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Trascrizione
00:00Beh, innanzitutto parole che mi hanno fatto molto piacere. C'era già stato dieci anni fa, anzi cin, sì dieci,
00:08in occasione del decennale, quindi quindici anni fa, il messaggio di Giorgio Napolitano, capo dello Stato.
00:16Un messaggio, un lungo messaggio, e naturalmente dentro quel messaggio erano contenuti molti elementi di valore, insomma, molto positivi, e
00:27naturalmente non tralasciò di sottolineare che egli fu oggetto di indagini giudiziarie, e una giustizia che colpì, disse, fra virgolette,
00:41con una durezza senza uguali, scrisse Napolitano all'epoca.
00:47Il Presidente Mattarella storicizza ancora un po' di più, nel senso che tralascia la tenda della crisi del sistema della
00:55Prima Repubblica e si concentra sul protagonismo politico, sull'autorevolezza, sulle questioni su cui vale la pena dimisurarsi a venticinque
01:08anni di distanza dalla sua scomparsa su un leader politico, democratico, socialista innanzitutto del nostro Paese.
01:16Quindi lo considero sì, non un punto di chiusura, un punto di svolta, ma un punto di analisi accettabile, che
01:24può essere condiviso da amici e da avversari.
01:29Siccome c'è questa abitudine un po' in Italia di richiamare la cosiddetta pacificazione nazionale per fare i conti a
01:37destra, mentre continua a mancare un approccio sereno con un passato vicinissimo, non è un po' singolare tutto questo?
01:46Perché stiamo parlando giusto dell'altro ieri, forse è il caso di applicare l'analisi che dicevamo.
01:54In questo caso investe una comunità politica, che non solo un uomo, che in questi anni ha vissuto un'ostracizzazione.
02:05Il Partito Socialista si dissolse nel 1993, sono sopravvissute delle formazioni di ispirazione socialista in continuità con i PSI,
02:17ma di fatto noi siamo sempre stati residue minoranze, che hanno cercato da un lato di testimoniale, dall'altro di
02:25rappresentare gli interessi dei cittadini.
02:27Ma attorno a noi, circondati da una certa ostilità pubblica e anche da formazioni politiche che, per una ragione o
02:41per l'altra, hanno ereditato chi il nostro spazio politico e chi il nostro elettorato.
02:47Questo è mancato. È una forza socialista che, in qualche modo, rivendicasse e potesse tenere in alto il testimone dell
02:57'esperienza di Bettino Craxi, del PSI.
03:02Invece abbiamo vissuto, anzi stiamo vivendo, sono trent'anni di isolamento, di ostracismo, lo ripeto, di damnazio memorie.
03:13L'adnazio memorie non ha risparmiato persino Matteotti.
03:17Quando si è ricordato nello scorso anno il centenario di Matteotti, spesso si parlava di lui come di un riformista,
03:25come se si avesse paura della parola socialista.
03:28Ora, è chiaro ed evidente che, in parte, c'è stata anche la nostra responsabilità, la responsabilità di chi non
03:36è riuscito a riorganizzare una forza degna della sua tradizione.
03:41Però è anche vero che abbiamo vissuto anni di fortissimo isolamento politico.
03:46E quindi anche la memoria di mio padre Bettino è stata per anni ostracizzata.
03:51E poi si è fatta strada, si è fatta largo, per il fatto che i pensieri, le azioni, la forza
03:58politica di quella storia non poteva essere contenuta e perimetrata per sempre.
04:04E come si dice, la storia a un certo punto sfonda le porte e la storia improvvisamente sta riconducendosi verso
04:15una versione accettabile.
04:17Ecco, io non voglio dire condivisa al cento per cento.
04:21Però questo significa essere una storia rilegittimata.
04:26Ora, la pacificazione è un po' diversa da quella che intendono i neofascisti.
04:33Come facciamo a pacificarci con, diciamo, con il ventennio totalitario?
04:39E qui stiamo parlando di una storia democratica, che è finita, diciamo, a causa di reati amministrativi.
04:47Quindi non stiamo parlando di vittime.
04:52Io rifiuto l'amalgama con i periodi bui della nostra storia.
