00:00Non è bastata la riverniciatura alla Winston Churchill su una scena internazionale resa tragica dall'invasione russa dell'Ucraina,
00:07nell'endorsement da amico ad amico di Volodymyr Zelensky, a evitare a Boris Johnson lo schiaffo elettorale incassato dal suo
00:14partito conservatore
00:15nel voto amministrativo di medio termine che ha coinvolto mezza popolazione del Regno Unito.
00:20Uno schiaffo non da K.O. per il primo ministro e la sua poltrona, nell'immediato, ma che ha scaricato
00:26senza dubbio sulla parrocchia Tori,
00:28i contraccolpi della diffusa irritazione innescata fra la gente dal coinvolgimento in prima persona di Bojo,
00:34nello scandalo Partygate, dei ritrovi organizzati in barba alle regole anti-Covid, a Downing Street in epoca di lockdown,
00:40oltre che da uno scenario economico segnato dal ritorno dell'inflazione e del caro bollette.
00:45Le conseguenze si sono fatte sentire in particolare nella nazione dominante del Regno, l'Inghilterra,
00:50conquistata in lungo e in largo dal premier della Brexit alle trionfali politiche di fine 2019,
00:56dove invece sono arrivati dispiacere in serie per il partito di governo nel conteggio delle schede riguardanti
01:02il rinnovo di 146 consigli comunali e locali.
01:05Alla fine i Tories ne hanno perso una decina sugli oltre 30 che guidavano dal 2018,
01:11lasciando per strada il seggio di circa 300 consiglieri su quasi 2.000.
01:16A minacciare il partito conservatore e il governo centrale, soprattutto lo scivolone di Londra,
01:20metropoli di cui Boris è stato per otto anni sindaco popolare.
01:24Filotto che del resto non consente di decretare una vittoria piena
01:28neppure per l'opposizione laborista neomoderata di Sir Kirstammer,
01:32il quale esulta evocando un elettorato stanco di bugie
01:35e un paese che ha diritto ad avere di meglio al governo.
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