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  • 1 giorno fa

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Trascrizione
00:00A stento trattiene le lacrime Elena, il nome di fantasia, ma vuole denunciare quello che ha subito.
00:06È stata violentata per ore da due soldati russi.
00:09Lo racconta da Zaporizia, città ucraina nel sud-est che ogni giorno raccoglie migliaia di sfollati in fuga,
00:16in attesa di prendere un autobus per raggiungere i figli mandati subito dopo l'inizio della guerra a Vignizza, nel
00:22centro del paese,
00:24lontani da casa, che è nella regione meridionale di Kherson, sulla prima linea dell'invasione.
00:29Suo marito era già al fronte, lei stava per partire, si è accorta di essere stata puntata mentre era in
00:35fila per la spesa.
00:36Qualcuno ha detto ai russi che il marito era un militare.
00:44Ho capito che mi guardavano con la coda dell'occhio, ho lasciato rapidamente il negozio, avevo a malapena il tempo
00:50di tornare a casa,
00:51non avevo tempo, ma sono entrati dalla porta dietro di me.
00:54Non ho avuto il tempo di prendere il telefono, non ho avuto il tempo di fare nulla, mi hanno semplicemente
01:00in silenzio spinta sul letto,
01:03schiacciata in silenzio con la mitragliatrice, spogliata.
01:09Dalle 15 circa in poi se ne sono andati verso le 4 del mattino, non si parlavano quasi mai, mi
01:16hanno solo insultata alcune volte.
01:19Poi hanno cominciato a dire, ok basta, dobbiamo andare a fare il nostro turno di guardia e se ne sono
01:24andati.
01:25E' disgustoso, davvero disgustoso, non voglio più vivere.
01:31Io sono un'ostetrica e il primo soccorso me lo sono prestato da sola, il resto credo lo gestirò da
01:37lì, dice riferendosi al luogo in cui sono reso i figli.
01:40Ma di una cosa resta sicura, l'Ucraina resterà qui e il nostro popolo si vendicherà, si vendicherà su di
01:48loro.
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