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Trascrizione
00:00Siamo felicissimi di essere qua con Le Gratitudini, che è un testo importantissimo che ha scovato il regista, nonché attore,
00:10primo attore in tutte le commedie che lui ha fatto.
00:14In questo però è stato molto generoso, devo dire, perché ha fatto recitare noi Paolo Triestino.
00:20Ecco, quindi Paolo Triestino ha trovato questo, poi ha fatto un adattamento, Le Gratitudini, c'è anche uno spettacolo in
00:28Francia.
00:30Però questo adattamento è abbastanza particolare e noi siamo molto felici di farlo, perlomeno io sì, è un personaggio difficilissimo,
00:38però mi sono stati dietro un po' tutti perché ho delle badanti bravissime.
00:45Lorenzo Lavia è veramente il logopedista che mi segue in scena ma anche fuori scena e adesso anche Carmen Di
00:54Marzo, prima ancora Valentina Bartolo.
00:57Diciamo che Alessandra che ci segue, siamo felicissimi. Io parlo così come se ci conoscessimo perché un po' sono di
01:07casa qua.
01:08Venite a vedere lo spettacolo, la tournée lo diranno gli altri perché io non mi ricordo, vado però alla giornata
01:13della memoria, anche in scena.
01:15Il spettacolo si chiama Le Gratitudini e c'è sia di mezzo il grazie, come dice il titolo, ma anche
01:23il dimenticare, la dimenticanza.
01:27Forse bisogna ricordarsi di dire grazie prima che sia troppo tardi e anche un po' per ricollegarmi al discorso del
01:36personaggio di Lucia.
01:40Infatti lei si definisce una donna moderna, ma spesso noi, specialmente più si diventa grande, accanto a noi vediamo persone
01:48che pian piano invecchiano.
01:50Magari li conosciamo con un altro tipo di piglio, più energici, magari anche con più potere, con più brio e
01:58poi li vedi piano piano, piano, piano, piano, piano defilarsi.
02:02E questo dà anche molto fastidio alle persone quando cominci a trattarle un po' come persone molto anziane.
02:08Diciamo il fondamento sia il grazie che la dimenticanza in questo caso.
02:12E sì, il personaggio di Lucia è un personaggio moderno perché è una donna del Novecento, una donna che ha
02:21deciso di non avere figli proprio per scelta sua personale e lo dice.
02:25E soprattutto è stata una donna che ha lavorato, però piano, con le parole.
02:32La cosa divertente è che lei lavorava appunto con le parole e questo suo dimenticarsi, diciamo come direbbe Freud, la
02:41mantiene in un certo perturbante dell'anima.
02:44E probabilmente io e la sua figlioccia, chiamiamola così, sono le uniche persone che la trattano ancora come era la
02:57donna di un tempo e non come quella che è adesso.
03:01Perché poi personalmente le persone che hanno delle fatiche si ricordano bene chi erano.
03:07Siamo chiamati, non solo noi come personaggi, ma anche il pubblico, a riflettere sull'importanza sia della parola grazie, ma
03:16anche della parola gratitudine.
03:18Che ha comunque, cioè ci sono delle sfumature, perché grazie è una cosa che proprio il mio personaggio, Marie, fa
03:26riflettere nello spettacolo.
03:29È qualcosa che a volte noi diciamo in una maniera anche automatica, no?
03:33Grazie per le piccole cose, dalle cose più grandi.
03:36Invece la gratitudine è proprio un sentimento di scambio, dove ci sentiamo tutti connessi e quindi questa cosa ci fa
03:44sentire anche che ci apparteniamo un po',
03:47perché quello che fa una persona è connesso con quello che fa un'altra.
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