00:02Buonasera, grazie, è sempre un piacere stare qui con i lettori del mio giornale, sono stato
00:08dieci anni al giornale, come giornalista, quindi è un piacere stare qui con voi. Ma è stata una
00:17giornata, quella del 2 gennaio, che devo dire rimarrà sempre in pressa, perché stare seduto
00:25così, anzi no, stavo in piedi con un gruppo di persone che stavano sedute come voi su
00:30delle sedie nel centro congressi di Gran Montanà e ancora non si sapeva chi era morto, chi era
00:41fedito, non si sapeva nulla. E questi genitori, questi fratelli volevano sapere da te notizie,
00:51perché immaginiamoci la disperazione di uno che non sa, figlio, è rintracciabile, non
00:56sai se è vivo, se è morto, che è successo. Io non è che avevo le notizie se ero vivo
01:02o
01:02morto, potevo soltanto dire quello che stavamo facendo per cercare di individuare questi ragazzi.
01:14vedevi nelle facce tra il disperato, qualcuno aveva speranza, avevo fatto la riunione prima
01:20di incontrare i parenti con la polizia che mi aveva detto se non dite mai se è un nome,
01:27quando avrete un nome, se è vivo, se è disperso, se è ferito, perché le cose possono cambiare.
01:34Infatti, per fortuna, ci dissero un nome, se no, questo è sicuramente morto. Invece
01:40quello era sicuramente vivo, stava in ospedale. Non ho parlato come ministro, perché non avrei
01:50saputo cosa dire, non potevo fare un discorso ufficiale a gente disperata. Ho parlato come
01:57un padre e ho detto quello che ho provato all'inizio dell'anno scorso, quando una mattina
02:07io sto preparando un intervento nel correre a casa, mi chiamano, il presidente della squadra
02:13di calcio dove gioca mio figlio mi dice che sono due minuti che sta per terra e non ha ripreso
02:19conoscenze. I calciatori, quando è così, in genere, muoiono. Mi sono passato in quel
02:25momento e ho pensato che adesso, come glielo dico, la moglie e i due figli, in cinque
02:30secondi vedi tutta la tragedia. Poi, per fortuna, si è ripreso, l'hanno portato in ospedale
02:35all'elicottero, a Gemelli. E che ho pensato a quello e gli ho detto che io capisco perché
02:43ho provato io per qualche ora quello che state provando voi. Poi, per fortuna, le cose
02:49sono andate bene, però mi sono immedesimato perché non sapevo che altro dire. Dico io
02:54sono a vostra disposizione, vi do il mio cellulare, chiamatevi.
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