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  • 2 mesi fa
C’è un equivoco, quasi tenero, che accompagna da sempre la parola gioia: la immaginiamo leggera, improvvisa, un colpo di fortuna emotivo che arriva e ci salva. Una domenica mattina, una buona notizia, un amore che funziona. Poi arriva Gio Evan e, con la calma disarmante di chi ha attraversato il buio, ribalta tutto: la gioia non è un dono, è una disciplina. È un lavoro.

Dalla libreria Aretusa di Roma, ospite del vodcast “Il Piacere della Lettura”, Gio Evan presenta "La gioia è un duro lavoro" (Feltrinelli) come si presentano le cose vere: senza difese. Il suo non è un libro da leggere, è un territorio da attraversare. Dentro c’è lo sciamanesimo come pratica quotidiana, il dialogo con l’invisibile, ma soprattutto c’è una madre che torna, o forse non se n’è mai andata.

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Trascrizione
00:00Benvenuti al piacere della lettura, con noi dalla libreria Aretusa di Roma, Joe Evan.
00:05Benvenuto.
00:06Grazie a te.
00:07Il libro di oggi è La gioia è un duro lavoro.
00:11Questo libro si muove nella ricerca spirituale in cui intrecci il dialogo con l'invisibile
00:16alla memoria più concreta, quella di tua madre, che torna a camminarti accanto in una dimensione
00:21sospesa tra lutto e rivelazione.
00:23Tra pratiche sciamaniche, natura e ricordi di infanzia, il racconto diventa un viaggio
00:28interiore per recuperare energia, dare un senso alla perdita e trasformare il dolore in una
00:34forma nuova di presenza.
00:36Il titolo del tuo libro è appunto La gioia è un duro lavoro.
00:40In che modo la gioia, spesso percepita come un'emozione leggera e spontanea, diventa invece
00:46un traguardo che richiede fatica e dedizione costante?
00:50Ma è nel modo in cui capiamo che i sentimenti non vanno e vengono ma restano e che le emozioni
01:00invece vanno e vengono.
01:01E quando iniziamo a fare questa distinzione capiamo che bisogna investire molto sui sentimenti,
01:06che l'umore è un fatto che ci trasciniamo nel quotidiano e che quindi possiamo educarci
01:14tramite queste pratiche e poi studiando, in realtà studiando quando studiamo il Vangelo,
01:20quando studiamo la Bhagavad Gita o i testi antichi lasciati dai nostri maestri, dai nostri
01:26internati, capiamo che questa capacità intellettuale di saper stare nel mondo ma non essere del mondo
01:37e fa parte di un lavoro abbastanza severo, con tabelle di marcia rigide e che appunto la gioia
01:47è un fattore di attenzione, quindi non è un atto di distrazione, non è un giorno di festa.
01:55A proposito della solitudine scrivi, la solitudine quando è ricercata alza di livello gli incontri,
02:02in che modo l'isolamento volontario migliora le nostre relazioni umane?
02:06Beh, perché quando pratichi la solitudine conosci con molta più profondità sia i tuoi abissi interiori
02:16e sia hai più destrezza con le attenzioni e quindi non accetti più di essere corrompibile,
02:32non accetti più il superfluo e valuti e prendi sul serio il tempo da dedicare e quindi a non tutti
02:42ti viene
02:44facile poi dedicare e investire i tempi, soprattutto quando ti propongono il superficiale.
02:50Ecco, la solitudine ti invita tanto alla profondità.
02:54All'inizio del libro menzioni il tuo maestro Don José Sánchez e affermi
02:59non esiste nulla di più elevato e sapiente di colui che ha familiarizzato con l'invisibile.
03:05Cosa significa concretamente nella vita di tutti i giorni familiarizzare con l'invisibile?
03:10Eh, significa considerare. Significa considerare anche tutto il repertorio silenzioso e impercettibile
03:20che c'è nel nostro giorno. I sentimenti, gli umori, anche questi fanno parte del regno invisibile.
03:30L'amore fa parte del regno invisibile. E quindi investire tanto su questa fiducia, su questa fiducia qua.
03:42Citando Galileo ricordi che non puoi cogliere un fiore senza turbare una stella.
03:46Come avverti questo invisibile legame universale nelle piccole scelte quotidiane?
03:51Ma questo io sono stato educato dai miei maestri dove il primo insegnamento che ci viene dato
03:57è quello che tutto è collegato, no? Un po' c'erano tempi, nei nostri anni 90 si parlava molto dell
04:03'effetto farfalla, no?
04:05Un po' è questo in realtà, un'azione genera delle conseguenze, una causa genera l'effetto
04:14e l'effetto genera la causa e così via a ripetizioni. Questo da qui poi si basa anche, parliamo di
04:22grandi filosofie come il buddismo.
