. Complesse sia perché coinvolge
29:41da tanti punti di vista il funzionamento dell'individuo, sia perché ha spesso un'età
29:47di insorgenza molto precoce e quindi segna uno spartiacque nella qualità di vita, sia
29:53perché il trattamento richiede una sua complessità. Partendo dal discorso dei sintomi, chi è un
30:00soggetto schizofrenico. Una persona con la schizofrenia è una persona che ha un disturbo
30:06che viene finito come mente scissa proprio dalla parola schizofrenia. Non ha un disturbo
30:12di personalità, non ha una doppia personalità, non è un malavitoso, non è una persona che
30:16finge. È piuttosto una persona che è presente dei sintomi ben precisi e che devono essere
30:22diagnosticati e inquadrati in maniera adeguata. I sintomi più tipici sono quelli che hanno a
30:27a che fare con un'alterazione delle funzioni che tutti noi abbiamo. Il pensiero, per esempio,
30:32ha una caratteristica ben precisa che è quello di produrre delle idee di stampo delirante.
30:37Il delirio è un convincimento immodificabile, del tutto erroneo o comunque prevalentemente
30:43erroneo, che non ha un aggancio con la realtà, ma di cui il soggetto è totalmente convinto.
30:48Un esempio classico di delirio è il convincimento che il vicino di casa voglia ucciderti, o un delirio
30:55a stampo megalomanico è che io abbia una relazione segreta con una persona al di fuori
31:00della portata. Avere un convincimento di questo tipo significa che qualunque tentativo di modificare
31:06tale idea è assolutamente vano, anzi piuttosto a volte determina nel soggetto un maggior convincimento
31:13della veridicità del proprio pensiero. A questo si accompagnano sintomi come le allucinazioni,
31:19alterazioni della funzione e della senso percezione. Tipicamente nella schizofrenia abbiamo
31:24allucinazioni di stampo uditivo. Il soggetto cioè vive delle voci, per esempio a carattere
31:28imperativo, che gli dicono di uccidere, che gli dicono di agire in un determinato modo.
31:33Anche in questo caso è inutile provare a disconfermare la presenza di questa voce, perché il soggetto
31:39è assolutamente certo di questo. Quindi vediamo immediatamente che la caratteristica che rende
31:43questo disturbo molto impegnativo è l'immodificabilità, è l'assenza di un esame di realtà da parte
31:49del soggetto. Il soggetto vive una propria realtà ed una visione frammentata della realtà
31:54che lo circonda. Inoltre a questi disturbi aggiungiamo anche dei disturbi che sono a volte
32:00subdoli nella loro insorgenza, che sono meno evidenti, che sono meno eclatanti, ma che sono
32:06altrettanto significativi e impegnativi sia nella diagnosi che nella prognosi del disturbo,
32:11che sono sintomi che riguardano per esempio una riduzione della capacità cognitiva generale,
32:15in particolare disturbi della memoria breve a lungo termine, disturbo nelle capacità
32:20di problem solving, disturbo dell'attenzione. Altri tipici sintomi hanno a che fare poi
32:27con una riduzione o anche assenza, parliamo di alogia, quindi una riduzione quasi, un
32:32azzeramento della capacità del linguaggio, la bulia, l'apatia, quindi una condizione che
32:37per certi versi può richiamare anche quelle che comunemente vengono definite depressioni,
32:42ma consideriamo che noi nel linguaggio comune utilizziamo la parola depressione per individuare
32:48patologie molto diverse. La schizofrenia presenta sintomi che a volte, parzialmente, possono
32:53richiamare anche condizioni depressive, ma che non sono depressione.
32:58Abbiamo anche dei numeri, no?
32:59Sì, abbiamo dei numeri.
33:00Abbiamo subito la regia a farci vedere proprio le slide, così da casa ci seguono bene.
33:06Ecco, questi sono i dati, i dati di diffusione.
33:08Sì, un dato di diffusione, per capirlo subito, è il primo, cioè la prevalenza.
