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  • 13 minuti fa
C’è un equivoco, quasi tenero, che accompagna da sempre la parola gioia: la immaginiamo leggera, improvvisa, un colpo di fortuna emotivo che arriva e ci salva. Una domenica mattina, una buona notizia, un amore che funziona. Poi arriva Gio Evan e, con la calma disarmante di chi ha attraversato il buio, ribalta tutto: la gioia non è un dono, è una disciplina. È un lavoro.

Dalla libreria Aretusa di Roma, ospite del vodcast “Il Piacere della Lettura”, Gio Evan presenta "La gioia è un duro lavoro" (Feltrinelli) come si presentano le cose vere: senza difese. Il suo non è un libro da leggere, è un territorio da attraversare. Dentro c’è lo sciamanesimo come pratica quotidiana, il dialogo con l’invisibile, ma soprattutto c’è una madre che torna, o forse non se n’è mai andata.

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Trascrizione
00:00Benvenuti al piacere della lettura, con noi dalla libreria Aretusa di Roma, Joe Evan.
00:05Benvenuto.
00:06Grazie a te.
00:07Il libro di oggi è La gioia è un duro lavoro.
00:10Questo libro si muove nella ricerca spirituale in cui intrecci il dialogo con l'invisibile
00:16alla memoria più concreta, quella di tua madre, che torna a camminarti accanto in una dimensione
00:21sospesa tra lutto e rivelazione.
00:23Tra pratiche sciamaniche, natura e ricordi di infanzia, il racconto diventa un viaggio
00:28interiore per recuperare energia, dare un senso alla perdita e trasformare il dolore in una
00:34forma nuova di presenza.
00:36Il titolo del tuo libro è appunto La gioia è un duro lavoro.
00:40In che modo la gioia, spesso percepita come un'emozione leggera e spontanea, diventa invece
00:46un traguardo che richiede fatica e dedizione costante?
00:50Ma è nel modo in cui capiamo che i sentimenti non vanno e vengono ma restano e che le emozioni
01:00invece vanno e vengono.
01:01Quando iniziamo a fare questa distinzione capiamo che bisogna investire molto sui sentimenti,
01:06che l'umore è un fatto che ci trasciniamo nel quotidiano e che quindi possiamo educarci
01:14tramite queste pratiche e poi studiando, in realtà studiando quando studiamo il Vangelo,
01:20quando studiamo la Bhagavad Gita o i testi antichi lasciati dai nostri maestri, dai nostri
01:26internati, capiamo che questa capacità intellettuale di saper stare nel mondo ma non essere del mondo
01:37e fa parte di un lavoro abbastanza severo, con tabelle di marcia rigide e che appunto la gioia
01:47è un fattore di attenzione, quindi non è un atto di distrazione, non è un giorno di festa.
01:55A proposito della solitudine scrivi, la solitudine quando è ricercata alza di livello gli incontri,
02:02in che modo l'isolamento volontario migliora le nostre relazioni umane?
02:06Beh, perché quando pratichi la solitudine conosci con molta più profondità sia i tuoi abissi interiori
02:16e sia hai più destrezza con le attenzioni e quindi non accetti più di essere corrompibile,
02:32non accetti più il superfluo e valuti e prendi sul serio il tempo da dedicare e quindi a non tutti
02:42ti viene
02:44facile poi dedicare e investire i tempi, soprattutto quando ti propongono il superficiale.
02:50Ecco, la solitudine ti invita tanto alla profondità.
02:54All'inizio del libro menzioni il tuo maestro Don José Sánchez e affermi
02:59non esiste nulla di più elevato e sapiente di colui che ha familiarizzato con l'invisibile.
03:05Cosa significa concretamente nella vita di tutti i giorni familiarizzare con l'invisibile?
03:10Significa considerare, significa considerare anche tutto il repertorio silenzioso e impercettibile
03:20che c'è nel nostro giorno.
03:25I sentimenti, gli umori, anche questi fanno parte del regno invisibile, l'amore fa parte del regno invisibile
03:33e quindi investire tanto su questa fiducia, su questa fiducia qua.
03:42Citando Galileo ricordi che non puoi cogliere un fiore senza turbare una stella.
03:47Come avverti questo invisibile legame universale nelle piccole scelte quotidiane?
03:51Io sono stato educato dai miei maestri dove il primo insegnamento che ci viene dato è quello che tutto è
03:57collegato.
03:58Un po' c'era tempi, nei nostri anni 90 si parlava molto dell'effetto farfalla.
04:05Un po' è questo in realtà, un'azione genera delle conseguenze, una causa genera l'effetto
04:14e l'effetto genera la causa e così via a ripetizioni.
04:19Questo da qui poi si basa anche, parliamo di grandi filosofie come il buddismo.
04:23Nel libro ti approprii di una parola trasformandola, alba, mi prendo la responsabilità di dare al sostantivo
04:30oppure il mestiere di aggettivo, io sono molto alba.
04:34Che cosa significa essere alba?
