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Trascrizione
00:05I mercati sperano nella tenuta del fragile, cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, domani
00:11cominciano i negoziati a Islamabad, mentre la crisi energetica mette a repentaglio la
00:17crescita del PIL italiano. Sono questi alcuni dei temi presenti sui giornali oggi in edicola
00:21e online, andiamo a leggerli assieme, partiamo da Milano.
00:24Finanza, la guerra colpisce gli ETF, a marzo raccolta in forte discesa rispetto a febbraio
00:30Italia Oggi a pagare i danni della guerra, sarà la UE, Corriere della Sera, Meloni, sfida con
00:36le opposizioni, la Repubblica, Meloni non scappo, Trump frena, Netanyahu, la stampa Netanyahu,
00:42bombe e negoziati, il sole 24 ore, petrolio, export USA, da record più 30%, il messaggero
00:50Meloni alla Camere, ora responsabilità, il giornale, Meloni io non scappo, avanti fino
00:56al 2027, The Economist, mission accomplished, scrive il settimanale britannico, se il cessate
01:05il fuoco segnerà la fine della guerra con l'Iran, il più grande perdente sarà Donald
01:08Trump, secondo The Economist, Financial Times, ieri i prezzi del petrolio sono tornati sopra
01:14100 dollari al barile, con la chiusura dello stretto di Ormuz che mette in qualche modo a repentaglio
01:19la tenuta appunto del fragile cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran.
01:29E ripartiamo dunque proprio dai mercati, andiamo a vedere ieri come hanno chiuso, oggi Milano
01:34Piazza Fari riparte da un più 0,5%, scrive Milano Finanza, con ieri il Fuzzini che ha superato
01:4147.300 punti, risultando la maglia rosa di giornata in Europa, anche se le altre piazze
01:46del continente hanno fallito il secondo giorno consecutivo di rimbalzo, soffre soprattutto
01:51il DAX ma la volatilità è in calo, nel frattempo l'attenzione rimane sulla questione petrolifera,
01:59il Giappone, scrive il Financial Times, rilascerà il mese prossimo ulteriori riserve petrolifere
02:04pari a 20 giorni di approvvigionamento. L'avviso è arrivato oggi dal primo ministro
02:09Sanae Takaichi, in particolar modo per garantire un approvvigionamento stabile di petrolio all'inizio
02:15di maggio. Il Giappone, ricordiamo, detiene ancora riserve petrolifere pari a 230 giorni,
02:20ma dipende dal Medio Oriente per oltre il 90% del suo approvvigionamento di petrolio.
02:27Cosa è successo invece dal lato geopolitico? Ci dice sempre il Financial Times, Trump ha in
02:33qualche modo minacciato, comunque avvisato, l'Iran di non imporre pedaggi per il transito
02:38delle petroliere e delle navi commerciali attraverso lo stretto di Ormuz. Ci sono notizie
02:43secondo cui l'Iran starebbe imponendo pedaggi alle petroliere che attraversano lo stretto.
02:48È meglio che non lo facciano, ha scritto Donald Trump, se lo fanno che smettano subito.
02:53In particolar modo il Financial Times ricorda che mercoledì l'Iran ha scritto che l'Iran
03:03in criptovalute. Questa è una degli ultimi aggiornamenti, mentre rimane caldo il fronte
03:09del Libano. Suppressione, sembra, statunitense. Il premier israeliano Netanyahu apre a negoziati
03:16con il Libano. Il prima possibile ha dichiarato colloquio diretti con Beirut nell'ambito degli
03:23sforzi per disarmare Hezbollah e stabilire relazioni pacifiche tra Israele e Libano.
