00:01E' l'altra faccia della storia di Capuceto Rosso, del fantasma formaggino e dell'uomo che scivola sulla buccia di
00:06banana.
00:07Non fa tanto ridere se accadere siamo noi.
00:09Così il viaggio nelle fiabe dell'infanzia, quello di Ascanio Celestini, sul palco di Osini per il Festival dei Tacchi.
00:15Questo talentuoso attore, drammaturgo e regista mischia inriverenza e gentilezza al punto giusto.
00:20Non c'è un autore, non c'è uno che scrive le barzellette.
00:24E chiunque le racconta, l'importante è che sappia raccontare, insomma.
00:28E poi le racconta come vuole.
00:30Le barzellette, peraltro, vengono continuamente riadattate.
00:32Non raccontiamo più barzellette su Giolitti o su, che ne so io, anche su Craxi.
00:38Accompagnato solo da un microfono e da poche luci il Celestini degli ultimi tempi,
00:41con la barzelletta prende per mano il pubblico e lo porta dentro i suoi racconti,
00:45affrontando alcune verità scomode del mondo con la forza garbata di chi ha ancora molto da dire.
00:50Fuori i compagni dalle calere, però era scritto fuori i le compagni barra e dalle calere.
00:58Sono le montagne di Taku che fanno da palcoscenico a Celestini,
01:01che conferma il successo senza età e senza tempo,
01:04che continua a essere palestra per le virtù del comico.
01:07C'è il significato morale della fiaba, il suo contrario,
01:10l'arte del racconto e il modo celestiniano di essere sempre narratore.
01:14Vale la pena che il racconto non sia solamente un racconto di cose,
01:18perché poi le cose non stanno lì, dove un po' lo spettatore si annoierebbe a non vedere le cose.
01:22Allora per fargliele vedere allo spettatore bisogna farglile immaginare
01:26e tutto ciò che può servire per farglile immaginare le cose è bene che venga utilizzata.
01:32E oggi? Non c'è da riuscire.
01:34No, quello che vuoi essere.
01:36No, ve lo riguardi.
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