04:36Beh, essere alba nel romanzo fa parte del gioco dello schierarsi con la chiarezza,
04:44cioè di vivere lucido, di schierarsi con la lucidità, con la sobrietà, con la chiarezza, con l'atto di chiarimento
04:57e quindi prende come archetipo l'alba che è la prima luce che avviene durante il giorno ma così nella
05:05vita.
05:05In principio fu la luce, lo possiamo immaginare come un'alba, la prima alba, no?
05:11E quindi ecco diventare anche quella parte di sole, cioè non solo riceverla o per i più distratti non solo
05:20subirla
05:21ma anche iniziare a manifestare la luce di cui siamo capaci.
05:28Rivolgendoti a tua madre scomparsa dici
05:30Con te sono sparite le polpette, la moca, i parrucchieri, latte e biscotti, tu vali più di un'assenza.
05:36Quanto la privazione di alcuni alimenti che poi diventano privazione fisica colma oppure accentua l'assenza di chi si ama?
05:46Ma in realtà è un celebrare, vivo divertito la rinuncia, uno perché più mi privo e più mi sento ricco,
05:55cioè quando non riesco a fare a meno significa che porto con me in dotazione quegli strumenti a cui rinuncio
06:03cioè la vera ricchezza è poterselo permettere oppure saper rinunciare
06:07per me è sempre stato il saper rinunciare perché significa che era dentro di me, no?
06:13Quindi non ne avevo bisogno fuori
06:14e questi giochi di rinuncia in realtà è una pratica di lutto che mi fa compagnia
06:19mi tiene sveglio, funziona proprio come il caffè, cioè è un atto, una bevanda invisibile
06:26che mi tiene sugli attenti.
06:29In più mi piace ricordare che ci sono stati dei oggetti di potere
06:34che ho condiviso con alcune persone che è giusto che oggi non ripeta.
06:38La prova inoppugnabile che tua madre ti stia camminando accanto
06:41per te è una farfalla ferma sulla sua spalla trasparente
06:45senza aver bisogno di battere le ali
06:47un miracolo d'aria e una dote solitamente riservata solo alle aquile e ai rapaci.
06:53L'incontro con lo straordinario è forse l'unico modo per sopravvivere e spiegare la morte?
06:59Siamo così preoccupati e temiamo così tanto l'attraversamento
07:04che abbiamo bisogno di spiegarla.
07:06In realtà quando ti occupi della vita la domanda sacra non è cosa c'è dopo la morte
07:15ma cosa c'è prima della morte, quindi la vita stessa.
07:18Quando ti occupi consapevolmente e pratichi le attenzioni giuste,
07:22le coscienze alte in questa vita scopri che la morte in realtà è una...
07:27noi in India diciamo maia, cioè sveli un po' il lila, il gioco divino
07:33e quindi è una burla.
07:35Ma questo non toglie il fatto che in realtà però sì, c'è gente che può morire.
07:40La morte esiste, ce lo ricorda anche il Cristo con il Vangelo
07:43quando dice non tutti i peccati sono perdonati.
07:45Ecco che vuol dire che non tutti i peccati sono perdonati.
07:47Significa che chi pecca lo Spirito Santo e lì smarrirà di morte eterna, no?
07:55Cioè la morte eterna esiste.
07:56E così anche nello sciamanesimo, troviamo lo smarrimento delle anime,
08:00così anche gli incastri karmici, i sagnasin.
08:07E quindi esiste però chi pratica la vita può non preoccuparsene.
08:14Riflettendo sulla maturazione dei frutti del susino,
08:18noti che il morbido e maturo, il duro ha ancora lavoro
08:22e che funziona così anche con il cuore.
08:25Il tuo cuore in che fase di lavoro si trova oggi
08:28e come si fa ad avere un cuore morbido e maturo?
08:31Eh, si fa praticando la tenerezza.
08:33Si fa praticando la tenerezza, la delicatezza
08:37e iniziare a investire sulla confidenza.
08:45Ci sono degli esercizi molto buoni per portare il nostro frutto a maturazione
08:51che è quella dell'apertura, iniziare ad aprirci,
08:56quindi cercare di scendere a patti con i nostri imbarazzi,
09:00con le nostre inconsapevolezze, con le nostre vergogne,
09:05le timidezze anche sono da lavorare,
09:08sono da lavorare la paura di disturbare,
09:10la sindrome dell'impostore.
09:12Ecco, ci sono tutti questi sentori che abbiamo dentro
09:18e che dobbiamo iniziare a occuparci un po',
09:21chiedendo aiuto ad esempio, parlandone e via via seguendo.
09:28Ami il termine assicurare, perché ricordando tua nonna Adele in montagna
09:33lo associ a colei che non impedisce di cadere,
09:37ma neutralizza lo schianto.
09:39Chi o cosa ti assicura oggi nei tuoi vuoti d'aria?
09:43Ma eh, ho tanti amici.