04:23Nel libro ti approprii di una parola trasformandola. Alba, mi prendo la responsabilità di dare al sostantivo
04:30oppure il mestiere di aggettivo. Io sono molto Alba. Che cosa significa essere Alba?
04:36Beh, essere Alba nel romanzo fa parte del gioco dello schierarsi con la chiarezza,
04:44cioè di vivere lucido, di schierarsi con la lucidità, con la sobrietà, con la chiarezza, con l'atto di chiarimento
04:57e quindi prende come archetipo l'Alba che è la prima luce che avviene durante il giorno ma così nella
05:05vita.
05:05In principio fu la luce, lo possiamo immaginare come un'Alba, la prima Alba, no?
05:11E quindi ecco diventare anche quella parte di sole, cioè non solo riceverla o per i più distratti non solo
05:20subirla
05:21ma anche iniziare a manifestare la luce di cui siamo capaci.
05:28Rivolgendoti a tua madre scomparsa dici, con te sono sparite le polpette, la moca, i parrucchieri, latte e biscotti,
05:34tu vali più di un'assenza. Quanto la privazione di alcuni alimenti, che poi diventano privazione fisica,
05:42colma oppure accentua l'assenza di chi si ama?
05:46Ma in realtà è un celebrare. Vivo divertito la rinuncia. Uno perché più mi privo e più mi sento ricco.
05:55Cioè quando non riesco a fare a meno significa che porto con me in dotazione quegli strumenti a cui rinuncio.
06:03Cioè la vera ricchezza è poterselo permettere oppure saper rinunciare.
06:08Per me è sempre stato il saper rinunciare perché significa che era dentro di me, no?
06:13Quindi non ne avevo bisogno fuori.
06:15E questi giochi di rinuncia in realtà è una pratica di lutto che mi fa compagnia.
06:19Mi tiene sveglio. Funziona proprio come il caffè.
06:23Cioè è un atto, una bevanda invisibile che mi tiene sugli attenti.
06:29In più mi piace ricordare che ci sono stati dei oggetti di potere che ho condiviso con alcune persone
06:36che è giusto che oggi non ripeta.
06:38La prova inoppugnabile che tua madre ti stia camminando accanto
06:41Per te è una farfalla ferma sulla sua spalla trasparente senza aver bisogno di battere le ali.
06:47Un miracolo d'aria e una dote solitamente riservata solo alle aquile e ai rapaci.
06:53L'incontro con lo straordinario è forse l'unico modo per sopravvivere e spiegare la morte?
06:59Siamo così preoccupati e temiamo così tanto l'attraversamento che abbiamo bisogno di spiegarla.
07:06In realtà quando ti occupi della vita la domanda sacra non è cosa c'è dopo la morte ma cosa
07:15c'è prima della morte.
07:16Quindi la vita stessa.
07:18Quando ti occupi consapevolmente e pratichi le attenzioni giuste, le coscienze alte in questa vita
07:23scopri che la morte in realtà è una...
07:27Noi in India diciamo maia.
07:29Cioè sveli un po' il lila, il gioco divino.
07:33E quindi è una burla.
07:35Ma questo non toglie il fatto che in realtà però sì c'è gente che può morire.
07:40La morte esiste.
07:41Ce lo ricorda anche il Cristo con il Vangelo quando dice non tutti i peccati sono perdonati.
07:45Ecco che vuol dire che non tutti i peccati sono perdonati.
07:47Significa che chi pecca lo Spirito Santo è lì smarrirà di morte eterna.
07:55Cioè la morte eterna esiste.
07:56E così anche nello sciamanesimo.
07:58Troviamo lo smarrimento delle anime.
08:00Così anche gli incastri karmici sagnasin.
08:07E quindi esiste però chi pratica la vita può non preoccuparsene.
08:14Riflettendo sulla maturazione dei frutti del susino noti che il morbido e maturo il duro ha ancora lavoro e che
08:23funziona così anche con il cuore.
08:25Il tuo cuore in che fase di lavoro si trova oggi e come si fa ad avere un cuore morbido
08:30e maturo?
08:31Eh si fa praticando la tenerezza.
08:34Si fa praticando la tenerezza, la delicatezza e iniziare a investire sulla confidenza.
08:45Ci sono degli esercizi molto buoni per portare il nostro frutto a maturazione che è quella dell'apertura.
08:54Iniziare ad aprirci, quindi cercare di scendere a patti con i nostri imbarazzi, con le nostre inconsapevolezze, con le nostre
09:04vergogne.
09:05Le timidezze anche sono da lavorare, sono da lavorare la paura di disturbare, la sindrome dell'impostore.
09:12Ecco, ci sono tutti questi sentori che abbiamo dentro e che dobbiamo iniziare a occuparci un po', chiedendo aiuto ad
09:22esempio, parlandone e via via seguendo.
09:28Ami il termine assicurare perché ricordando tua nonna Adele in montagna lo associ a colei che non impedisce di cadere
09:36ma neutralizza lo schianto.
