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Trascrizione
00:00Il capo dei capi della mafia siciliana, Totò Riina, è morto. Il padrino nato a Corleone
00:06nel 1930 è deceduto all'ospedale di Parma dove era ricoverato in coma dopo due delicati
00:11interventi chirurgici. Capo indiscusso di Cosa Nostra era stato arrestato il 15 gennaio
00:16del 1993 e da allora è stato detenuto in regime di 41 bis. Proprio il 16 novembre ha
00:23compiuto 87 anni. Con la morte di Totò Riina si chiude per sempre la cosiddetta epoca dei
00:29corleonesi, dal nome del paese di Corleone di cui il clan era originario. Il boss ha
00:34costituito per oltre mezzo secolo un binomio indissolubile con Bernardo Provenzano e formato
00:39insieme a Leoluca Bagarella quel triunvirato che ha governato Cosa Nostra portandola nel
00:44terzo millennio, sviluppando nuovi modelli di business illegale e sferrando gli attacchi
00:50sanguinari allo Stato in quella che è passata la storia come la strategia stragista del biennio
00:5492-93. Emblematici gli omicidi dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. In galera
01:01per la prima volta per omicidio a soli 19 anni e poi latitante per 24 anni dal 1969, Totò
01:08Ucurtu, come era chiamato, fu arrestato il 15 gennaio del 1993 dal capitano dei carabinieri
01:13ultimo grazie alle dichiarazioni del suo ex autista Balduccio Di Maggio. Il nome di Riina
01:19è al centro anche di un'altra pagina oscura della storia d'Italia relativa alla cosiddetta
01:23trattativa tra Stato e mafia per porre fine alla strategia stragista del 92-93. Riina in
01:30particolare avrebbe posto tramite l'intercessione di Vito Ciancimino alcune condizioni tra le
01:34quali la revisione della sentenza del maxiprocesso, l'alleggerimento del 41 bis e la revisione delle
01:40norme in tema di pentiti e sequestro di beni ai mafiosi. Dal suo arresto Riina ha collezionato
01:4626 condanni all'ergastolo, comprese quelle per le stragi di Capace, Via D'Amelio e per
01:51la morte del generale dei carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa. Ma nonostante la reclusione,
01:56dal carcere ha continuato a lanciare minacce contro i giudici antimafia. Negli ultimi anni
02:01le sue condizioni di salute erano però notevolmente peggiorate rendendo necessari diversi interventi
02:06chirurgici. Nel 2017 gli avvocati avevano chiesto al Tribunale di Sorveglianza di Bologna
02:11del differimento della pena con la detenzione domiciliare. Il 19 luglio scorso però il Tribunale
02:17si è pronunciato negativamente respingendo la richiesta.
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