33:13Noi sappiamo che tendenzialmente ogni cento individui, una persona, ha questo disturbo.
33:19Per spiegarlo in maniera semplice possiamo dire quindi che se noi ci troviamo nella sala
33:23di un cinema affollata, dove c'è una capienza di un centinaio di posti, fra questi c'è un
33:28soggetto che può avere questo disturbo. Questo non ci deve allarmare, non ci deve spaventare,
33:34ma piuttosto ci deve fare capire come di fatto avere una schizofrenia non comporta necessariamente
33:38essere incongru, essere inadeguata, avere dei comportamenti bizzarri, ma piuttosto ci deve
33:43far capire che è un disturbo meno raro e meno distante da noi, da quello che vogliamo
33:49pensare.
33:50Rispetto alla Sicilia, noi sappiamo che attualmente abbiamo circa 21.000 pazienti presi in carico
33:56presso le strutture della nostra regione, il che quindi non tiene conto di eventuali persone
34:01seguite privatamente, ma è una stima abbastanza significativa della diffusione nel nostro
34:07territorio. I corsi sociali, ciò che non si sa della schizofrenia e che invece è necessario
34:12sapere, è i rischi che si corrono nel momento in cui si sviluppa questo disturbo. L'età
34:18precoce fa sì che un giovane adolescente nel pieno della sua evoluzione cerebrale, della
34:26sua evoluzione personologica ed emotiva, si trova a interrompere spesso la traiettoria
34:32esistenziale immaginata. Si interrompe o si riduce il rendimento scolastico in maniera
34:37significativa, si aumenta il ritiro sociale, riducono le abilità di vita ordinaria, quindi
34:45si determinano le basi per condizioni di una forma di disabilità psichica che, se non vedono
34:50una schizofrenia precocemente ed efficacemente trattata, può diventare una disabilità cronica,
34:56perché la schizofrenia, altro elemento che la rende un disturbo complesso, è un disturbo
35:01che tende alla cronicizzazione. Ma sappiamo che trattamenti erogati in maniera efficace,
35:07trattamenti erogati precocemente rispetto all'insorgenza e al disturbo, fanno sì che tale
35:13cronicità possa essere abbondantemente combattuta.
35:16Ma quali sono le cause, professoressa?
35:19Allora, le cause. Questo è l'argomento per il quale tutti i ricercatori che si occupano
35:24di schizofrenia abbiamo cercato di dare un contributo, perché oggi viviamo in un'epoca
35:29in cui abbiamo superato quello che per tempo è stata la visione classica della schizofrenia
35:34e che a volte è ancora quella più comune, cioè una malattia genetica, il che quindi
35:39fa pensare che se io in famiglia non ho mai avuto una persona con un disturbo schizofrenico
35:44sono salvo. In realtà non è così. Poi c'è stato un altro filone antitetico a quello
35:49della psichiatria organicistica e della genetica psichiatria che è stato spesso il filone
35:55della psicologia, ossia un ragazzo sviluppato il disturbo schizofrenico perché appartiene
36:02a una famiglia negli anni 70 di separati o di famiglie conflittuali o perché la mamma
36:08è una mamma fredda, quindi una serie di ipotesi che oggi tendenzialmente sono disconfermate.
36:14Oggi parliamo di una eziologia, quindi di una origine della patologia che noi definiamo
36:19multifattoriale, dove il contributo genetico viene tenuto in piena considerazione non in
36:26termini di ereditarietà ma di vulnerabilità. Sono due parole che significano geneticamente
36:31parlando due condizioni diverse. Noi oggi diciamo che una vulnerabilità genetica rappresenta
36:36quel presupposto nella nostra mappatura genetica che può dare il via a un disturbo, ma non
36:43che venga questo ereditato in maniera mendeliana per intenderci. La parte della componente sociale,
36:51quindi la famiglia, certamente noi sappiamo che ci sono una serie di fattori ambientali,
36:56il modello che abbiamo noi sposato è quella del gene per ambiente, proprio dell'interazione
37:00tra questi due versanti di osservazione, ci sono una serie di fattori ambientali che possono
37:06giocare un ruolo. Noi abbiamo avviato molti anni fa uno studio che si chiama UGI, che è proprio
37:12l'European Genetic Environment Interaction, che ha proprio analizzato in 17 siti europei
37:19più il Brasile circa 1.100 soggetti all'esordio della schizofrenia e 1.000 soggetti sani.
