00:01Falsa dichiarazione di viaggio al governo australiano e violazione della quarantena
00:05per i positivi al covid in Serbia. Nel piano del braccio di ferro giudiziario politico
00:09sulla sua partecipazione da non vaccinato agli Australian Open, Novak Djokovic esce
00:14allo scoperto e ammette di aver commesso degli errori. In un lungo post su Instagram, il
00:18tennista ripercorre le settimane che ne hanno preceduto l'arrivo a Melbourne, dove il suo
00:22visto è stato prima cancellato dalle autorità di frontiera, con tanto di detenzione in un
00:27centro per migranti e poi ripristinato da una corte federale. In attesa della decisione
00:31definitiva del governo australiano, slittata ancora dopo la presentazione di nuovi documenti
00:36da parte dei legali del campione, Novak fa un parziale mea culpa, ma ribadisce di credere
00:41ancora nella opportunità di competere nel torneo contro i migliori giocatori del mondo. Le
00:46confessioni del campione partono dalla ricostruzione del suo contagio, avvenuto probabilmente a
00:50un match di basket il 14 dicembre a Belgrado, nel quale sono emersi diversi positivi. Djokovic
00:56riferisce quindi di aver fatto il 16 dicembre un test antigenico, nonostante fosse asintomatico,
01:01in cui è risultato negativo. Lo stesso giorno, per maggiore prudenza, racconta di aver fatto
01:05anche un tampone molecolare, che ha dato invece esito positivo. Ma quando l'indomani ha incontrato
01:10un gruppo di giovani tennisti, precisa, non aveva ancora avuto il risultato e un ulteriore
01:14test rapido era ancora negativo. Il 18 dicembre però, quando ha rilasciato un'intervista programmata
01:19all'equip, era invece consapevole di essere stato contagiato, ammette poi Djokovic, affermando di
01:24non averla cancellata per non deludere il giornalista.
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