00:07Un percorso a cielo aperto, fatto di materassi sventrati, piastrelle in frantumi, pannelli e
00:12rosi, e perfino qualche vecchio giocattolo, pantofole spaiate e abiti usati. Non è un
00:17fermo immagine di una favela brasiliana e neppure un'istantanea di una bidonville indiana. Si
00:22tratta di una geografia dell'abbandono collocata in coordinate ben più vicine,
00:26quelle di Sant'Antioco. Quartiere delle case container di Vielo Gudoro, dopo il graduale
00:31trasferimento delle famiglie dei prefabbricati in alloggi più confortevoli, rimane il degrado,
00:36insieme all'ultima famiglia, formata da Camilla Pao e dal suo compagno Alessandro Ezzi. A
00:41partire dalla scorsa primavera l'amministrazione comunale ha fatto in modo che gli inquilini
00:45dei container lasciassero Vielo Gudoro per abitazioni migliori. Ad aprile la benna delle
00:50ruspe ha disintegrato parte delle baracche, quattro sono ancora in piedi, ma a distanza
00:54di sette mesi i cumuli di macerie sono ancora nello spiazzo, lungo la strada trafficata della
00:59zona industriale. Era il 2010 quando il comune, per ragioni di sicurezza, dispose il trasferimento
01:05delle famiglie dal faticente ex matatoio di via San Paolo ai container, che tuttavia avrebbero
01:10dovuto essere sgomberati entro la fine dello stesso anno. Ma dopo oltre cinque anni c'è
01:15ancora invoca una casa degna di essere chiamata tale.
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