37:27Noi abbiamo verificato quali sono le intersezioni tra i fattori genetici e quelli ambientali.
37:34Tra questi in particolare sicuramente fattori ambientali di grande rischio sono la migrazione.
37:39Quindi quando noi poi riceviamo migranti con disturbi psichiatrici che sono poi anche
37:45magari autori di reato, anche autori di violenza, consideriamo che possono avere sviluppato
37:51un disturbo schizofrenico anche per il processo migratorio. Traumi certamente infantili,
37:56la parola trauma oggi è diventata un po' ubiquitaria, la dovremmo poi qualificare e quantificare,
38:01è le sostanze, che sono certamente una parte significativa, oggi molto studiata.
38:08Tutte le sostanze, quelle legali e quelle illegali, quelle definite in tempo leggere,
38:13quelle oggi considerate non più leggere. Tra queste la cannabis.
38:17Ecco, parliamo proprio della cannabis, che gioca un ruolo poi di fatto sulla schizofrenia.
38:23Ma intanto spieghiamo che cos'è e quali sono i dati del consumo che abbiamo poi a disposizione oggi.
38:29Sì, la cannabis, direi oggi dovremmo parlare di vari tipi di cannabis, è la tipologia varia in base
38:36alla concentrazione di THC, che è il principio attivo del tetraidrocannabinolo, che determina un grado di potenza
38:45della cannabis sulla psiche umana. I dati, come si può vedere in questa slide, non sono rassicuranti
38:51nel nostro paese, perché secondo lo European Drug Report dell'anno scorso, l'Italia è al primo posto
38:58tra i paesi europei. Prima della Francia, prima della Spagna, prima dell'Olanda.
39:02Il che significa che i nostri giovani, perché il target è quello dei 15-34 anni, sono particolarmente
39:09consumatori di cannabis. Ricordiamoci che questo range d'età è lo stesso nel quale tipicamente
39:15vediamo l'esordio dei disturbi schizofrenici. Ecco perché l'età conta. L'età conta nell'esordio
39:20della schizofrenia, l'età conta perché è tipicamente questa la fascia della popolazione italiana
39:26maggiormente utilizzatrice di cannabis. Quindi la cannabis oggi, per esempio la skank, che è quella
39:34che ha un alto valore di THC, è una sostanza psicoattiva a tutti gli effetti. Voglio anche aggiungere
39:44che rispetto a quello che si pensava in passato, oggi il manuale statistico diagnostico di disturbi
39:50psichiatrici, che è il DSM, rappresenta lo strumento diagnostico più utilizzato al mondo,
39:56ha classificato un disturbo da uso di cannabis per la prima volta nella sua ultima edizione
40:01ed è un disturbo che richiama pienamente i criteri che abbiamo sempre classicamente utilizzato
40:06per le dipendenze da altre sostanze. Quindi noi oggi abbiamo una condizione correlata alla
40:12cannabis in cui noi possiamo avere un uso, un abuso e una dipendenza. La cannabis nella
40:19sua dipendenza comporta, nel caso in cui essa venga interrotta, comporta tutti i sintomi
40:25dell'astinenza, comporta anche la tolleranza, comporta il craving, comporta l'utilizzo anche
40:31in condizioni di pericolo, comporta un'idea ossessiva nel soggetto che cerca in tutti i modi
40:36di rintracciare la sostanza, comporta da un piano dal punto di vista sociale e questo potrebbe
40:42essere forse anche per i genitori dei ragazzi, potrebbe essere utile saperlo, comporta anche
40:48un cambiamento nel comportamento dell'adolescente, anche per esempio nel rendimento scolastico.