04:57La Prima Repubblica non è stata affatto un periodo buio della storia.
05:01Se no, non se ne rivendicherebbero o non se ne sottolineerebbero le pagine più importanti, quelle più concrete, quelle politicamente
05:11più rilevanti.
05:12Anche perché, insomma, abbiamo tutti molto chiaro il ricordo degli anni Ottanta.
05:20C'era una vitalità del paese che non era soltanto, diciamo, la vitalità di Milano.
05:26C'era un sentimento di fiducia.
05:28Io ricordo l'inflazione che nel giro di pochi anni andò giù.
05:33Si era al 20% nell'Ottanta, poi, insomma, con quel tipo di gestione politica, alla fine le cose migliorarono.
05:44Però si dice anche che proprio per quell'ottimismo di allora ci fu qualche distrazione.
05:52Cioè non ci si accorse che i sovranismi oggi affermati muovevano i primi passi.
05:59Lei condivide questa lettura che oggi si dà di allora?
06:04No, non il sovranismo.
06:07Che poi, penso, se noi decliniamo il sovranismo in patriottismo, io mi sento dalla parte di coloro che amano la
06:15propria patria.
06:16E come sa, mio padre Bettino era, diciamo, un garibaldino risorgimentale.
06:20Perché collegava le radici del socialismo italiano alle radici del risorgimento, quindi della riscossa della nazione, della riscoperta della nazione
06:32e della patria.
06:33No, in quel periodo aprì le strade, non gli anni Ottanta, ma la fine degli anni Ottanta, la fine della
06:41Guerra Fredda, con la caduta appunto del muro di Berlino,
06:47si sprigionarono le, come si dice, le forze del capitalismo senza regole,
06:54che si è trasformato piano piano in un capitalismo autoritario, che è quello che stiamo vivendo in questo momento.
07:03Il contenimento, diciamo, di questa forza, di questa energia, un contenimento o la capacità di essere una parte attiva,
07:18ma che non si fa travolgere dalla forza del denaro, dell'economia, purtroppo ha travolto la sinistra democratica del mondo.
07:26Questo è il punto. E qual migliore occasione fu alla fine dell'89, quindi con il cambio internazionale,
07:37quale migliore occasione fu per togliere di mezzo la classe politica dirigente dell'Europa di quel momento.
07:43In Italia avvenne tangentopoli, manipolite, ma anche in Germania fu colpito Helmut Köln,
07:49lo stesso Mitterrand e il suo partito subirono decine di inchieste, così socialisti in Spagna.
07:55Cioè, ci fu un'onda giudiziaria abbastanza robusta. Noi abbiamo vissuto la nostra,
08:01e quindi non potevamo vivere quell'altrui, però così è accaduto.
08:07In un certo senso crolla, diciamo, il sistema democratico fondato sui partiti,
08:14così come lo abbiamo conosciuto nella seconda metà del Novecento.
08:18Questo è un problema democratico che abbiamo ancora oggi, che dobbiamo risolvere oggi.
08:25E quindi la vicenda di tangentopoli ne accelerò i processi,
08:29ma di fatto eravamo all'alba di una nuova fase politica storica.
08:33Senta, oggi dobbiamo fare i conti con Trump.
08:37Lei che cosa ne pensa e cosa ne avrebbe pensato suo padre,
08:42di un personaggio, diciamo, con queste caratteristiche?
08:48Ma intanto, qual era il suo giudizio, non potendo parlare, diciamo, per sua vece,
08:54ma qual era il suo giudizio sul nuovo che avanzava?
08:58Il nuovo che avanzava era una forma di democrazia videocratica,
09:03e sostanzialmente avanzava la politica irresponsabile,
09:08perché è chiaro che la voce dell'informazione mediatica,
09:12oggi addirittura coi social moltiplicata per cento,
09:17travolge, in qualche modo se non governata,
09:21travolge le voci ufficiali,
09:24mette la politica in una situazione di oggettiva debolezza.
09:28Se poi al potere, diciamo, dell'informazione si aggiunge quello giudiziario
09:33e quello economico,
09:35è chiaro che la politica ne subisce tutte le conseguenze.
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