09:45In realtà sono fortunatissimo su queste persone
09:51che lavorano all'interno con me nel percorso che stiamo creando,
09:54ho un'ottima sorella, ho delle persone concrete fatte di pelle
10:00ancora che mi attutiscono bene.
10:04Ho Bruce che mi ripara ogni schianto possibile e immaginabile
10:08e che in realtà mi invoglia a buttarmi ancora di più.
10:13E poi dall'altra parte c'è tutta una milizia,
10:16Gesù la chiamava la milizia celeste,
10:18mi sento avvolto anche da una milizia celeste che mi protegge
10:20dai grandi cattivi invisibili.
10:25Interpreti un vaso non come una costrizione per le radici,
10:29ma come un paio di scarpe per andarsene.
10:31E questa filosofia dell'irriequietezza
10:34è il vero motore della tua vena artistica?
10:36Ma in realtà veniamo da una parte di territorio,
10:40quella occidentale, che è fin troppo, a mio parere,
10:45affezionata ai limiti della nausea, sulla radice,
10:48l'importanza della radice, l'origine.
10:53Mi piace andare molto più oltre a che radice,
10:56di che radice parliamo, cioè la regione,
10:59ma c'è un universo, mi sembra apparecchiarci l'origine,
11:04la radice, in una regione mi sembra di escludere tutto un universo
11:07che in realtà dovremmo ambire.
11:09Quindi l'idea del vaso mi sembra molto poetico
11:11per far sì che alcune persone possano diventare ricercatori,
11:18ricercatrici e andarsene,
11:19e lasciando a chi ama così tanto l'origine
11:22terreno vasto per allargarsi.
11:25Nel testo chiarisci un equivoco comune,
11:27lo sciamanesimo non è religione, è pratica.
11:31Qual è, secondo te, il più grande pregiudizio
11:34che le persone hanno riguardo agli sciamani?
11:36Cos'è lo sciamanesimo?
11:37Ma è il pregiudizio più grande che vedono chi pratica lo sciamanesimo
11:43come o stregoneria spesso,
11:45viene confusa come quelli che si drogano in cerchio.
11:51In realtà stiamo parlando di millenni, millenni, millenni
11:54di pratiche ancestrali, dove Gesù pratica,
11:58nel Vangelo pratica lo sciamanesimo,
12:01quando l'acqua la porta in vino,
12:03quello è un atto sciamanico,
12:05ovvero lavorare con l'invisibile e l'impercettibile
12:08e considerare anche il cielo,
12:12cioè comunicare continuamente.
12:13Questo in realtà è quello che significa sciamanesimo,
12:16cioè essere il ponte fra la terra e il cielo.
12:19Buddha, così come abbiamo avuto grandi saggi,
12:22da San Francesco, Giordano Bruno,
12:24insomma ce ne abbiamo avuto tanti,
12:26solo che noi l'abbiamo vista un pochino più come stregonerie,
12:29l'abbiamo strappolata più dalla Mesoamerica,
12:32quindi dai Maya, dagli Aztechi, dai Lakota,
12:36in realtà quello era animismo e non sciamanesimo.
12:40Quindi sì, un po' di confusione ci sono,
12:42però a noi non è che ci importi più di tanto spiegarle.
12:48Riveli di non avere quadri tuoi appesi alle pareti,
12:51ma solo oggetti dimenticati dagli amici di passaggio,
12:55affermando,
12:56casa mia somiglia a chi viene a trovarmi.
12:59È un modo per sconfiggere l'ego dell'artista
13:02o un bisogno profondo di sentirti sempre abitato dagli affetti?
13:06Ma in realtà mi piace quella di praticare il vuoto,
13:13mi piace l'idea di lasciare questo posto come se non fosse mai passato di qui,
13:22questa è un po' una regola degli amazzoni,
13:26non lasciare impronte,
13:28anche se in realtà poi artisticamente ormai la frittata è fatta,
13:32però ecco l'idea dell'oggettistica, di non avere, mi piace.
13:37Quindi succede che la mia casa che è vuota,
13:39che la mensola è scarna,
13:42amici di passaggio lasciano pietre, aquiloni, oggettistica
13:47e allora si riempie, si arreda di questa gente che va e che viene
13:52e mi piace orbitare in questo spazio dove gli altri parlano da me.
13:58Molto poetica come immagine.
14:00Oggi al piacere della lettura abbiamo parlato della Gioia,
14:04è un duro lavoro edito da Feltrinelli
14:06e tu quale libro ci consiglieresti per il piacere della lettura?
14:10Wow, ce ne ho tanti, non lo so,
14:14però bisogna stare attenti a leggere libri.
14:16Ora consiglierei sicuramente frammenti di un insegnamento sconosciuto,
14:20degli insegnamenti di Gurdjieff,
14:23per i più giovani, per i bambini consiglio sempre il piccolo principe
14:30perché è un master, è perfetto, è veramente una scrittura, è un invisibile.
14:37Poi mi piace molto anche Flatland di Abbott,
14:40poi basta, era uno, scusa.
14:42Grazie mille.
14:42Grazie, grazie a voi, ciao.

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