40:54Quindi ci sono dei campanelli di allarme che noi potremmo anche raccogliere, quindi se
40:58è un ragazzo che aveva un buon rendimento comincia ad avere uno scadimento del rendimento,
41:03se aveva una buona rete sociale comincia ad avere un ritiro sociale, se è più irritabile,
41:09se è più ansioso, se tende quindi a cambiare le sue abitudini di vita, dovremmo cominciare
41:16a valutare la possibilità che faccia uso di cannabis. Alcuni studi anche per esempio
41:21di neuroimaging, a prescindere dalla schizofrenia, ci dicono che l'uso in adolescenza provoca
41:27delle alterazioni cerebrali nella fase evolutiva in cui il cervello si sta strutturando per diventare
41:33quello di un giovane uomo o di una giovane donna, ci sono alterazioni nella materia bianca
41:38e anche nella materia grigia, il che significa disturbi della memoria, disturbi dell'attenzione,
41:43disturbi dell'apprendimento. Il dato buono però è che è un effetto dose risposta e quindi
41:49se il ragazzo interrompe, smette l'utilizzo della cannabis in questa maniera, parzialmente
41:56in buonissima parte più è precoce l'interruzione, più i danni si riducono.
42:00Eppure nell'immaginario è innocua quasi.
42:04Sì, forse anche per via della legalizzazione che su un piano mondiale si sta realizzando,
42:12sulla quale io chiaramente non mi esprimo da un punto di vista politico, noi ricercatori
42:18proviamo a dare un contributo per quello che è il nostro lavoro, però il fatto che venga legalizzata
42:23non ci deve spingere a normalizzarne l'utilizzo o a considerare che non sia dannosa, perché
42:29se noi pensiamo all'alcol e al tabacco, il tabaggismo è una dipendenza a tutti gli effetti,
42:35eppure è una sostanza legale.
42:37Ne conosciamo i danni, ormai chiunque inizia a utilizzare il tabacco sa che cosa va incontro,
42:43tant'è che noi spesso abbiamo giovani adolescenti che fumano cannabis ma non hanno mai fumato
42:47una sigaretta.
42:50Ecco, abbiamo parlato di schizofrenia, abbiamo parlato anche di uso di cannabis,
42:55ma che cosa dobbiamo fare davanti a questi soggetti?
42:59Iniziamo con la schizofrenia, quale deve essere l'approccio?
43:02Allora, il suggerimento che noi diamo è sempre quello di cercare di approcciarsi più precocemente
43:09possibile ai servizi di cura e a non sottovalutare la presenza di produzioni deliranti, se un ragazzo
43:20comincia a dire le cose strane facciamoci attenzione, se abbiamo la percezione che sia distante
43:26dalla realtà, che guardi la realtà in modo diverso chiediamo aiuto.
43:31La schizofrenia all'inizio, a volte abbiamo anche le condizioni di psicosi indotta dalla sostanza,
43:38cioè sono degli stati transitori che si esauriscono totalmente all'interruzione della sostanza,
43:44ma se abbiamo una condizione schizofrenica certamente immediatamente chiedere aiuto alla figura
43:49professionale medica che è quella dello psichiatra, perché lo psichiatra è il professionista
43:56nell'ambito della medicina che è la figura più adeguata per la diagnosi e il trattamento
44:02farmacologico e il disturbo schizofrenico.
44:04Sappiamo però, la letteratura ce lo dice, che il trattamento farmacologico non è abbastanza,
44:11non è tutto, perché cura bene e elimina abbastanza rapidamente anche se c'è una buona risposta
44:18l'aspetto delirante e allucinatorio, ma non incide il trattamento farmacologico sui sintomi
44:23cognitivi che citavo prima.
44:25Quindi a complessità di patologia abbiamo bisogno di una cura complessa, quindi il trattamento
44:32psicofarmacologico, il trattamento psicologico erogato da psicologi e psicoterapeuti esperti
44:39della materia schizofrenia e anche agli interventi di riabilitazione psichiatrica e psicosociale.
