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  • 21 ore fa

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Trascrizione
00:00Siamo arrivati da Kiev, che è la capitale di Ucraina, che il 24 di febbraio alle 5 della mattina,
00:09neanche si chiama la mattina, era ancora la notte per noi, stava dormendo io e la mia preverina bambina
00:15e siamo svegliati per la bomba che ha lasciato a noi Putin.
00:20La mia bagaglia è quella che praticamente non è bagaglia, è una borsa che abbiamo preso da una donna
00:25in Polonia, che c'è qua le vestite dei bambini, il cibo dei bambini, perché non abbiamo saputo
00:36fino a quando siamo in Campania.
00:39Ho visto la panica di gente, ho visto la paura negli occhi di ognuno di noi, ho visto che
00:49la gente non sa dove vanno quando escono da casa, ho visto che non sa quando torno a noi,
00:55abbracciano i suoi genitori, ho visto che la gente stanno distruggendo la vita di altre
01:02genti per nulla, perché è veramente per nulla.
01:06Ho visto che la gente lascia tutto e che le cose non valgono più come valevano prima,
01:14quindi praticamente adesso l'unica cosa che vale è la vita di persona e non vale più
01:20nulla, non mi c'entrano più le cose care, perché mi c'entrano di tornare alla mia
01:27casa a abbracciare mia mamma, mio papà.
01:30Tipo la una città che è come Montserratto da Cagliari e in Kiev è praticamente distrutta
01:37tutta, non c'è nulla e è così vicino come a piedi si può passare come da Cagliari
01:45a Montserratto, lo prendi l'otto e già si è Montserratto, è lo stesso di là,
01:49Kiev e si chiama Butcher, già è passato e sei di là, è così vicino che è distrutta
01:55tutta, tutta la città perché loro stanno provando a entrare a Kiev.
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