00:00Insieme ai presidenti degli organi costituzionali d'Italia, rivolgo un saluto in questa occasione di festa per la nostra Repubblica
00:09agli ambasciatori accreditati a Roma.
00:13L'amicizia dei vostri Paesi ci ha accompagnato in questi decenni e la vostra presenza esprime la saldezza dei legami
00:21che ci uniscono.
00:23Ringrazio l'orchestra della RAI, il direttore Michele Gamba, il violoncellista Ettore Pagano, con i complimenti per il brillante avvio
00:33della sua carriera.
00:36Siamo grati del momento d'arte che ci offriranno e che seguiremo insieme ai tanti che lo faranno attraverso la
00:44TV e la rete, e a cui rinvio un saluto particolarmente cordiale.
00:49Il 2 giugno del 1946 l'Italia sceglieva la Repubblica. Quel voto, all'avvio della vita democratica, rappresentò per gli
01:00italiani una chiamata alla responsabilità.
01:04In quegli anni di speranze diffuse, le aspirazioni al benessere e al miglioramento della condizione personale procedevano insieme alle conquiste
01:15democratiche e sociali.
01:16La congiuntura internazionale propone nuovamente tempi straordinari.
01:23Come allora avvertiamo oggi, a livello mondiale, l'esigenza di impegnarsi per la pace,
01:30di perseguire insieme, ovunque, libertà e sviluppo, democrazia e diffusione del benessere, maturazione civile, crescita economica e dei diritti.
01:43Questa ci appare, nella comunità internazionale, la grande sfida, l'orizzonte che abbiamo di fronte.
01:51Rifiutando con determinazione baratti insidiosi, sicurezza a detrimento dei diritti,
02:00assenza di conflitti aggressivi in cambio di sottomissione,
02:05ordine attraverso paura e repressione, prosperità economica in cambio di sudditanza.
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