44:45Esiste una figura professionale in Italia che è il tecnico della riabilitazione psichiatrica
44:50e psicosociale che eroga delle tecniche di rimedio cognitivo per ristabilire e rimediare
44:56i deficit cognitivi della schizofrenia, tecniche come il social skill training che servono
45:02a restaurare le abilità sociali di vivere da solo in autonomia.
45:07Tutto questo chiaramente va a incidere contrastando la tendenza alla disabilità che citavamo prima.
45:14Sicuramente non c'è da andare da un prete pensando che sia una malattia dell'anima, ma
45:20per chiedere un conforto per carità, non c'è da pensare che sia, ah vabbè un ragazzo
45:26si rifarà perché l'esordio in adolescenza invece merita un'attenzione in più di un esordio
45:32in un'età più tardiva.
45:34Sviluppare una schizofrenia a 35 anni significa che quella persona per 35 anni ha avuto una vita
45:39assolutamente normale e quindi ha avuto il tempo di assimilare le competenze, le conoscenze,
45:46di sviluppare una famiglia, di sviluppare un lavoro e quindi ha già una solidità personale.
45:52Sviluppare un disturbo uguale ma in un'età così precoce in realtà crea i presupposti
45:57per una vita maggiormente segnata.
45:59Se a questo aggiungiamo anche il contributo della cannabis, chiaramente la faccenda si complica
46:05ulteriormente perché se un paziente schizofrenico continua a fare uso di cannabis,
46:09questo chiaramente incide perché va a fare a botte con la terapia farmacologica e quindi
46:15i benefici della terapia farmacologica vengono annullati.
46:19Aggiungiamo anche che secondo i nostri studi la cannabis determina sintomi più gravi,
46:25è una prognosi peggiore e in più il soggetto che usa cannabis schizofrenico ha un'età
46:31di sordio ancora più precoce rispetto allo schizofrenico senza cannabis, addirittura di tre anni.
46:36Quindi noi abbiamo incontrato nei vari siti europei questo successo esordi di 15 anni,
46:42di 16 anni, quindi il dato è significativo.
46:45La cannabis quindi sostanzialmente è come viene spesso definito un trigger, cioè un detonatore
46:51di una situazione.
46:53Più la uso quotidianamente, più il rischio di sviluppare la schizofrenia si eleva,
46:58più la uso ha d'alta potenza, più il rischio aumenta, più è precoce l'età di primo
47:04utilizzo, più questa incide sulla schizofrenia.
47:08Chiarissimo professoressa, adesso insieme sfatiamo dei miti, dei miti sul cannabis e sulla
47:15schizofrenia.
47:16Leggiamo insieme tre affermazioni false proprio su questi temi.
47:21La cannabis è innocua, è un po' quello che dicevo prima nell'immaginario comune, è
47:27così purtroppo.
47:29La schizofrenia è una malattia genetica e le persone con schizofrenia sono pericolose.
47:35Sono delle affermazioni false.
47:36False e peraltro generalizzo dicendo che nell'ambito della salute mentale ci sono molti
47:42falsi miti, perché ognuno ha la propria idea, perché non essendoci nulla di tangibile,
47:46di evidente, un po' come la disabilità psichica, non ho come quella sulla sedia a
47:51rotelle, è chiaro che ognuno si crea la propria idea.
47:54Allora, la canna ha visto nell'innocuo, abbiamo capito che determina danni a breve e a lungo
47:58termine e che fa da detonatore anche i disturbi psichiatrici cronici.
48:03Non è una malattia genetica, ma è una malattia che può insorgere in presenza di una vulnerabilità
48:10genetica, quindi è un destino presegnato?
48:12No.
48:13E poi la nostra scelta, anche perché aggiungo, non è che tutti facciamo la mappatura genetica
48:18per la schizofrenia.
48:20Sappiamo che ci sono dei geni che sono più probabilmente associabili, ma non facciamo
48:24una mappatura genetica, quindi dipende da noi poi evitare tutti quei fattori di rischi
48:28ambientali che citavo prima, per evitare che questa eventuale vulnerabilità presente in
48:32noi diventi malattia.