03:29In particolar modo l'inaspettata richiesta di diplomazia è giunta il giorno dopo che
03:34una serie di radi israeliani hanno ucciso più di 200 persone in tutto il Libano nell'ambito
03:40di una crescente campagna militare contro Hezbollah sostenuto dall'Iran. Nel frattempo
03:45sempre il Corriere ci informa come ci siano appunto le mine disposte probabilmente dall'Iran
03:50nello stretto di Ormuz, blocchino lo stretto e costringano le petroliere che vogliono passare
03:55a passare vicino alla costa iraniana. Anche qui appunto vediamo esattamente della Repubblica
04:02la grafica. Ormuz minato gli ordini di Pasdaran nelle acque dello stretto. Gestiamo noi le
04:08rotte sicure, scrive Repubblica. Nel frattempo il Financial Times ci dice come la corsa tra le
04:14raffinerie europee e asiatiche per accaparrarsi i carichi di petrolio abbia spinto i prezzi del
04:20petrolio e del mare del nord a livelli record, mentre il controllo iraniano dello solo stretto
04:25di Ormuz alimenta nuovi tensioni sui mercati. Cosa sta succedendo? Il Fortis Blend, un benchmark
04:31per il petrolio con consegna immediata, ha toccato ieri quasi 147 dollari al barire, superando
04:38i massimi raggiunti alla vigilia della crisi finanziaria del 2008. Con i trader, scrive
04:44Financial Times, che si contendono i carichi di petrolio per rimpiazzare gli ingenti volumi
04:50attualmente bloccati nel golfo. I barili fisici provenienti dal mare del nord venivano scambiati
04:56a prezzi ben superiori ai 97 dollari del Brent. E così sulla stampa Fabrizio Goria intervista
05:06Stefano Scarpetta, capo economista dell'Ox, che dice che occorre controllare gli effetti sui
05:12fertilizzanti e sui chip. Lo stretto di Ormuz è un checkpoint vitale per tutta una serie
05:17di materie prime. L'incertezza infatti, dice Scarpetta, paralizza il mondo. L'Europa
05:22resta fragile sul gas, l'inflazione per ora è sotto controllo, ma appunto l'Europa rimane
05:28vulnerabile. Le banche centrali dovranno agire con prudenza e attenzione anche sul fronte
05:34dei debiti pubblici elevati. Con le nuove spese per la difesa, a causa appunto degli alti
05:39livelli dei debiti pubblici, queste limitano lo spazio fiscale. Impossibili nuovi sussidi
05:45a pioggia. Un avvertimento dunque alla prudenza fiscale per i governi dell'Europa. Nel frattempo
05:52l'altro fronte, quello russo-ucraino, Putin annuncia la tregua unilaterale, 32 ore, per
05:58la Pasqua ortodossa. Fino alla fine, diciamo, il fuoco unilaterale di 32 ore, dalle ore 16
06:04di sabato, 11 aprile, fino alla fine della giornata del 12 aprile. In particolar modo,
06:09secondo Repubblica, il gesto di buona volontà potrebbe essere tutt'altro che disinteressato.
06:14Secondo Reuters, l'inviato speciale russo Kirill Dimitrov si troverebbe negli Stati Uniti
06:19per incontrare membri dell'amministrazione Trump e discutere non solo dell'accordo di pace
06:24con l'Ucraina, ma anche della cooperazione economica Stati Uniti e Russia, oltre al fatto
06:29che potrebbe anche esserci la richiesta di una proroga dell'allentamento delle sanzioni
06:33sul petrolio russo che scadrà proprio sabato. Allora torniamo in Italia. Ieri l'informativa
06:40della Premier Giorgia Meloni alle Camere che dice che non scappo. Uno dei punti principali
06:44però è la richiesta di sospendere il patto di stabilità all'Unione Europea a Bruxelles
06:50nel caso appunto ci sia un deterioramento della situazione in Medio Oriente. Non ci saranno
06:55dimissioni né rimpasto, assicura la Premier. Governeremo per cinque anni come ci siamo
07:00impegnati a fare. Mentre la collocazione internazionale dell'Italia è la stessa da circa
07:0480 anni, ma Meloni sottolinea non c'è nessuna subalternità al Presidente statunitense.
07:11E allora ieri anche le dichiarazioni del Giorgetti, Ministro del Tesoro alla Camera, crescita
07:17verso il taglio delle stime. Giorgetti dice credo nei miracoli ma bisogna fare i conti
07:23con la realtà. Sostanzialmente la crisi energetica costringerà probabilmente il MEF a rivedere
07:29le previsioni di crescita per quest'anno. Un punto fondamentale sarà sostanzialmente
07:36il rientro del deficit 2025 sotto il 3% del PIL. Un punto fondamentale che se venisse raggiunto
07:42permetterebbe appunto di impegnare una serie di risorse per aumentare le spese di difesa,
07:47ma anche per eventuali ulteriori interventi a sostegno di famiglie e imprese a causa
07:52della crisi energetica. Nel frattempo tra ieri e oggi è stata appunto anche un'importante
07:59giornata di nomine per le partecipate pubbliche. Andiamo a leggere insieme il Corriere.
08:04Di Foggia alla Presidenza dell'Eni, mentre Mariani da MDA passa alla guida di Leonardo e
08:11sostituisce Cingolani, forse appunto la nomina più calda. In particolar modo Terna, in arrivo
08:18Pasqualino Monti e Stefano Cuzzilla, mentre a Enav il vertice Sandro Pappalardo e Igor
08:24De Biaso. Enel invece riconfermati Flavio Cattaneo e Paolo Scaroni. Descalzi continua
08:31alla guida di Eni. Il Corriere invece riporta un cambio a sorpresa ai vertici di Dolce Gabbana.
