00:00L'area professionistica dell'Italia è la maggiore in termini di presenze di società professionistiche.
00:04Quindi questo, tra l'altro, con una percentuale di fallimenti, soprattutto nelle reghe inferiori, è altissima.
00:12Sono 25 anni, sono più di 100, le società che sono fallite.
00:16Quindi questo depone proprio come non ci sia sostenibilità.
00:19Se li ha, pare che sia stato solo due, negli ultimi ventani.
00:23Quindi, a mio giudizio, un'area professionistica limitata a 18 squadre perché, chiaramente,
00:31si troviamo davanti al fatto che poi una società, come è stato l'Into, Milano, o altre società,
00:37devono rispondere anche a impegni diversi.
00:41E quindi c'è la Champions, c'è l'Europa League, c'è la Conference League,
00:45che ci sono le nazionali che esigono giustamente di poter gestire i propri convocati
00:53in modo più, diciamo, con più tempo.
00:57E di conseguenza il fatto di avere 20 squadre significa, oggi, che c'è proprio un tasamento
01:02di periodi commerciali.
01:04Se dovesse verificarsi fenomeni atmosferici che, fortunatamente, non ci sono più
01:09quando una partita si spesa per neve, che negli anni Sessanta si capitava, non dico
01:15per neve, oggi non troveremmo neanche la data per poterla recuperare.
01:20E questo è il primo principio ispiratore per dire che, per un altro, 20 squadre non è
01:27grato di essere vissuti.
01:29Poi c'è la paura da parte di magari di società meglio piccole della retrocessione.
01:34Ma queste sono, voglio dire, sono situazioni che dovremmo trovare e accomodare
01:40proprio da un migliore, perché chiaramente io capisco la diversità che c'è tra una
01:44società che è un sassuolo, una società che fattura, come noi, uno scorso di 500 milioni.
01:50Ma siamo anche nell'ambito, non della virtualità, perché forse l'offensivo è di una giusta
01:56convivenza in un sistema che ha bisogno del sassuolo, dell'Inter e dell'Inter.
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