09:39Chi o cosa ti assicura oggi nei tuoi vuoti d'aria?
09:43Ma ho tanti amici, in realtà sono fortunatissimo su queste persone che lavorano all'interno con me nel percorso che
09:53stiamo creando.
09:54Ho un'ottima sorella, ho delle persone concrete fatte di pelle ancora che mi attutiscono bene.
10:03Ho Bruce che mi ripara ogni schianto possibile e immaginabile e che in realtà mi invoglia a buttarmi ancora di
10:13più.
10:13E poi dall'altra parte c'è tutta una, Gesù la chiamava la milizia celeste, ecco mi sento avvolto anche
10:19da una milizia celeste che mi protegge dai grandi cattivi invisibili.
10:25Interpreti un vaso non come una costrizione per le radici ma come un paio di scarpe per andarsene.
10:31E questa filosofia dell'irriequietezza è il vero motore della tua vena artistica?
10:35Ma in realtà veniamo da una parte di territorio, quella occidentale, che è fin troppo a mio parere affezionata ai
10:46limiti della nausea, sulla radice, l'importanza della radice, l'origine.
10:53Mi piace andare molto più oltre a che radice parliamo, cioè la regione, ma c'è un universo, mi sembra
11:02apparecchiarci l'origine, la radice.
11:05In una regione mi sembra di escludere tutto un universo che in realtà dovremmo ambire.
11:09Quindi l'idea del vaso mi sembra molto poetico per far sì che alcune persone possano diventare ricercatori, ricercatrici e
11:19andarsene e lasciando a chi ama così tanto l'origine terreno vasto per allargarsi.
11:25Nel testo chiarisci un equivoco comune, lo sciamanesimo non è religione, è pratica.
11:31Qual è secondo te il più grande pregiudizio che le persone hanno riguardo agli sciamani?
11:36Cos'è lo sciamanesimo?
11:37Ma è il pregiudizio più grande che vedono chi pratica lo sciamanesimo come o stregoneria, spesso viene confusa come quelli
11:49che si drogano in cerchio.
11:51In realtà stiamo parlando di millenni, millenni, millenni di pratiche ancestrali dove Gesù pratica nel Vangelo, pratica lo sciamanesimo.
12:01Quando l'acqua la porta in vino, quello è un atto sciamanico, ovvero lavorare con l'invisibile e l'impercettibile
12:08e considerare anche il cielo, cioè comunicare continuamente.
12:13Questo in realtà è quello che significa sciamanesimo, cioè essere il ponte fra la terra e il cielo.
12:19Buddha, così come abbiamo avuto grandi saggi da San Francesco, Giordano Bruno, insomma ce ne abbiamo avuto tanti, solo che
12:26noi l'abbiamo vista un pochino più come stregonerie,
12:29l'abbiamo estrapolata più dalla Mesoamerica, quindi dai Maya, dagli Aztechi, dai Lakota.
12:36In realtà quello era animismo e non sciamanesimo, quindi sì un po' di confusione ci sono, però a noi non
12:44è che ci importi più di tanto spiegarle.
12:48Riveli di non avere quadri tuoi appesi alle pareti, ma solo oggetti dimenticati dagli amici di passaggio,
12:55affermando casa mia somiglia a chi viene a trovarmi. È un modo per sconfiggere l'ego dell'artista o un
13:02bisogno profondo di sentirti sempre abitato dagli affetti?
13:06Ma in realtà mi piace quella di praticare il vuoto, mi piace l'idea di lasciare questo posto come se
13:19non fossi mai passato di qui,
13:22questa è un po' una regola degli amazzoni, non lasciare impronte, anche se in realtà poi artisticamente ormai la frittata
13:32è fatta.
13:32Però ecco l'idea dell'oggettistica, di non avere, mi piace, quindi succede che la mia casa che è vuota,
13:39che la mensola è scarna,
13:41amici di passaggio lasciano pietre, aquiloni, oggettistica e allora si riempie, si arreda di questa gente che va e che
13:51viene
13:52e mi piace orbitare in questo spazio dove gli altri parlano da me. È molto poetica come immagine.
14:00Oggi al piacere della lettura abbiamo parlato della gioia, è un duro lavoro edito da Feltrinelli
14:06e tu quale libro ci consiglieresti per il piacere della lettura?
14:11Wow, ce n'ho, beh, tanti, non lo so, però bisogna stare attenti a leggere libri.
14:16Ora consiglierei sicuramente frammenti di un insegnamento sconosciuto, degli insegnamenti di Gurdjieff,
14:23per i più giovani, per i bambini consiglio sempre Il Piccolo Principe perché è un must, è perfetto,
14:33è veramente, c'è una scrittura, è un invisibile, poi mi piace molto anche Flatland di Abbott,
14:40poi basta, era uno, scusa.
14:42Grazie mille.
14:42Grazie, grazie a voi, ciao.
14:43Grazie a voi.

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