48:34Non sono persone pericolose.
48:36La pericolosità del paziente schizofrenico è circoscrivibile a quei momenti in cui la
48:42produzione delirante, allucinatoria e il comportamento disorganizzato fanno la loro parte.
48:48Ma poiché questa parte dei sintomi è assolutamente curabile attraverso le terapie farmacologiche,
48:54a livello ambulatoriale, a livello dei hospital o tramite ricoveri, che non sono mai necessariamente
49:00coatti e non sono nemmeno così tanto lunghi, altro mito da sfatare, e allora questo significa
49:05che non sono persone pericolose.
49:07Vorrei aggiungere che il grado di violenza a cui siamo esposti per ora dovrebbe farci pensare
49:12che quando siamo in giro e corriamo dei rischi sono tutti schizofrenici.
49:15In realtà non è così.
49:16Purtroppo lo sappiamo bene perché con la cronaca ce ne occupiamo tutti i giorni.
49:21Leggiamo invece le tre verità relative alla cannabis e alla schizofrenia.
49:26Leggiamo insieme le tre verità.
49:28La schizofrenia è un disturbo complesso in cui sostanze come la cannabis giocano un ruolo.
49:33Dipende da noi ridurre il rischio di insorgenza, come diceva prima anche lei, e poi le terapie
49:38sono efficaci.
49:40Sì, tutte le sostanze psicoattive possono giocare un ruolo.
49:46È chiaro che cannabis più cocaina, più metanfetamina, più eroina, è chiaro che il
49:52policonsumatore aumenta il rischio di sviluppare il disturbo in maniera significativa ed è un
49:57disturbo complesso proprio per le ragioni che ci siamo dette.
50:01Il rischio di insorgenza, sì, dipende anche da noi.
50:04È un problema di salute pubblica, non è un problema del singolo individuo, perché
50:09quando parliamo di diffusione di sostanze come la cannabis stiamo parlando di un fenomeno
50:13talmente comune dai dati che abbiamo visto, per cui dipende da noi, noi singoli individui,
50:19noi popolo, noi politica, eccetera.
50:22Le terapie efficaci assolutamente sì.
50:25Attenzione a un altro falso mito che va asfatato a mio modo di vedere, che è quello sulla gestione
50:31fai data della terapia farmacologica. Capita molto spesso, soprattutto da parte dei genitori,
50:37quando vedono un figlio stare meglio, dire, ah ma la deve continuare la terapia, ah ma poi
50:41diventa dipendente. Ecco, la dipendenza dalla farmacoterapia in campo psichiatrico è un fenomeno
50:48raro e che riguarda soltanto alcuni singoli farmaci, qualora questi non sono adeguatamente
50:56prescritti e la cui prescrizione non viene precisamente eseguita dalle persone.
51:00Quindi le terapie, le psicofarbacoterapie sono efficaci e hanno la stessa validità delle
51:07terapie in altri settori. Sono efficaci ma, attenzione a interromperle bruscamente, perché
51:13si crea un effetto rebound, cioè non solo si perde l'efficacia avuta, ma corriamo il rischio
51:17che i sintomi riesplodano in maniera più significativa di prima.
51:22Professoressa, grazie mille per essere stata nostra ospite e tornerà con altri temi sicuramente,
51:27perché sono comunque dei temi interessanti che vanno affrontati. Grazie ancora e in bocca
51:33al lupo per tutto. Grazie, buona serata.
51:35E finisce qui l'appuntamento di oggi con TGS Salus. Noi torniamo in onda mercoledì prossimo,
51:43sempre a partire dalle 21, da Aurora a Fiorenza. L'augurio di una buona serata.
52:01Grazie a tutti.
52:23Il meteo è presentato da BMI, Banco Metalli Italiano.
52:30Amici ben ritrovati dal vostro Giuseppe Davittis. Nuvole, sì, che non mancheranno, ma piogge
52:38non sono previste, piogge non se ne vedono. Il vento con rinforzo...
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