08:37Gabbana ha lasciato la Presidenza. Le dimissioni rivelate ieri in verità risalgono a dicembre
08:43e adesso si parla anche della situazione finanziaria del gruppo, non facilissima, con un ingente
08:48debito che deve fronteggiare un ingente debito e Gabbana starebbe vagliando diverse ipotesi
08:53su come gestire la sua partecipazione, scrive il Corriere, pari al 40% del capitale sociale.
08:58Tra queste ci potrebbe essere anche la cessione della sua quota. Staremo a vedere.
09:05Nel frattempo il Financial Times riporta un'indiscrezione secondo cui, sentite alcune fonti, il Canada
09:11starebbe esercitando pressioni per essere ammesso al programma congiunto di sviluppo di
09:16aerei da combattimento avanzati, appunto il GCAP, di Regno Unito, Italia e Giappone.
09:21In particolar modo il Canada vorrebbe partecipare al programma in qualità di osservatore, hanno
09:26affermato le fonti, nel tentativo di prendere le distanze dagli Stati Uniti e rafforzare i legami
09:31con altri partner, in particolar modo commerciali. Un funzionario infatti canadese ha dichiarato
09:38all'FT che gli sforzi di Ottawa rientrano nel tentativo di diversificare gli appalti
09:42per la difesa e rafforzare la partnership con alleati che condividono gli stessi obiettivi.
09:49Allo stesso tempo il Financial Times riporta appunto di una urgente meeting convocato da
09:55Scott Bessent, il segretario al tesoro statunitense a cui ha partecipato anche il Presidente della Fed
10:00Jerome Powell, con i vertici di alcune delle maggiori banche americane.
10:05Per discutere di cosa? Beh, del rischio informatico rappresentato dall'ultimo modello di intelligenza
10:11artificiale di Antropic. All'incontro hanno partecipato i vertici di Bank of America,
10:15Citigroup, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Wells Fargo. Mancava l'amministratore delegato di GP,
10:20Morgan Chase, Jamie Dimon, che non ha potuto partecipare. In particolar modo una convocazione
10:26appunto a sorpresa che sottolinea le preoccupazioni dell'amministrazione Trump in merito alla capacità
10:32dell'ultimo modello di Antropic, in particolare la sua avanzata capacità di rilevare vulnerabilità
10:37di sicurezza informatica che potrebbero essere sfruttate da malintenzionati. Allora partiamo
10:43di banche ma torniamo in Italia, scrive Milano Finanza, BPM sceglierà all'ultimo su MPS,
10:48Piazza Meda avrebbe depositato il suo 3,7% ma deciderà il voto prima dell'assemblea.
10:55È stato convocato infatti un board per martedì 14 per orientarsi tra l'astensione e il sì
11:00alla lista del CDA. Ricordiamo che il 15 aprile si terrà appunto la riunione dell'assemblea
11:07di MPS. Sempre sul fronte bancario, scrive Milano Finanza, Orcel aiuta commerce sui crediti.
11:14Unicredit e Commerzmann litigano sulla fusione ma collaborano su alcune importanti operazioni
11:19industriali. Unicredit infatti affianca la banca, sotto scalata, in un'operazione di
11:24derisking. Allo studio ci sarebbe una cartolarizzazione su un portafoglio di 1,2 miliardi della controllata
11:30polacca MB Bank. In frattempo oggi tanti auguri anche a Mediobanca. Oggi Piazzetta Cuccia
11:37compie 80 anni, scrive la stampa, cool del capitalismo italiano. Oggi però non è più
11:42regista della finanza e dopo la scalata di MPS l'istituto deve capire quale sarà il
11:47suo futuro. Nel pezzo ovviamente viene ripercorsa la storia con cui Raffaele Mattioli e Enrico
11:52Cuccia hanno dato vita alla banca che sta protagonista di fatto del mondo bancario e anche
11:59diciamo degli affari industriali del Novecento in Italia. Nel frattempo concludiamo con una nota
12:06calcistica, scrive Milano Finanza. Calcio, la partita è su Malagò. Dopo l'eliminazione
12:11l'ennesima dell'Italia dai mondiali di calcio, dai prossimi mondiali di calcio, il presidente
12:16di giochi Milano Cortina appare il candidato forte per la guida della FGC. Lunedì infatti
12:22i responsabili dei club italiani indicheranno il successore di Gravina dopo il flop ai mondiali
12:27e l'ex numero uno del CONI è in pole position. Concludiamo con una notizia sì di sport ma anche
12:35di business perché, scrive Financial Times, Nike si prepara a porre fine al regno lungo
12:4225 anni di Adidas come principale fornitore dei palloni utilizzati nei match di Champions
12:51League. Secondo Financial Times infatti il gruppo statunitense Nike è entrato in trattative
12:59esclusive per diventare il fornitore ufficiale delle tutte diciamo le competizioni club UEFA
13:05dal 2027 al 2031 per quanto riguarda appunto i palloni. E per oggi ci fermiamo qua.
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